Barlumi di senso

Di ottimo umore (a parte il tema della morte che ricorreva: Artur mi ha portata ad un concerto dove una delle canzoni si intitolava “Morirò”), ho trascorso il weekend al sole, portando in giro la mia nuova borsa di Gucci. Vintage. Devo dire almeno una volta al giorno che la possiedo, insieme a quella di Ferragamo che, udite udite, è costata solo £2 in un charity shop. L’ho guardata bene, dopo averla afferrata con una zampata felina, per controllare che non ci fosse scritto, che so, “Fregacchiamo” e io non lo vedessi, abbagliata dal prezzo. Ma a quanto pare no, era proprio Ferragamo. E anche se so boni tutti, a mettece er cartello colla scritta, l’ho comprata al volo. Vantarmi di quanto è cool vivere a Londra non ha prezzo.

Comunque, dal momento che siamo nella puritana Inghilterra, la mia frivolezza è stata punita perché una mano lesta, sabato sera, mi ha rubato il portafoglio. Evidentemente il ladro (altro tema ricorrente?) ha pensato che una che ha la borsa di Gucci avesse anche un portafoglio rigonfio, e invece no: £2 c’erano.

Sufficienti per una borsa di Ferragamo, ma questo il ladro non lo sa. Ad ogni modo, non ho fatto in tempo a fregarmi le mani per il pacco tirato al borseggiatore, quand’ecco che mi sono ricordata della taschina interna del portafoglietto rosa. Chiusa da una zip, conteneva la catenina con il cuoricino d’oro e il diamatino regalatami da Babe per il mio compleanno, due anni fa. Ricordo che scrisse sul biglietto “Un diamante è per sempre, spero di provare che lo sarà anche qualcos’altro”. Un cazzo.

Insomma, avevo pronto il lacrimone al pensiero di aver perso qualcosa da cui non mi ero mai separata, per due anni. La indossavo sempre, alla faccia delle bellissime collane che possiedo (che adesso fan la loro porca figura, di nuovo). Mi è mancata l’aria come quando non trovavo più la catenina che mi regalò il Roscio, d’argento con ciondolo a spicchio di luna (pulciaro!). Una mia cara amica – grazie Maurì – intratteneva il Brutto, con cui ero fidanzata, mentre io ravanavo disperata nella mia stanza finchè la collana non sbucò, in una scarpa da ginnastica. Donna sull’orlo di una crisi di nervi.

Ma stavolta no. Proprio nell’attimo in cui le lacrime si affacciavano e stavo per accasciarmi sul divano per una drammatica scena di dolore, ho fermato il film. E ho capito che la collanina era solo un feticcio, meglio essersene liberata. Del resto, se Babe sarà l’uomo della mia vita (cosa difficile, che sia “uomo” in primis), mi regalerà qualcos’altro. Se invece sarà uno diverso, l’uomo della mia vita, costui mi regalerà qualcos’altro.

La morale è che, come la metti la metti, qualcuno mi regalerà qualcos’altro. Dunque, facciamo spazio.

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