E vissero felici e contenti

Dal momento che ho decorato il blog con le deliziose cupcakes e mi sono travestita al party di Natale da Kate Middleton pur avendo il cuore spezzato, direi che ho pienamente i numeri per continuare a ciarlare su The Royal Wedding.

A parte una personale e frivola attrazione per i reali inglesi (specialmente per quel bellissimo Prince Henry), è innegabile che questo matrimonio sia stato seguito dalle masse. E quali sono gli ingredienti che lo hanno reso così gustoso per l’audience? L’iniziale della sposa, che hanno dovuto mantenere come K, altrimenti le tazzine kitsch e il resto del merchandising avrebbero recato la poco nobile scritta “W.C.”? (Su canale 5 ci hanno tenuto a spiegare che il WC sarebbe il cesso, in caso non l’avessimo capito). Non solo, cari miei, ma molto altro. Innanzitutto i Babbàni (perché questa distinzione fra sangue blu e commoners mi fa tanto Harry Potter) hanno potuto alzare il sopracciglio e fare tsk tsk criticando la riuscita scalata sociale dei genitori Middleton, che “hanno fatto li sòrdi co le feste pe li regazzini e poi hanno mannato le fije ar collegggio de li ricchi e mo hanno svortàto, so bòni tutti signora mia”*; hanno sghignazzato della precoce calvizie dello sposo; ammirato il vestito della sposa; sospirato svenevolmente alla palese similitudine fra l’uniforme di William e quella del principe di Cenerentola, e pazienza per la pelata; riso per il giallo canarino indossato dalla regina; additato e riso di nuovo per la serie di bizzarri cappellini che “signora mia stanno all’eleganza inglese come le scarpe a quella italiana, ma del resto quelli non hanno il bidet e guidano a sinistra”. E che dire dello svisceramento psicologico-sentimentale della questione? Come il film per la tv trasmesso in chiaro su RaiUno ci ha insegnato (che non mi sono ovviamente persa), questa povera ragazza ricca ha avuto le sue belle gatte da pelare con il principino, anche quando non era ancora calvo: esser nascosta, trascurata, cornificata, mollata e poi ripresa, per essere infine inchiodata ad un severissimo accordo pre-matrimoniale e al pataccone di anello blu della suocera morta, nonché al perpetuo paragone con costei. Roba che a me viene da pensare che la tipa sia innamorata davvero, in fondo. Materiale comunque sufficiente ad alimentare i dibattiti femminili, e non, per anni.

Insomma, gli ingredienti ci sono perché la ricetta del Royal Wedding funzioni. Vorrei giusto aggiungere che gli italiani, come al solito, hanno una marcia in più: oltre all’invidia, alla stucchevolezza, alla critica sdegnata dell’arrivismo (che nel bel paese non si vede, per carità), al ricordo di Lady D “icona di stile e tanto buona, signora mia” e ai cappellini, hanno una raffinata ciliegina che rende ancora più appetitosa questa torta nuziale. Eh sì, volete mettere il divertimento di fare allusioni triviali sulla sorella della sposa, Filippa detta Pippa?

Ah. Ah. Ah. Uh. Uh. Uh. Concluderei dicendo: “buon cappellino a tutti!”

 

*Per i pochi non romani che leggono (si nun le sai le cose salle): “hanno fatto fortuna con il business di festicciole per bambini, potendo in seguito permettersi di iscrivere le figlie ad un’università esclusiva; investimento che ha adesso portato i suoi frutti, com’era facilmente prevedibile”
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4 risposte a E vissero felici e contenti

  1. Super ha detto:

    Io naturalmente ho visto le nozze reali. Ho fatto commenti su tutto quello che hai scritto con un selezionato gruppo di visione di maschi.
    Ma la cosa che mi ha maggiormente impressionato, e che supera di gran lunga in importanza, tutte le altre cose, è Pippa.
    In particolar modo l’ingresso in chiesa è stato memorabile: non è facile oscurare del tutto la sposa reale, nel suo giorno più importante, nel giorno delle sue nozze reali, mentre va all’altare dal bel principe azzurro, mentre tutto il mondo è in trepida attesa.
    E invece lei ci è riuscita.
    Io e il mio ristretto gruppo di visione abbiamo commentato ogni singolo passo dell’ingresso in chiesa con apprezzamenti fini e bonari.
    Kate si sarà presa il principino pelato, che a 40 anni sarà come Carlo.
    Ma Pippa si è presa il giorno delle nozze

  2. Cupcake ha detto:

    Ma insomma, e’ solo un culo. Che rozzi faciloni, tu e il tuo “selezionato gruppo di visione”…
    Io non ci ho fatto caso, abbagliata da Prince Henry.

  3. Super ha detto:

    Era una manovra studiata in ogni dettaglio. Ed è andata a buon fine.
    Se voleva solo solo portare il velo, si poteva mettere un vestito a palloncino. E qui che sta il pettegolìo.
    E per quanto riguarda Prince Henry, non avevo alcun dubbio riguardo al fatto che ti potesse piacere. Praticamente incarna il tuo ideale di maschio: vanesio, piccolo di età, muscoloso, pallido e rosso.
    Che poi abbia la maglietta della coucou, di abercrome si chiama o una divisa da ufficiale della RAF, non importa…

  4. Cupcake ha detto:

    Concordo su tutto riguardo al mio tipo ideale, ma…piccolo di eta’? Via via, sai benissimo che mi mantengo splendidamente sui 23 anni, dunque questi giovanotti son sin troppo maturi 🙂

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