L’importanza di essere meteoropatica

 
Ognuno di noi ha il proprio dark side of the moon, un aspetto che ignoriamo di possedere, finchè qualche condizione scatenante non lo porta alla luce.
Non potendo trattarsi della ninfomania, ormai palese da lustri, mi è toccato scoprire che sono fortemente meteoropatica. Forse, vivendo sempre sotto il meraviglioso sole di Roma, era una cosa a cui non avevo mai badato, ma questi giorni di cielo plumbeo, vento gelido e acquazzoni mi hanno ridotto all’ombra di me stessa. In senso morale, purtroppo, dal momento che l’appetito non va mai mancando…
Ad ogni modo, eccovi il racconto della giornata in grigio. Per intonarmi al cielo ho scelto la gonna di topshop e la linea Jubilee della metropolitana, entrambe in una bella sfumatura melange. Il primo effetto del clima sul mio spirito vivace è stato il non aver reagito ad un incontro incredibile nella tube: seduto, studiando animatamente un copione, era un giovanotto dalla pelle scura e dalle ciglia lunghissime. I nomi familiari dei personaggi mi hanno fatto intuire di trovarmi davanti nientemeno che a RHETT BUTLER del prossimo musical su "Via col vento"!!! Sapete che ho una passione smodata per questa storia, se fossi stata in me avrei attaccato bottone, magari rimediavo qualche biglietto gratis e un invito a cena. Invece, ho pensato che sarei sembrata una sgallettata inopportuna. E dire che non indossavo neanche le mie piume, non avrei certo corso questo rischio. Che rosicata, quando mi ricapita un’occasione del genere?
In ufficio, poi, non ho fatto che fissare incazzosa la finestra, imputando al tempo la causa di tutti i miei mali. Per di più, eravamo a corto di melone e tisane. Non ho trovato nulla di meglio da fare che rimuginare tristemente sulla rete wireless a cui mi attaccavo da casa, la migliore delle poche disponibili, improvvisamente diventata protetta. Fucking bastards, non trovate?
Ebbene, quando il gioco si fa duro, la dura incomincia a giocare.
Sapevo che c’era un solo rimedio per scacciare questo pessimo umore: Topshop! Vi dirò, stavo per uscirne senza aver comprato nulla. Ero stranamente moderata e indifferente. Mi sembrava che quei vestiti coloratissimi, quelle scarpe originali, quelle simpatiche mutandine non avessero importanza, quando si è lontani da casa, dalla famiglia, dagli amici, dalla pasta. Mah, in fondo ne ho 3 scatole nella dispensa, però. E, in qualche modo, posso sempre tenermi in contatto con i miei cari. Insomma, voi avreste lasciato lì una fantastica offerta 3 culottes per soli 9 pounds (£ 8.10, con l’Adisu)?  Come resistere ai pois bianchi su sfondo rosa, o a una fantasia di adorabili pulcini? Ne avevo assolutamente bisogno, direi. Il difficile è stato scegliere la terza: stelline bianche sul blu scuro, oppure teneri cagnolini sul giallo pastello? Considerando che ho un reggiseno color cioccolato da anni solitario, ho optato per i teneri cagnolini, dal momento che blu e marrone, come insegnano i dottori, fa cafone. Ottima scelta, sono proprio fiera di me. E ho anche saputo sostenere una conversazione sui miei studi in psicologia con la cassiera. Che siano finiti da un po’, credo sia un banale dettaglio. Finalmente questa laurea serve a qualcosa!
Ormai rasserenata, ho persino comprato la carta igienica e pulito il cesso. Neanche la scoperta che le mutande sono piegate ad arte, nelle stampelline, per sembrare più piccole e, una volta aperte, assomigliano a quelle della nonna mi ha turbata. Ormai so di avere un cul-grammo…
Goodnight!

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