Via i maglioni, fuori gli ormoni!

Lo so, non si scherza sulla morte. Riposi in pace Liz Taylor, bellissima donna, matta e dei Pesci. Sul giornale ho trovato questa foto, fra le tante che la celebravano, e ho avuto un flash: questi due eravamo noi. Io e Babe. Nei miei vari deliri che esaltavano la sua vanità, lo paragonavo a Paul Newman e, in effetti, a guardarlo qui ci assomiglia proprio. Stesso broncio, stessa donna adorante alle spalle. Però lui nel film era un sospetto culattone represso, oltre che ben più figo. Babe era solamente stronzo. E aveva l’accappatoio verde, che puzzava di umido tra l’altro perché lo scaraventava a terra senza farlo asciugare per bene. E, quando lo indossava, si faceva anche le maschere al viso, da quel vanesio che è. Dunque, una volta ancora, ripetiamo tutti insieme: meno male che me ne sono liberata! E per fortuna che vivo a Londra, che vi ho detto varie volte è la mia migliore amica. Le do sempre fiducia e lei non mi delude mai.

Ovvero, ho limonato. Sì, avete capito bene, un piccolo passo per una donna, uno grande per l’umanità! Alla faccia del uecchio provolone che mi corteggia da mesi, ho slinguazzato nel giro di 10 minuti un giovincello (chiaramente non saprà mai la mia vera età – che sarebbero 23 anni – dunque siamo coetanei, toh!) il quale mi ha conquistata con la sua galanteria.

In poche parole: ha detto che ho un bel culo.

La cosa divertente è che, oltre al mio culo, devo ringraziare anche A. e l’ettolitro di alcool che abbiamo ingurgitato ad una festa, sabato sera. Il mio adorabile amichetto ha flirtato con tutti, uomini e donne, e a un certo punto ha iniziato a starnazzare: “Wanda, Wanda, un roscioooo!!!” E io: “Lo vedo”, mentre il tipo si tingeva di scarlatto anche le gote. Il gallinello A. ha continuato, impunito: “Sai, adoro i rosci, ma lei di più. Aveva pure un ragazzo roscio”. Al che il fanciullo ha smesso di arrossire, si è girato verso di me e ha detto: “Avevi o hai?” E io: “Avevo, avevo, abbèllo“. Una mano si è subito tesa verso di me: “Allora, piacere di conoscerti”. Tempo 10 minuti, come dicevo, mi ha proposto di esaminare la metratura della casa al piano di sopra. La metratura della sua lingua in bocca, voleva dire.

E’ fantastico essere ancora adolescenti. Specie quando non lo sono stata, da adolescente. Perchè i miei compagnucci di scuola erano degli stronzissimi figli di papà e andavano di moda i culi piccoli.

Non che il mio sia grosso, non vi azzardate eh! Si dice “mediterraneo”, e qui tira molto.

Ad ogni modo…la serata è diventata notte e la notte mattina. A. ha dormito per terra, in un salotto bellissimo con le finestre a bovindo. Una mia amica, che prima sfotteva la mia marpionaggine, si è infilata in un letto con la copia bassa e inquietante di Prince Henry. Io mi sono svegliata su un divano, col sole in faccia e il frastuono dell’iPod di A., nonchè del suo russare dal pavimento.

E il giovinotto, accanto a me, mi stringeva entrambe le mani nel sonno. Che tenerezza.

Il nostro amico provolone, il vegliardo, quando ha saputo di questa festa ha rosicato come un matto e ha detto che lui queste cretinate da adolescenti non le farebbe mai. Dovrebbe essere contento che gli sia stata risparmiata l’amara verità: in barba alle sue manovre, uno sbarbatello mi ha sbaciucchiata e mi ha palpato il culo in 30 seconds flat. Poi non si dica che lo tratto male, proteggo persino la sua sensibilità! E sono riuscita ad intavolare con lui uno splendido flirt senza che paia tale, direi che quel furbo di mio cugino (uno che definì una donna da cui si fece mollare “il mio capolavoro”, roba che manco Hugh Grant) sarebbe fiero di me. E anche la mia maestra, D. P., che saluto affettuosamente e ringrazio per i commenti a questo umile blog (umile???).

Già che ci siamo, vi aggiorno pure sulla provolona dell’ufficio: è sempre più sfacciata, ha tirato fuori un ipotetico ragazzo ma nel frattempo continua a flirtare spudoratamente con me. Mi ha addirittura baciata perchè le piacevano le mie scarpe. Quando l’ho detto al provolon, una sera, ha commentato: “Nemmeno io arrivo a tanto”.

Come avrete capito, è primavera. Fa caldo, c’è il sole dopo quei lunghi, uggiosi mesi di merda. Dunque concedetemi queste vanterie, spero che vi abbiano divertiti. Io avevo bisogno di divertirmi, ne ho tuttora e sto per fare una battuta tremenda che però piace tanto alla mia amica Laura (sto dunque dandone la colpa a lei): io speriamo che me la chiavo.

Il titolo invece è in onore di E.S., che saluto altrettanto caramente. Baci e abbracci, i primi solo ai rosci però, ché ormai si è capito che più sono scoloriti e più mi piacciono.

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3 risposte a Via i maglioni, fuori gli ormoni!

  1. Super ha detto:

    La primavera evidentemente smuove gli ormoni…

    devi trovare un fine tuning di limonate e patatine alla cipolla, senza che queste ultime penalizzino troppo le prime

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