Caffè, tè, me? Meeting the client

 

Eccomi qui, camicetta bianca con inserti in pizzo e vezzosa cravattina nera, ad un’altra riunione con un cliente. Solo che stavolta si è svolto tutto a Londra, in inglese! Abituata a fare la velina a Milano, sono rimasta sorpresa di aver partecipato di più a questa. I miei interventi, modestamente, sono stati di gran classe: ho esordito con un “would you prefer still water or sparkling?”, per poi, parlando di pubblicità di cosmetici, aggiungere un “banners would be great for this, it is so important to see the colours”, e ho concluso, all’interno di un discorso sulle nuove frontiere dello shopping, con un bel “Oh, I’ve read in a book about something like that… (e il book in questione era “I love shopping in New York” o “Shopaholic abroad”)

Direi proprio che come inizio non c’è male. Mi auguro solo di capire, nelle prossime ore, che razza di lavoro dovrò fare, sono sicura che sia un dettaglio importante. Ad ogni modo, buona la prima!

Talking about money, tutto il mondo è paese. Parlare di soldi è un argomento che va di moda ovunque, noto, ma ho percepito alcune differenze interessanti rispetto a Milano.

L’abbigliamento, in primis, serioso e uniforme nella città lombarda, completamente folle, a volte, qui: il tizio in questione indossava una camicia rosa acceso, con tanto di cravatta coordinata a righe blu e fucsia. Se pensate che era il fratello indiano di Mastrolindo, potrete capire l’effetto.

Il tono generale dell’incontro, inoltre, è davvero curioso: a Milàn discutono di denaro con aria furbastra, qui con dei sorrisi accattivanti, come se stessimo ad un picnic. Del resto, sempre di dividersi una “torta” si tratta.

Chissà se sono tutti così, o solo questo simpaticone di oggi. Magari i prossimi saranno più sullo stile “My Twinings, please”, chi può dirlo? So che ho un po’ di tempo per scoprirlo, e per frullare il tutto nel cocktail della chick-lit.

E, quando sarò ricca e famosa, altre giovini in camicia bianca (non so se saranno così trendy da scegliere anche la cravattina nera) si riconosceranno in me e mi citeranno alle loro riunioni di lavoro, forse. Quel che è certo è che io, allora, sarò mollemente adagiata su una sdraio…

 

Kisses and hugs!

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2 risposte a Caffè, tè, me? Meeting the client

  1. laura ha detto:

    Due cose mi fanno davvero ridere: la cravattina nera che si muove al confine tra collegiale viziosa e pornostar in libera uscita e la tua visione finalistica del lavoro. Mi spiego: come si palesa nel finale il tuo unico obiettivo è stare sdraiata su una sdraio a bere mohjto!!!! Quindi fa ridere che accumuli esperienze lavorative in giro nel mondo per adempiere meglio alla tua vita leziosa. Beh,  continua a scrivere che le tue avventure cockney sono davvero interessanti, e, poi in "padre ricco, padre povero" we trust….

  2. Wanda ha detto:

    Siete proprio un affettuoso gallinaccio, Senior… 🙂

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