Il bagno dei misteri

 
Mia folla di adoranti e urlanti fans (un altro modo per dire amici),
in me ci deve essere qualosa che non va. Ovviamente non mi riferisco al modo in cui vi ho appena appellato, non provate neanche a concepire un pensiero tanto malizioso.
 
Rifletto, invece, sul mio today afternoon. Rincaso con l’intenzione di correre e mi stravacco sul letto depressa, pensando al lavoro. Decido di passeggiare (fa sempre bene) al parco e passo in farmacia, dove credo di trovare la risposta a tutte le mie domande più angosciose: una bilancia! Avevo anche pensato, per la cronaca, di omaggiare questo splendido appartamento comprandone una, ma la spesa, il trasporto e la ricerca su internet per tradurre il peso da libbre a kg hanno subito convinto la mia pigrizia ad andare in farmacia una tantum. Entro gagliarda nel negozio fortunatamente deserto e leggo: 20p. Bene, in tasca ho solo inutili banconote, per il valore di £ 50, in caso mi fossi imbattuta in un casalinghi dove comprare una scopa. Che fare? Proseguire incurante e allegra verso il parco, oppure volare a casa a prendere i 20p? Noi donne, si sa, siamo impareggiabili nel masochismo. Devo, devo sapere quanto stanno fruttando le mie fatiche, le mie privazioni, il mio rigore. Ebbene, ho pagato 20p per avere una risposta degna di un film horror. Il tempo di salire, leggere e catapultarmi giù soffocando un urlo di sgomento. Niente trucchi, ho anche impostato i kg, manco posso appellarmi a qualche magia aritmetica che mi consenta di dividere quel numero per 1000, diciamo. E hai persino pagato 20p, "20, piccoli, magnifici penny da donare in banca", canta il mio cervello scimmiottando la scena dei banchieri in "Mary Poppins". Me ne vado incazzata verso Regent’s Park, riflettendo su quanto giubbotto, scarpe da ginnastica, chiavi di casa e rifiuti organici da smaltire possano aver inciso sul risultato finale.
 
Ah, la natura! Che effetto tonico hanno sull’umore un roseto pieno di germogli "Nostalgia", "Royal Savoy", "nome fichissimo che vi dirò appena l’avrò ricordato", panchine dedicate ad anime belle legate al parco, un laghetto immerso in un giardino in stile giapponese, con ponticelli, colline rocciose e salici piangenti. E io che ho scordato la macchina fotografica! Faccio tre volte il giro del lago, con l’idea di tornare a casa a prenderla, ma la recente esperienza dei 20p mi insegna a non ripetere lo stesso errore e concludo che perderei la luce del tramonto. Essendo conciata come una rapper in total black, il vedermi fare scatti nervosi in tutte le direzioni mi avrà sicuramente fatto identificare come la serial killer di Regent’s Park.
 
Già che ci addentriamo nel losco ambito della cronaca nera, posso finalmente annunciarvi che il mistero del bagno è risolto!!! So che mi pentirò di aver scritto quanto segue, quando sarò ricca e famosa e gli editori di chick lit, i giornalisti e i nuovi fans andranno a spulciare il mio blog (quest’idea che le scrittrici di chick lit siano ricche e famose, poi, non so sa dove mi venga, dato che l’unico esempio degno di nota è Sophie Kinsella e stop), ma ancora godo dell’immunità della (quasi) sconosciuta e ne approfitterò. Ebbene, per quanti di voi (sì, ce ne erano) che stavano seguendo l’appassionante fiction "Di chi è quello stronzo nel bagno?", sottotitolata "Le gioie della convivenza multinazionale", oggi, finalmente, la risposta: il colpevole è…il francese!!! Ho validi indizi che suffragano questa conclusione: Arthur è partito, io e Mamo eravamo al lavoro (Mamo, inoltre, tira fuori dei gran bestemmioni quando fa queste scoperte nel bagno, il che fa pensare o ad una raffinata tattica di depistaggio, o alla sua estraneità ai fatti), a casa c’erano solo i due leocorni. Da un veloce, causa il materiale in oggetto, esame delle dimensioni credo di poter attribuire la paternità del "reperto" ad un individuo di sesso maschile: ergo, le français. A questo punto, il premio che ho vinto per la mia brillante indagine è il poter urlare "merde!" al prossimo, spero lontano, ritrovamento.
 
So da chi ho preso. La follia si tramanda geneticamente: mi ha scritto mia madre che le è sembrato di aver trascorso il weekend con me, dal momento che mi ha contattata via skype per cazziarmi.
 
Notte, tento di farmi almeno 7 ore di sonno, sennò secondo Yahoo sono destinata ad ingrassare*. E, visti i recenti avvenimenti, non mi sembra proprio il caso.
 
 
 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Coinquilini. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...