Quando il gatto non c’è…

 
…le tope ballano. Perdonatemi la facile battuta, ma ci stava tutta. Come forse avrete intuito leggendo il post precedente, il mio fidanzato me ne aveva combinata una grossa e lo scorso weekend c’è stata seria maretta fra di noi. Mentre lui nuotava nel suo brodo, per una volta ho avuto il culo di andarmene ad una festa in una casa piena di uomini con cui farlo rosicare, tiè! Ce ne erano molti, persino di carini, ovviamente a me è toccato lo svitato di turno. Signore e signori, ecco a voi un’altra memorabile puntata di…"Gente che mi si farebbe"!!!
 
(aggiungete applausi scroscianti e fanfare)
 
Il tizio in questione, a parte lo sguardo deviante, si è introdotto in modo innocuo come un broker della city con la passione per i viaggi. Qualche unità alcolica dopo, ha iniziato a declamare, in italiano, alcune frasi imparate da sedicenti amici napoletani, robetta fine tipo: "mio cazzo 30 cm", "fammi un bouchino" e "che figura di merda". Non so voi, ma io trovo l’ultima particolarmente azzeccata. Ad ogni modo, non convinto dell’efficacia di questo corteggiamento, ogni 10 minuti è tornato a ripetere la prima, mimando le dimensioni con le mani e armeggiando pericolosamente in zona cintola (coro: una mano nella zintuura, un movimiento sexyyy…), tanto che ho temuto stesse per ricorrere al detto "un’immagine vale più di mille parole". Essendo una donnina elegante e raffinata, inizialmente l’ho tenuto a bada con un "thanks for the update". Il nostro idillio si è però rotto quando il tomo ha minacciato di voler ballare con me, mentre generosamente innaffiava casa e giardino con un cartone di simil tavernello. Io indossavo un cappottino bianco e sedevo su un divano bianco. Il pericolo mi ha fatta schizzare a razzo (sono contenta di non essere nata divano, il poveretto non si è salvato) urlando "I need the toilet, sorry!" ma il cialtrone non si è arreso e mi ha inseguita fino al cesso, al che ho fatto l’unica cosa che la donna di classe poteva fare, ovvero chiudermi dentro sbattendogli la porta in faccia. I cappotti bianchi vanno difesi a costo della vita.
Quando sono scesa, il tizio era morto sul divano macchiato. Mi è stato detto che, prima di caracollarci, aveva sparato una puzzetta.
 
Sarebbe bello concludere il post qui, con questo finale scenico. Ma "puzzetta" non sarà la mia ultima parola, perchè devo ancora sparlarvi del mio ragazzo che, oltre a parlare solo inglese fortunatamente (me la sto rischiando troppo forse?), ne ha combinate di divertentissime. Pensate, ha preso a pugni un cuscino per me! Un cuscino, signori miei!!! (Non preoccupatevi, entrambi stanno bene ora)
In pratica, ha fatto ammenda di tutti i suoi torti e la sua punizione è stata sapere cosa succede quando lui non è al mio fianco a difendere la mia virtù. Ha dovuto sfogare la sua rabbia per avermi ferita e la gelosia per 30cm man picchiando l’innocente cuscino, altrimenti sarebbe impazzito (altrimenti???). Capendo tutto di donne, mi ha chiesto se, in preda al mio crepacuore, l’avessi tradito con lo svitato. Gli ho detto che era pieno di uomini normali (mentre lui urlava "non voglio sapereeee") ma che per me esiste solo lui. Voglio dire, ho sempre sognato che il mio uomo facesse a botte per me. Ora che ne ho trovato uno così, chi se lo fa scappare! Che poi abbia menato un cuscino, è un tiny, insignificant detail
 
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