Sei come la mia moto

Per i lettori under 25 (come me, tra l’altro) che non abbiano subito riso alla citazione nel titolo…prego aggiornarsi qui sull’oscuro passato di Lorenzo alias Jovanotti:

Eravamo rimasti all’ultima dichiarazione di provolon e al mio sincero rifiuto. Quando ho commentato che le mie parole sono entrate da un orecchio e uscite dall’altro non mi stavo (solo) vantando, ma ancora una volta dicevo la verità, nient’altro che la verità. Pochi giorni fa, infatti, l’alacre lavoro in cui ero immersa – Piergiorgio, non ridere che ti vedo – è stato interrotto da un messaggio:

“Usciamo stasera? Ho portato la mia moto

 Pensando che fosse l’occasione giusta per ridargli il maglione che si era dimenticato a bella posta la volta scorsa (il furbone sapeva benissimo che giammai gliel’avrei riportato davanti a tutti, pur di non inscenare nella mente dei pettegoli astanti siparietti del tipo: “eccoti il maglione, puoi ridarmi per piacere quel reggiseno di pizzo rimasto casualmente impigliato nella tua cintola?”) e non avendo niente di meglio da fare, ho accettato ma con bizzose riserve nei confronti della moto. Vi elenco i pro e i contro che hanno motivato questa presa di tempo:

Pro

Non avere niente di meglio da fare

Non essere mai stata scorrazzata in moto a Londra

Arrivare prima a casa senza essere pigiata nella Tube

Poter nascondere l’identita’ sotto al casco

 

Contro

Il rischio che ci vedesse qualcuno

Il dovermi reggere al tomo, nella totale certezza che tutte le eventuali maniglie, eccetto quelle dell’ammore, sarebbero state sicuramente rimosse dal sellino

Il farlo arrapare per la segretezza di questa fuga romantica (il volpone sapeva benissimo che giammai avrei accettato di dipartire con lui in un luogo pubblicamente noto)

Il farlo arrapare per questa posizione da pecorina rovesciata

Il rovinarmi i capelli appena lavati infilandoli sotto il casco

 

Insomma, i contro stavano vincendo ma il nostro non ha sentito ragioni e ha replicato con:

“Sei proprio come lei, andiamo a farci un giro, fossi in te io ci starei”.

E, se prima non avete cliccato sul video, è la volta buona che lo facciate altrimenti vi perdete tutto lo spirito di questo frizzante post.

Per farla breve, la sua insistenza e la mia curiosità hanno alla fine portato ad un sì e, previo appuntamento in un luogo losco ed appartato, ho acconsentito a salire sul cavallo bianco del principe provolone. Per pentirmene non appena, ancora al mio desco, ho sentito il rombo di tuono che l’ordigno (una Harley Davidson, per la gioia dei maschi lettori e degli accessi del blog, che lieviteranno di sicuro con tale parola chiave) ha emesso mentre il tipo si dirigeva verso la location concordata. Mi sarei voluta sotterrare.

Ma non l’ho fatto, anzi sono andata e ho trovato il bellimbusto appoggiato col gomito al bolide, torso inclinato, gambine accavallate e scintillio fra i denti. Il secondo shock è stato constatare le dimensioni dei caschetti vintage, che non avrebbero nascosto le nostre fattezze manco per sogno. Mi sono tolta il fiorellino dai capelli stizzita e li ho raccolti con un fermaglio, con sua grande disapprovazione perché avrebbe voluto che li lasciassi liberi e selvaggi al vento. Cor cazzo. Ha però subito recuperato allacciandomi lui il casco, ovviamente senza bisogno di alcuna sollecitazione. Ha infine indossato il suo, con tanto di occhiale tecnico stile mosca e si è arrapato vedendo che mi chiudevo la zip del chiodo nero in vera finta pelle. Una volta salita, il mio precedente timore si è rivelato subito realtà: di maniglie nemmeno l’ombra. Come ultimo tentativo ho arraffato il sellino ma il marpione mi ha preso le manine, che ho serrato prontamente a pugno, e ci si è cinto la vita esclamando: “Reggiti forte eh, sennò mi cadi!”

