Conigli a primavera

Il titolo è un omaggio ad un frizzante ed assiduo lettore. E al giubbotto di finta pelle nera, che è stato protagonista di un’altra assurda avventura.

Tutto è iniziato ieri, con un invito a uscire la sera da parte di provolon. Ormai avrete capito benissimo che io una cena fuori non la rifiuto mai. E lo sa anche il nostro, che si è facilmente assicurato un appuntamento in un luogo all’apparenza tranquillo ma che, ahimè, pullulava di miei colleghi. Essendo arrivata con lieve anticipo, e avendo incontrato il mondo nel frattempo, il mio cervellino paranoico si è subito attivato alla ricerca di una soluzione che garantisse la massima privacy in tempi più che brevi. Fortuna ha voluto che a pochi metri ci fosse un delizioso “Le Pain Quotidien” (eccovi un po’ di pubblicità, in caso foste curiosi): un localino che, seppur parte di una catena e lievemente prezzolato, non è niente male in quanto serve tutti i miei cibi preferiti quali enormi scones con crema di burro e marmellata, crostata al limone, cheesecake al forno, tartine al salmone affumicato, al prosciutto, sformati con formaggio di capra e cremine orientali ai ceci e alle melanzane. Inoltre sono specializzati in diversi tipi di pane, come dice appunto il nome (anche se con M. abbiamo fatto l’esilarante battuta di tradurre “Il Pene Quotidiano”, per far scandalizzare L.) e servono anche degli ottimi vini, cosa che a Londra è una rarità, nonostante il vino vada molto di moda. Insomma, vivande buone e un rifugio sicuro dove nascondersi prontamente e sfuggire ad occhi indiscreti (i miei colleghi non si sarebbero mai avventurati in un posto dove si mangia, qui si usa sostituire il cibo con l’alcool dunque bivaccavano tutti nei pub). Sapendo però che sarebbe stato difficile convincere provolon, essendo anche lui inglese – interessato solo a sbevazzare e non a mangiare – , la mia mente diabolica ha pensato bene di andare da sola per poi fargli sapere che, causa freddo, l’avrei aspettato al chiuso davanti ad un bicchiere di vino (esca), ma che in caso non avesse gradito il posto, di mia scelta e fra i miei preferiti (minaccia), saremmo potuti sempre andare altrove (finta). Purtroppo il piano geniale è fallito sul nascere: mi sono imbattuta in provolon sulla soglia del ristorante e lui ha subito allungato le mani. Irritatissima, gli ho fatto cenno di entrare tentando ostinatamente di proseguire nella mia missione  “Doppia P” (Privacy&Pappa), blaterando qualcosa sul vento gelido e sulla carta dei vini, manco fossi l’omino calabrese della Ryanair: “A bordo è possibile sorseggiare un ottimo caffè nero, tè imperiale, e per gli amanti del vino abbiamo un Merlot rosso e corposo e uno Chardonnay delicato e rinfrescante. Adesso vi invitiamo a rilassarvi e a godervi il volo…”. Il nostro, che solitamente mi fa venire i nervi in quanto indeciso e smidollato, ha mostrato a sproposito un piglio virile rifiutandosi categoricamente di andare in un “locale con tavoli di legno che pare di far colazione”, pur ammettendo di non esserci mai stato e di rifiutare apertamente il mio suggerimento. Chiaramente, anche mostrarsi risoluti al momento sbagliato (quando io ho fame e divento una dispotica tiranna) mi dà ai nervi. Bisogna dire che lo sventurato le azzecca tutte. Ancora più isterica gli ho lasciato il comando della situazione, con lui che da un lato cercava di accontentarmi, dall’altro mi guardava scandalizzato come se fossi una pazza stile film di Muccino, perché i maschi inglesi sono la peggior specie di schizzinosi: detestano le loro compatriote in quanto “vaccone grasse ed ubriache senza un minimo di classe e di personalità” ma non gradiscono nemmeno la