Oh, darling…

 
London calling…troppe cose da fare, e io all day long in ufficio a cazzeggiare. Il mio pass da visitor mi costringe ancora a fare il giro lungo, permettendomi di notare come gli inglesi siano compiti sul luogo di lavoro e cafonazzi in metro. Quando sono in agenzia è tutto un "prego, passi lei", uomini che aprono le porte, che usano il loro badge per farmi fare una scorciatoia, poi prendo la tube e sono travolta da spintoni irriguardosi se, malauguratamente, intralcio la traiettoria di qualcuno. Mah, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, forse.
Il momento che preferisco, però, è quando torno a casa. Lascio il cartellino a un security man che risponde sempre "ooohhh…lovely, good idea darling, have a nice night" (ogni volta soffoco una risata) e mi immergo nel controesodo dei lavoratori, inspirando quel misto di odori di burro e cipolla che per me vuol dire Londra. Un bel po’ di giravolte nell’underground ed eccomi arrivata. Nel mio flat, nonostante la sgarrupatezza, c’è un senso di calore, dato non solo dalla caldaia a manetta (il cui rumore mi provoca strani sogni la notte), ma soprattutto dalle persone che lo popolano. E’ piacevole fare due chiacchiere davanti a un toast o a una tazza di the, lavare i piatti e poi sentire, dalla mia camera, la discreta tv di Arthur o i canti a squarciagola di Mamo. Gli unici a non comparire mai sono i due francesi (solo non si vedono i due leocorni), ma si sa che popolo di sciovinisti non mente.
Spero solo di trovare un lavoro, voglio godermi questa città il più possibile, ora che finalmente sono qui. E quando arriverà lui sarà tutto perfetto.
 
Good night my friends…
 
P.S.
Questa casa, come le tipiche inglesi, è piena di elettrodomestici: un tostapane, una griglia per i toast, un bollitore per il the, un microonde, un forno elettrico, una lavatrice e, naturalmente, un frigorifero. Il tutto in uno spazio minuscolo, e ce ne fosse uno che sapevo usare. Ma sono già a quota 2 (bollitore e griglia) e nel weekend conto di scoprire la lavatrice. Che spasso! Mi sento, con le dovute differenze, come nella villa di Barbie. Sarà che anni da non regina della casa (leggi=sfaticata) mi hanno rincoglionita?

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