Una Ka gialla tutta matta

 
Avvertenza: il contenuto di questi post è storia vecchia, già usato nel Wandashow (live at semaforo) per far ridere la platea. Ve lo ripropongo lo stesso, in quanto sono episodi divertenti, meritevoli di una citazione e che sarebbe un peccato rimanessero ignoti a quelle 2 persone a cui ancora non li ho raccontati.
 
Premesso ciò, passiamo al primo: la passeggiata a Villa Borghese con Leonora e la piccola Diana.
 
Vi ho narrato di come le babbione del parco abbiano scambiato la creatura per figlia mia, dato che la madre correva appresso al cane, lasciando a me la carrozzina. Quello che non vi ho scritto è il tremendo antefatto: il viaggio.
L’appuntamento era sotto casa di Leo, per andare in macchina sua. Mi aveva accennato per telefono a qualche strano movimento cinofilo, ma non ci avevo badato più di tanto. Errore. La fregatura stava per arrivare, l’ho capito quando ho visto comparire una carrozzina enorme, il cane Argo e, sullo sfondo, Leonora. "La bambina va dietro, occupa tutto il sedile posteriore" – chiosava l’amorevole mammina – "noi 3 (!!!) staremo davanti". Alla mia domanda, legittima, "come???", l’ovvia risposta "io guido, tu siedi accanto con Arghino in braccio". Arghino è un simpatico spinone che mi arriva alla vita (la sconfinata lunghezza delle mie gambe come parametro), che altrettanto simpaticamente emana un olezzo, come dire, assai canino. Col bene che gli voglio, questa soluzione non mi "sconfinferava". Abbiamo contrattato che io guidassi e che lei stesse nel posto del passeggero con l’amico quattrozampe. Ma non ero ancora salva…
Come ho messo in moto, ecco che i finestrini non ne volevano sapere di aprirsi e l’aroma della Ka gialla si è sprigionato in tutta la sua potenza. La bambina dormiva beata, Leo giocava con Arghino, io soffocavo e annaspavo. "Toh, anche altre persone, quando salgono in macchina mia, cercano forsennatamente di aprire i finestrini. Dici che c’è puzza?" mentre io cliccavo disperatamente su tutti i pulsanti "aria" che riuscissi a vedere, mentre guidavo, naturalmente. Ad una curva pericolosa, all’entrata di Villa Borghese, Arghino ha pensato bene di mostrarmi tutta la sua felicità per essere quasi arrivati dandomi una bella sleccazzata sulla guancia, coprendomi la visuale sul davanti. Per rassicurarmi, Leonora ha aggiunto "ricordati che c’è mia figlia, una neonata di pochi mesi, sul sedile posteriore. Se ora una macchina ci tampona, ti riterrò responsabile di tutte le gravissime conseguenze". Bene. Ho iniziato a tenere un’andatura praticamente a passo d’uomo, cercando di svoltare in quella maledetta curva.
 
Il commento finale è stato "certo che Milano ti ha davvero rincoglionita, hai perso la guida sportiva di una volta".

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3 risposte a Una Ka gialla tutta matta

  1. laura ha detto:

    Si è uno sport difficile il baby driving ma zia Wanda sa come si fa! sarà per questo che io approfitto volentieri della tua guida, sportiva o milanese (mio dio, non mi far pensare che adesso sei a Londra!!!!) e non ti criticherei mai! Sarà per questo che tu chiami sanguisughe quelli senza patente come? Ma se ho capito bene in ucraino potrebbe essere un complimento quindi grazie mille
    dal tuo Senior in salsa Cockney  

  2. valerio ha detto:

    E\’ meravigliosamente originale che le storie che lei scrive siano spesso descritte tramite il senso dell\’olfatto (un po\’ come avveniva nel "profumo" di Suskind); un po\’ meno meraviglioso invece il fatto che gli unici odori che sembra appartengano alla sua vita siano quelli di cagnone rancido e di …..mmhhh "fior di prato" e che quando manchi codesto odore lei lo vada a ricercare, attraverso l\’uso della sinestesia, nelle targhe londinesi.

  3. Wanda ha detto:

     
    Ma che bella sfida al commento più frizzante!!! Miei cari, che dirvi…Senior, vecchia sanguisuga! Proprio oggi parlavo con un ucraino dell\’importanza di essere patentati, come vedete non demordo. The importance of being Fennec, è molto divertente quello che dite, spero solo che non lo veda Leo: se scopre che avete chiamato "cagnone rancido" il piccolo Arghino dovrete iniziare a temere per la vostra incolumità, si sa che le mamme non hanno molto sense of humour.
     
    A presto!

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