Do you speak milanès?

 

Mi sono resa conto che le mie cronache Milanesi presentano una grave lacuna.

Non mi riferisco a quei due terzi di contenuti immorali che, per i soliti motivi di censura sul blog (ho dato l’indirizzo a cani e porci e non posso sputtanarli tutti cosi’, non sarebbe carino, per cui mi limito a parlarne alle spalle in attesa di smerdarli con pesudonimi nei miei bestsellers – cio’ che apprezzo di me, e’ che sono limpida e trasparente), non ho ancora provveduto a rendere eterni attraverso gli scripta che manent, ma ad un fenomeno innocuo, divertente e tipico di quella graziosa cloaca a cielo aperto (Milano).

Nulla, dunque, puo’ piu’ trattenermi dal privarvi di questa chicca. Rullo di tamburi, ecco a voi la cazzata del giorno: la lingua milanese!

So che l’argomento e’ arcinoto per molti, sfruttato e analizzato dal dotto tomo di sociologia alla rivista patinata, ma cio’ non mi impedisce di inserire anche le mie frivole osservazioni in questo mare magnum. (Noterete come oggi io stia facendo abbondante uso di latinorum e modestia)

Esaminiamolo scientificamente, anzi psicologicamente visto che mi fregio di una laurea al riguardo: il milanese e’ una lingua da pirla.

Ammettiamolo, non solo ha un accento tremendo, fra i piu’ urtanti in cui l’orecchio umano (ma anche non umano) possa imbattersi, ma comprende anche una serie di features niente male in una scala di antipatia e volgarita’.

Partiamo dall’intercalare: ok, ogni dialetto, idioma o slang che dir si voglia ogni tanto si lascia un po’ andare alla scurrilita’, il mio caro romano vanta una collezione invidiabile di metafore in questo campo*, pero’, cazzo (intercalato), ma quale mente geniale ha partorito l’inserimento di una “figa” ogni tre parole??? Ora non perdiamoci sulle possibili digressioni e problemi di ordine che potrebbero sorgere dall’aver scritto “partorire l’inserimento di una figa”, ma riflettiamo seriamente su questo fatto. Forse tirare in ballo il membro maschile non e’ comunque elegante, d’accordo, ma “figa” e’ veramente osceno. E poi non suona: pensate a frasi come “figa che freddo”, “ma che figa vuoi”, “figa, che figa”…eeehhh??? Persino l’inglese, lingua per barbari priva di sfumature (ho una parola buona per tutti, come sempre), suona piu’ rude, piu’ opportuno, quando deve esprimere significati analoghi: “what the hell are you doing?”, “where the fuck are you?”, “bloody hell”, “fucking bastards”, e cosi’ via. Insomma, si ruota attorno al fottere e all’inferno (e quante ce ne sarebbero da dire, pure qui ) e si lascia stare la figa. Che il mio sia femminismo malcelato? Non so, secondo me sta male e basta.

La lingua milanese, pero’, mi fa tajare (sinonimo romano di “divertire”) specialmente perche’ e’ “fusion”. A differenza della cucina, dove l’incrocio di diversi sapori puo’ portare a risultati interessanti (e cmq a riempire la panza, che per me e’ sempre un “portare a casa il risultato”), ascoltando il lato fusion del milanese viene solo il latte alle ginocchia, per rimanere in tema gastronomico. Nella mia piccola esperienza meneghina sono stata testimone di violenze linguistiche come “scheduliamo un incontro”, “mi sento confident”, “fammi una previsione di spending”, “customizziamo” (e io penso a Custo Barcelona – p.s. cioccatevi il mio vestito verde fra le foto di Londra), “markettiamo”, “bypassiamo” , “targhettizziamo” e persino l’ardita variante “targhettiamo” (ma se ti traghettassi, invece, verso lo Zanichelli, o stolto?).

Io rimango senza parole, anzi per esercitare la nostra forbita lingua italiana, direi che sono basita, allibita, sconcertata e anche un po’ depressa.

Ma siccome si sa, i milanesi lo sanno, che noi romani “semo tutti rosiconi” e razzisti nei loro confronti (non e’ colpa nostra se c’avete solo la nebbia, polentoni sfigati), eccomi qui ad omaggiarli mettendomi subito in competizione con loro, pur sapendo che non c’e’ gara, che loro staranno sicuramente “troppo avaaanti”.

Tie’, milanese, beccati la mia controrisposta fusion, il mio mix di inglese e romano, perche’ anche noi romani valiamo, ao’:

But speak as you eat!!!!!!!!!!**

 

* scommetti che so’ cosi’ veloce che si cago da ‘n tetto faccio in tempo a scenne e a vede’ er buco der culo che s’arichiude?

** per i pochi che non l’avessero capito (ve l’ho detto che sono razzista): "ma parla come magni"

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