E via, siamo sfrecciati per Hyde Park, lui con un sorrisone, io in equilibrio precarissimo vista la mancanza della prensilità dei polpastrelli. Qui dovrei aprire una parentesi e dire che, con le moto, sono proprio sfigata: anni fa mi toccò salire su quel catorcio del Califfone perché la mia cara amica L.P. voleva impedire che il suo possessore, un nerd per cui aveva una cotta feroce, trasportasse altre sciaquette che, nella di lei mente malata, si sarebbero gettate ai piedi di questo fusto all’uscita da scuola. Io, in quanto vicina di casa del tomo, ero stata investita del ruolo di sorvegliante della sua virtù e obbligata a chiedergli un passaggio sul trabiccolo. E, attenzione: mi era stato tassativamente vietato di reggermi a lui in quanto “mi sarei potuta arrapare per i suoi tosti addominali”. Non spaventata assolutamente da questo rischio, quanto piuttosto da quello di essere vista da L.P. in caso ci avesse pedinato (ne sarebbe stata ben capace!), rispettai gli ordini e un altro po’ mi ammazzai, mentre il giovialone esortava: “Attaccati a me, scusa, lo vedi che sei instabile così!”

Non si può dire che non sia una buona amica. Ad ogni modo, eravamo rimasti a provolon esaltato che mi scorrazzava fino a casa. Una volta scesi, mentre con le lacrime agli occhi cercavo di liberarmi di tutti i bruscolini che avevo beccato nella corsa, il poveretto ha infilato una frase sbagliata dopo l’altra:

“Avevo un altro paio di occhiali, comunque”

“Siamo davvero molto fichi insieme. Scommetto che ci hanno notato tutti”.

“Non ho accelerato troppo, visto che avevi paura”.

L’ultima gliela perdono, in effetti ho finto alla grande di essere spaventata, in modo che non si lanciasse in folli velocità costringendomi a stringerlo per davvero. E devo ammettere che la sua costanza e inventiva nell’accalappiarmi sono lodevoli. Se solo mi piacesse! Ma noi principesse romantiche siamo strane e capricciose. Putney, saputa la storia, ha sghignazzato non poco e concluso: “Il prossimo passo è il sidecar”.

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7 risposte a Sei come la mia moto

  1. Super ha detto:

    Quelli erano i tempi d’oro degli 883, e non di max pezzali da solo. C’era infatti anche un certo Repetto, che ballava come un indemoniato al ritmo scatenato di “Hanno ucciso l’uomo ragno” e “Nord sud ovest est”. E non me ne esco a caso: 883 è infatti un modello di Harley Davidson, magari proprio quella dove sei montata tu (e con queste parole chiave vediamo chi carichiamo ora).
    Fa una certa impressione vedere che ora Pezzali canti “Il mio secondo tempo”, melodia triste e alludevole ai suoi 50 anni. Il tempo passa per tutti, ed è implacabile.

    Anzi no. Non per tutti. C’è ancora chi, a 30 anni, gigioneggia in raduni di lotta di cuscini, fumetti giapponesi anni 80 e feste in cui tutti si vestono dal loro personaggio di fantascienza preferito. Eh si, quelli si che sono fortunati, sono pieni di donne e ambiti da tutte, le femmine si accapigliano per accaparrarsi uno di questi nerdoni. Tra i maschi invece sono loro a farla da padroni, dei veri maschi alpha che dettano mode e sciupano femmine, e sfrecciano sui loro bolidi con nomi orientaleggianti….

    Venendo al post: non so se esageri tu, o se questo sia un sessuomane. Si arrapa per ogni cosa, dall’allacciarti il casco a prenderti le mani (pugni) sulla moto, a vedere la zip che scorre lenta tra le poppe tra due ali di finta pelle nera. Mah… Se non fossi così schizzinosa, questo secondo me ti toglierebbe molti pensieri dalla testa.

