What’s my age again

Qualche giorno fa e’ stato il mio compleanno. Oltre a scroccare drinks, ricevere regalini e mentire sull’eta’ (mi sono splendidamente collocata in un vago range dai 18 ai 28, deve aver funzionato perche’ la mia capa – che come sapete adoro – mi ha sfottuta dicendo “non devi sentirti a disagio, ti diro’ un segreto: quella tipa li’ NE HA BEN 30”), ho anche riflettuto sul tema importantissimo “Cosa volevo fare da grande e a che punto sono ora”. Esatto, pippe mentali annegate repentinamente in uno dei free drinks.
Comunque, per dover di cronaca riporto quanto rammento di queste sgangherate riflessioni. Da piccola, sognavo di diventare un’attrice, una pittrice o una scrittrice. Insomma, lavori che finissero con “trice”. E, prima che lo diciate, no: meretrice non era un’opzione. Direi che non sono messa male: recito la parte di una giovine garrula come se non avessi un cuore spezzato, mi pitto le unghie e la faccia e scrivo stronzate sul blog. Se poi un giorno qualcuno mi pubblicasse “Tacchi alti e sampietrini”, tanto meglio. Devo ancora scrivere il libro, certo, ma mi sembra l’opzione piu’ vicina a farmi consacrare come “trice” a tutti gli effetti.
E, prima che lo diciate, no: meretrice continua a non essere un’opzione.


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