Niente cesso, siamo inglesi

Questa battuta geniale che troneggia come titolo del post non è mia, ahimè, ma di una penna famosa (quella con la L maiuscola, ci siamo capiti).

Mi ha però suggerito del succoso materiale per voi, fedeli lettori amanti degli elefantini rosa. Oggi si parlerà dunque della bizzarra società britannica, in cui il puritanesimo la fa ancora da padrone e gli unici ambienti dove si possono piazzare battutine spinte sono quelli gai. Suffragio subito quest’analisi con degli esempi di vita vissuta.

1.       Lo strano caso dello spray di Chanel

Un giorno la mia capa si avvicina con fare circospetto e dice: “Sai, ieri al pub hai detto una cosa sconveniente. Ma non preoccuparti, hanno riso tutti perché eri ubriaca”. Temendo il peggio (son pur sempre l’acclamata autrice di ‘la sottile differenza fra pecorino e pecorina’), chiedo delucidazioni. L’indizio: “Quando hai spiegato gli ingredienti dello spray di Chanel… Hai detto che è come spruzzarsi quella cosa”. Al mio sguardo perplesso si fa coraggio, ride e aggiunge: “Insomma, hai detto ‘testicoli di toro per la faccia’. La taurina! Mi hai fatto tanto ridere”.

 

2.       Le mille bolle blu

Ancora al pub, mentre scarto i regali di compleanno. Il primo è una candela, e quella linguacciuta di Putney subito esclama: “ecco, la puoi subito piazzare al cesso!”. Silenzio generale. Una voce si leva timidamente: “Nel senso di… Vicino al water?” e io mi affretto a precisare, ché si sa noi donne non facciamo la cacca: “Vicino alla vasca da bagno”. Il nostro amico D. si strozza con la birra e commenta che noi italiani siamo scandalosi.

 

3.       Il massaggio rilassante

Un venerdì pomeriggio, la settimana è quasi conclusa. Sbuca D. e chiede a tutti cosa facciano nel weekend. Rispondo che io e una collega andremo a Camden per un massaggio. Scambiando la risatina nervosa per una entusiasta (e sì che ho una laurea in psicologia) lo invito educatamente, e ottengo un: “Ma… Ma… Ma…”, seguito da una rapida fuga.

 

Dunque, ricapitoliamo: non si dice toro, vasca e massaggio.

Tutta un’altra musica quando si esce con gli amici fru fru, invece. Loro mi salutano al grido di “belle tette” e si salutano al grido di “top or bottom?”. Ok, a parte qualcuno. Mi sembra di tornare alle veraci origini romane, quando potevo fare allusioni piccanti e ne ricevevo altre di rimando. Bei tempi. Quando mi sono lamentata con la mia capa che a Roma non mi riconoscono più, per l’assenza di discorsetti spintarelli, lei ha replicato “è perché sei cresciuta, non c’entra che vivi in Inghilterra”.

Ma per favore. Ho detto tante volte che ho ancora 23 anni

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