The other Boleyn girl

 
Programma del sabato: corsa a Regent’s Park, breve puntata da TopShop per un paio di scarpe corteggiate da un po’, British Museum, cinema. Indovinate cosa è saltato?
 
Vabbè, i musei è meglio vederli con calma, non trovate? Non si può apprezzare in profondità una collezione come quella del British in un pomeriggio. E’ solo per questo che ho preferito rimandare la mia visita. La rinuncia mi è costata cara, comunque: la mia tessera Adisu non è stata più riconosciuta valida!!! Vi rendete conto? Una quasi studentessa povera in canna costretta a pagare il prezzo pieno… Beh, cmq un paio di scarpe era in saldo, così come delle fantastiche culottes con disegni di raspberries.
 
Il vero scopo di questo post, però, è di cimentarmi pure io nel mondo delle recensioni cinematografiche. Sembra che ogni blog che si rispetti debba contenerne un po’, per far vedere che non si stanno scrivendo solo cazzate, ma che si è dotati anche di un alto spessore culturale, tiè!
Il film che vi propongo è "The other Boleyn girl", tradotto in un libro in italiano come "L’altra donna del re". Non so quando arriverà sugli schermi del bel paese, io intanto vi rovino la sorpresa con un po’ di spoilers.  Dopo circa mezz’ora di spot e trailers (che ho scoperto tranquillamente evitabili, per le prossime volte), inizia il movie con una scena di tre regazzini che corrono beati in un prato. La madre, Kristin Scott Thomas, bofonchia qualcosa di incomprensibile con un tizio. Sono solo le prime battute, mi dico, basta non arrendersi e ricordarsi che l’inglese è una lingua indoeuropea, ce l’ho sicuramente nei geni. Mentre io aguzzo la vista per carpire tutto ciò che può dare un senso, labiale incluso, i marmocchi crescono e le due femmine del trio diventano Scarlett Johansson e Natalie Portman, alias Mary and Anne Boleyn. Improvvisamente compare una vecchia con un neo, che scopro essere Caterina d’Aragona, su un letto quasi di morte. In realtà ha solamente perso un bambino e King Henry VIII è incazzato come un pitone per non avere eredi maschi. L’episodio diventa immediatamente pettegolezzo, e un tizio dall’aria losca, palesatosi alla fine come "Zio Howard" (più o meno) decide di approfittare della situazione e proporgli la nipote Anna B. come utero in affitto. La fanciulla è entusiasta e si organizza subito una bella caccia alla volpe. Non si capisce bene perchè, ma il re (dimenticavo che è Eric Bana) cade fra i rovi e tutti danno la colpa ad Anna. Entra in gioco Mary/Scarlett, che finora aveva solo sposato un tizio che trombava malissimo e russava, in qualità di infermiera di Henry VIII. Come nei migliori clichés, la fanciulla siede al capezzale dello scorticato e gli passa un inutile panno bagnato sui polsi. Il miracolato si sveglia e inizia a fare il provolone, non scomponendosi manco di fronte all’anello nuziale. Scarlett dice due cose: "sono sposata con…" e l’altra non l’ho afferrata, ma deve essere stata una battuta geniale perchè Eric Bana ordina seduta stante il trasferimento di lei e del marito cicisbeo a corte. Anna/Natalie Bolena è su tutte le furie, ma la famiglia la cazzia e le dice di star zitta e buona, "dopo quello che ha combinato" (???). Il re inizia a ciularsi Scarlett/Mary, che dopo quel baccalà del marito apprezza la differenza e si innamora. Anna si sposa di nascosto con uno molto fico, ma a quanto pare non è un buon partito, perchè quando lo viene a sapere Mary la sputtana subito "per il suo bene". Il comprensivo padre dice qualcosa di simpatico al giovanotto, che pianta sdegnato Anna, la quale viene pure spedita in Francia per non rompere più i coglioni. Immaginate il livello di giramento dei cosiddetti per la poveraccia. Ma siamo arrivati ad un altro momento molto logico: si aspettava con ansia il figlio di Mary, per parassitare Henry a vita, quando la poveretta inizia a sanguinare. Viene piazzata in una stanza buia, e qui la davo ormai per moribonda. Errore: si trattava di una semplice precauzione per una gravidanza tranquilla. Vabbè. Comunque ora la famiglia è spaventata che il re possa perdere interesse nella giovine e decide di richiamare la sgallettata n.1, ovvero Anna, alla quale non pare vero di poter tornare e fare casino. Inizia una raffinata opera di seduzione di cui io mi perdo quasi completamente i dialoghi, che culmina con Henry capitolato, indifferente persino alla nascita del bambino di Mary. Tanto fa Anna che Henry ripudia Caterina d’Aragona, inimicandosi il Papa e staccandosi dalla Chiesa di Roma, come ci insegna la storia. Scarlett viene rimandata in campagna col pupo e le pive nel sacco. Quando sembra che vada tutto bene, Anna è regina e incinta, ecco di nuovo i guai: partorisce una femmina e non riesce ad avere altri figli. Chiama Scarlett e il fratello in suo soccorso e i tre ideano un piano geniale: Anna si ciula il fratello. Al dunque, però, lui si tira indietro, non si capisce se è per la paura dell’incesto o perchè è semplicemente gay, dal momento che non si è mai ciulato la moglie. Quest’ultima, essendo frustratissima e senza un cazzo da fare (o da farsi, consentitemi la finezza), non trova di meglio che spiare il tutto e andare a spiattellarlo al re, che ovviamente non la prende troppo bene. Inizia il famoso rotolamento di teste: prima il fratello, poi Anna (tra l’altro, nella giuria che la condanna a morte, c’era anche l’ex marito figo, ancora incazzato con lei). Scarlett si sposa con un lentigginoso, spiantato ma buono, e si carica tutti i ragazzini (il suo e la nipote) in campagna. Il film finisce con la notizia della tragica morte del padre, dello Zio Howard e compagnia bella, e con uno scoop: "Henry VIII non rimarrà a lungo senza un erede: non sarà un maschio, ma una femmina a succedergli al trono…quella roscia della figlia avuta da Anna, Elizabeth".
 
Uscendo dal cinema, ho scoperto che domani, alle 12.30, avrebbero proiettato la versione sottotitolata.
 
 
Buonanotte, amici della notte, un giorno è appena finito, un altro da poco cominciato…

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