La doccia milanese

 
Sono scandalosamente ubriaca. E’ incredibile come il mercoledì sia serata di grandi sbronze…sto aspettando che mi passi per andare a dormire, forse dovrei chiedermi perchè ogni volta spergiuro di non bere e mi ritrovo così, ma tant’è…
 
Mi sembra opportuno, giustificata come sono dal mio stato alticcio, parlarvi della famosa doccia milanese. E’ ormai provato (da me e Delia) che le docce qui sono veramente stronze. Avete presente quella dolce sensazione dell’acqua calda che vi risveglia, che vi avvolge per almeno una decina di minuti, che scorre su di voi come un caldo abbraccio e rende meno traumatico il destarsi? Ebbene, qui ve lo potete anche scordare. Qui la doccia ha un’anima, un’anima milanese. Stronza, come ho già detto. Tu ti infili (ti trascini) lì dentro e all’inizio è tutto caldo, lo scaldabagno segna la metà e ti fidi che le cose possano andar bene se non altro per 5 minuti. Errore: lei sa, lei sente che ti sei sciacquata il sapone, che sei pronta, che potresti uscire ma stai indugiando nel tepore. E lì ti frega: nel giro di un attimo diventa gelata, senza rimedio. Mi sembra quasi di sentire nello scroscio: "Uè, romana ladrona, vai a lavurààà!!! (Figa)". Lo trovo fondamentalmente sleale e ingiusto. Ho concluso che appena torno a Roma mi chiudo nel bagno, per riprendermi le rivincite.
 
Questa città mi toglie il piacere della doccia, non biasimatemi se bevo. Sarà per questo che è chiamata la Milano da bere? Ma la gente si lava? Basta, è meglio che smetta, prima di superare il confine delle allusioni. Senior, so che hai compreso. Per voi altri, spero vi siate divertiti. Mi mancate.
 
Notte

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3 risposte a La doccia milanese

  1. laura ha detto:

    Non ci sono più le docce milanesi che ti permettevano di fare uno shampoo rilassante come cantava Gaber qualche anno fa. In compenso, so con certezza che questi bruschi risvegli vi procurano brutti incontri onirici, diciamo così, e oltre all\’insonnia anche un sonno funestato da dialoghi non proprio piacevoli. Che, volete, cara madrina, Milano si sa, è una città complessa e sfuggente, con i suoi lavori in còrso, le caldarroste, i fumi poco gradevoli di kebab e fish and chips. Resistete ancora, la chick lit ve lo chiede, per il secondo capitolo della vostra saga Tacchi alti e Madunnine.

  2. Francesco ha detto:

    Sono rimasto fino a metà del tuo ultimo mojto e mi sembravi in forma… 
    Al presunto commento del tuo scroscio che ti invita ad andare a lavorare dandoti poi della "romana ladrona" aggiungerei quello sicuro dei vicini del piano inferiore al sentire il rumore della tua doccia notturna!!!
    alla prossima.

  3. Wanda ha detto:

     Senior, non c\’è che dire: il vostro intervento è costellato di perle, come la corona di Her Majesty tempestata di gemme. Le ho apprezzate tutte e sottopongo, inoltre, alla vostra approvazione il titolo "Tacchi alti e meneghini", che ne dite? Anche se pure le Madunine non sono male…
    A sabato, non vedo l\’ora!
     
    Wolfer, degno amico di Lupo, è chiaro che alludevo alla doccia del primo mattino… Una fanciulla delicata come me non oserebbe arrecar disturbo nel cuore della notte, momento in cui preferisco tutt\’altre occupazioni, ben più piacevoli. Forse anche lì potrebbero sopraggiungere problemi di rumore, ma c\’è rimedio.
    Comunque ieri ho percorso la strada del ritorno singhiozzando dall\’ubriachezza. Non mi incastrerete più con le vostre proposte indecenti. Bella!

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