Tirare la cinghia e non le cuoia

La
primavera e’ nell’aria e, per sentire di colpo anche l’estate tremendamente
vicina, parliamo di diete.

Alzi la
mano chi e’ soddisfatto pienamente del proprio corpo e non ha bisogno di questo
post! E ora via, prego, con la testa bassa in gelateria e poi ritornate
mortificati.

Dicevamo,
per sfoggiare un fisichetto niente male il giorno in cui, fra qualche mese,
lascerete il segno del punto esclamativo al contrario sulle lenzuola (chi non
ha condizionatori in casa apprezzera’ prima la “freddura”, ah ah), ecco la
vostra amica psicologa a proporvi alcune diete dalla comprovata inefficacia.

1)  
Il Ramadan

Una
delle mie preferite, indubbiamente, perche’ richiede di resistere alle
tentazioni gastronomiche in un’arco limitato di tempo, ovvero quando batte il
sole. Non funziona d’inverno e in certe giornate londinesi, ma ve la enuncio lo
stesso: non mangiate NULLA fino all’ora di cena, in cui come dei lupi vi
fionderete su tutto quanto si trovi nella vostra cucina, tavolo Ikea compreso.
L’ho seguita un’estate ed ero un figurino, emorroidi a parte.

2)  
La dieta sana

Ci si
arriva per sfinimento dalla precedente, essendo il suo esatto contrario: si
mangia come maialetti durante il giorno per poi digiunare la sera. E’ detta
anche la dieta della greca, in quanto una mia ex collega greca, secca come un
chiodo, al mio sguardo carico di rabbia di fronte al suo enorme piatto di
spaghetti quotidiano replico’ con nonchalanche “di sera poi sono troppo pigra
per mangiare”. Fingendo di ignorare la vocina che nel mio cervello chiedeva
“cosa vuol dire essere troppo pigri per
mangiare
?” mi sono convinta che una reazione del genere possa capitare a
tutti e ho abbracciato questa dieta col supporto dei magazines femminili, dove
c’e’ scritto che prima mangi, prima magrisci (=se ti sfondi a cena e poi sfondi
il letto cadendoci a 4 di spade per 8 ore, e’ sicuro che poi metti tutto il
cibo qui e qui). Insomma l’assunzione
di calorie e’ inversamente proporzionale al numero di ore in attivita’ gia’
trascorse. La teoria e’ buona, il problema e’ che la greca e i dietologi dei
magazines patinati non hanno idea di cosa sia la vera vita e la vera fame.
Infatti la dieta sana, messa in pratica, e’ destinata a fallire miseramente
cosi’: ti svegli contento, ti spari una ricca colazione e vai al lavoro/scuola;
a pranzo daje con un sontuoso piatto di pasta che pero’ non ti da’ “l’energia
per affrontare la giornata” ma si posa come un’incudine sul tuo stomaco e ti
permea di una piacevole sonnolenza che sara’ la tua compagna fedele in tutti i
migliori momenti in cui non e’ concesso sbadigliare; a cena muori comunque di
fame perche’ ancora e’ vivo il ricordo del Ramadan e, alla vista del tavolino
dell’Ikea, inizi a salivare come il cane di Pavlov ma, tie’, e’ permesso solo
un misero yogurt. Se si e’ fra i ligi che hanno svuotato il frigo intorno allo
yogurt, allora la dieta sana dura un giorno. Altrimenti e’ bella che finita.

3)  
La dieta zona

Funziona
assolutamente perche’ si aboliscono tutti i carboidrati. Il problema e’ che per
me e’ immorale perche’ senza carboidrati non vale la pena vivere. Bocciata!

4)  
La dieta psicologica

Questa
si regge su fini meccanismi della mente, quali la vergogna, il senso di colpa e
l’obbedienza. Quanto piu’ siete in grado di provare i tre sentimenti descritti,
tanto piu’ vi trasformerete da grassoni a grissini. Non e’ difficile indovinare
l’effetto che questa dieta abbia avuto su di me, vi elenco ad ogni modo i suoi
trucchi fondamentali:

·        
Lasciate perdere il desueto porcellino nel frigorifero, diventerebbe un
vostro compagno di merende e vi divertireste a trovargli nomignoli tipo “Gnammy”,
“Slurpy”, ecc.

·        
Da evitare anche le proprie foto magre o grasse attaccate sul frigorifero
(notate che sono le foto ad essere magre o grasse, non voi) perche’ otterreste
solo il risultato di ammirarvi compiaciuti o di staccarle in preda al diniego

·        
Keep it simple: dei simpatici post-it con su scritto “non
hai veramente fame” – “lo so, fidati”, “stasera verdurine al vapore”, “ci sono
dei jeans in cui devi entrare con entrambe le gambe”, “conta fino a 10, fai un
girotondo intorno al tavolo dell’Ikea e fila via”. In alternativa, per
rafforzare l’impatto, si possono abbinare i post-it a dei reminders sul
cellulare, sull’outlook del lavoro (parlo sempre per sentito dire eh) e a delle
sane scrittine sulla mano.

I
rischi: uno solo. Che un bel giorno si risponda a tutti i nostri affettuosi
reminders con un “Sapete che c’e’? Mi avete rotto i coglioni e adesso mangio”.
Provate a piazzare un bigliettino sul costume da bagno con su scritto “Poi non
venire a piangere da me, perche’ era per il tuo bene”.

5)  
La dieta Perricone

Un tal
dottor Perricone di Ollivud consiglia alle dive di mangiare solo salmone al
vapore e noccioline, finche’ non schiatti, amen. Pare che Samantha di
Sex&the City la segua sempre e che altre ollivudiane la utilizzino 3 giorni
prima dei red carpet. Siete Samantha Jones? Dovete camminare su un red carpet?
Ecco, allora avete compreso da soli perche’ non state dimagrendo.

 

Tirando
le somme, appare con sconcertante nitidezza che esiste una sola soluzione alla
prova costume: mettetevi una mela in bocca e poi di corsa in palestra. Perche’,
parafrasando una nota pubblicita’, nella vita non importa che tu sia un leone,
una gazzella o una persona rotondetta: se vuoi sopravvivere, comincia a
correre.

 

Per la
cronaca, ho un bellissimo tavolo dell’Ikea e si chiama Bjursta (http://www.ikea.com/gb/en/catalog/products/90116807).

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