  2. Cupcake ha detto:

    Come puoi dubitare della veridicita’ dei miei racconti? E’ chiaro che non esagero affatto, anzi ho omesso alcuni particolari per rendere la storia piu’ fluida, dunque lui e’ senz’altro un sessuomane. Potresti dire “innamorato” o “affascinato” pero’, saresti piu’ carino. Ma si vede che anche tu sei un gran porco, per esempio quando parli di “poppe fra due ali di pelle nera”. Come ti e’ venuto in mente? Io pensavo che si fosse arrapato perche’ il chiodo rimanda ad un look da motociclista. Che ingenua! Ma la tua interpretazione sara’ sicuramente quella giusta.
    Concordo sull’ultima frase e ho espresso il mio rammarico sul fatto che, pur proponendosi come candidato ideale, non e’ assunto in quanto, ahime’, questa azienda applica rigidi criteri di selezione del personale, basati sull’abbigliamento, sul colore dei capelli ma soprattutto sull’eta’. Mi saro’ inimicata i sindacati ora?

    P.S.
    Molto efficace il tuo ritratto dell’oggetto delle mire della nostra amica. E il tuo contributo nell’attirare la crème du web su queste pagine. Attendo fiduciosa…

  3. Super ha detto:

    Ma guarda che sei tu che nel racconto abbondi di dettagli piccanti, tanto che alla fine questo ne esce come un coniglio a primavera, in piena frenesia sessuale. Io mi limito a commentare i fatti di un erotomane che scarrozza una col giubbotto di finta pelle nera!
    E comunque dubito profondamente che il tipo si arrapi per il look da motociclista… ma tu se vuoi puoi ingenuamente crederlo, e puoi anche metterti il dorso della mano sulla fronte e dire “oh cielo, che scostumato, svengoooh” facendo tremare un po’ le ginocchia e poi abbandonarti sulla sedia.
    Secondo me invece tu gongoli nel vedere gli occhi di fuori di questo, e moriresti dalla voglia di far vedere in giro il nuovo toy boy. Peccato però che abbigliamento, capelli, e soprattutto età te lo impediscano…
    Piuttosto in un blog civettuolo come questo, mi sarei aspettato qualche piccolo spettegolame sulla First Lady americana, in visita a Londra, e che sfoggia abiti vistosissimi… dicono che detti legge nel campo della moda ormai…

  4. Cupcake ha detto:

    Allora, premesso che ai maschi non bisogna dargliela, per farli innamorare (guarda come sta andando tutto bene con questo qua, a furia di scio’ scio’ e pussa via), l’unico modo per fare del sesso senza essere trattate come dei grandissimi puttanoni e’ fingere di essere delle svenevoli donnine dell’ottocento che si scandalizzano, svengono, ma poi cedono di fronte al viril ardore. Forse con pochi esemplari di uomini intelligenti si puo’ evitare tale pantomima, ma e’ evidente che almeno con quelli che piacciono a me o che attiro tocchi adottarla. Sono sicura che ricorderai benissimo il principe della categoria, il nostro favorito, il fulvo per eccellenza che, ahime’, spesso apprezzava cosi’ tanto questa recita da prendervi sin troppa parte e ritrarsi mortificato per aver tentato di corrompermi. Bei tempi? Non saprei…

    Riguardo allo sfoggio del toy boy: per motivi di eta’ e di look, come hai giustamente sottolineato, non puo’ assolutamente ricadere in tale categoria. Cio’ non toglie che me ne vanti comunque, in questo mondo crudele di donne che investigano sulla mia felicita’ sentimentale. Avro’ anche il crepacuore, ma posso sempre lustrarmi di un nutrito palmares (gongolo di chiunque si presti allo scopo) di ammiratori che dimostrano una sola verita’: sono figa lo stesso. E’ l’unico modo affinche’ queste femmine rosicone e pettegole mi lascino in pace (e sparlino alle mie spalle).

    Quanto all’ultimo punto, mi chiedo quali localini frequenti per essere sempre aggiornato su tutte le novita’ piu’ rosa. Ma forse ti basta il mio blog? 🙂 Comunque ieri non mi sono persa una gallery fotografica dell’incontro fra le due coppie William e Kate e Barack e Michelle (e ora vediamo chi carichiamo!), ma gli unici commenti che ho trovato erano quelli sulla magrezza di Kate. Non so, non mi sento ispirata per un post…

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