Cosmogirls

Adoro la mia nuova capa. Non solo perchè è intelligente, organizzata e pensa lo sia anche io. Ma perchè sa del mio crepacuore e mi ha invitata ad una “serata fra ragazze”, lo scorso weekend.

Erano tutte cicciotte con i micropantaloncini. Compresa la mia adorabile capa. Io avevo un vestito a palloncino e sembravo MAGRA. E’ stata dunque una bellissima serata.

Purtroppo, di ritorno a casa, ho scoperto che alcool e crepacuore non vanno d’accordo, contrariamente al detto “bevici su”. Appena supero la mia soglia consentita (1 birra), quella parte di me che cerco di nascondere dietro al push-up impazzisce, manda al mio cervello immagini dei più bei ricordi di Babe e l’alcool viene prontamente eliminato dal mio corpo attraverso un torrente di lacrime. Sabato scorso ho frignato disperata per 3 ore, sulla soglia di casa, sulle scale, dentro casa, dentro il giaccone di Babe e con l’orsetto in braccio. Poi ho rimesso il giaccone e l’orsetto nel loro nascondiglio (tutti abbiamo i nostri orsetti nell’armadio) e mi sono fatta un doppio spaghetto aglio, oglio e peperoncino per riprendermi. Sono pur sempre italiana. Il giorno dopo facevo ampiamente cacare e avrò preso mille chili. Il peso forma per i micropantaloncini.

A proposito di micropantaloncini, mi viene in mente una storia terribile che non può non figurare sul blog. Tempo fa era domenica, giorno tristanzuolo per eccellenza. Ero sul treno, di ritorno da una spedizione di shopping andata male. Con me sul vagone, un gruppo di inglesi vestiti da mucche (maschi), un tipo alto e peloso con un boa di piume fucsia e due ciccione con i micropantaloncini. Paillettati, per giunta. Non essendo tipette ammodo come la mia capa, le malcapitate dovevano aver esagerato con gli shots, oltre che con gli shorts: una era intenta a guardare il contenuto della sua borsetta, mentre l’amica le faceva pat-pat sulla spalla. Non capivo cosa cercasse, in quella pochette, per così tanto tempo e la risposta era che mi sarei dovuta fare i cazzi miei: non guardava, ma signori miei si vomitava l’anima in quella borsetta. L’ho purtroppo realizzato quando l’ha chiusa e al clic è seguito un plin. La gocciolina di rigurgito che cadeva… Non mi sono mai sentita così sola in terra straniera.

Ora che vi ho intristito e disgustato ben bene, torniamo a cose più allegre. Di che parlavo? Già, di sbornie lacrimogene. Volevo dirvi che sto migliorando parecchio. Ieri ho sbevazzato di nuovo, c’era una gara di cocktail sponsorizzata dall’ufficio. Nonostante abbia rimediato un’ammiratrice donna (del resto uno dei miei fans si è rivelato essere un chiappe chiacchierate, bisognava pur compensare) e il mio mojito abbia vinto, tornata a casa ho frignato lo stesso. Ma stavolta solo per mezz’ora, senza orso e senza cappotto. Inoltre ero preparata: mi ero lasciata pronta una salutare zuppa la sera prima, così ho evitato di prendere altri mille chili con la pasta. E ho messo la maschera alle erbe in faccia, mentre mi depuravo con la zuppa.

Perchè quello stronzo passerà, ma la mia pelle di pesca rimarrà. In modo da acchiapparne un altro, ma per favore meno stronzo. Guance così splendenti meritano degli occhi innamorati.

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2 risposte a Cosmogirls

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