focosa indole mediterranea perché “a lady should never lose her temper”. Insomma, vogliono le curve di Sophia Loren col carattere di Margaret Thatcher. Contenti loro… Ad ogni modo, centrando un’altra mossa il nostro mi ha condotta in un pub, dove fortunatamente la mia rapida scansione oculare degli avventori ha portato a risultati negativi. Rilassatami vagamente, ho offerto da bere per scusarmi della mia lieve perdita delle staffe poco prima, cosa che non gli ha però impedito l’ardire di cazziarmi per dieci minuti buoni sull’accaduto, facendomi dunque nuovamente innervosire. Con questo spirito lieto e conviviale siamo andati a cena in un ristorante italiano che a lui è piaciuto molto e a me, ovviamente, no. La pasta era scotta e mancava di sale, e i suoi “Bof bof, sciocchezze!” non gli hanno certo fatto acquistare ulteriori punti. Poveretto. Per concludere la serata, mi ha portata in un loschissimo bar in teoria dedicato all’estremo oriente ma in pratica popolato da altissime e biondissime cameriere russe e da coppie di clienti di sapore berlusconiano: lei giovine, scema e ubriaca, lui uecchio, viscido e porco. Dunque ci siamo integrati perfettamente con l’atmosfera generale, anche se debbo dire che io incarnavo solo due delle tre caratteristiche appena elencate per le donne. Piergiorgio ed eventuali insolenti lettori, non osate: quella che mi mancava è senza dubbio “scema”. Inutile dirlo, il menu prevedeva solo bombe di superalcolici e il marpione ha esordito pure con un “Shhh, ordino io per te”, facendomi usare gli ultimi frammenti di lucidità nello scegliermi da sola un Bellini, in quanto lo champagne non sballa troppo e ha poche calorie (l’ho letto sui giornali femminili, quindi c’è da fidarsi). Ma, ahinoi, ero ormai nel pieno della sbornia e ho iniziato a: 1) ridergli in faccia; 2) ribadirgli che non gliela darò mai e che lui la vuole solo perché gli sfuggo, ma che in realtà penso di non piacergli neppure; 3) piagnucolare disperata farneticando che il suicidio è l’unica soluzione alle mie sofferenze, ma che non posso farlo. Come ha reagito il nostro? In maniera ancora più folle di me, che domande: ha replicato che non gli importa di tutte le stronzate che dico (lo so che qui vi sta spontaneamente simpatico, anche a me in effetti) ma che insieme siamo molto fichi, specialmente quando io indosso il chiodo nero di pelle sulla moto (ecco il perché vi rimandavo a quei commenti), che anche senza giubbotto sono comunque bona e lui fortissimamente mi vuole, che nonostante ciò non intende forzare i tempi e… scusa, può baciarmi? No, è stata la mia risposta, ma ve l’ho detto che le mie parole gli entrano da un orecchio e gli escono dall’altro perché si è – finalmente, penseranno alcuni – gettato lo stesso mentre io collassavo su un divanetto, con la mano sulla fronte, facendo: “Scostumato, no, no, noo!”

E’ finita che me ne sono tornata a casa tranquilla, dopo che lui aveva provato a vendermi un’idea “geniale”: pernottare da lui nelle campagne così mi dava un passaggio in città il giorno dopo. Aveva anche furbescamente precisato che avrei alloggiato nella camera degli ospiti, ma seppur ubriaca fradicia non ero del tutto rincoglionita. Oggi mi ha intenerita perché, come da copione, si è scusato per la sua condotta scandalosa nei miei confronti. L’ho rassicurato magnanima che l’accaduto non turberà minimamente la nostra amicizia e lui se ne è compiaciuto.

Io ve l’avevo detto: gli uomini sono dei pazzi suonati. Con questa storia che amano le sfide è diventato impossibile concedersi qualche piacerino (trombare) senza essere trattate malissimo e l’unico modo per ottenere del rispetto o farli innamorare è non dargliela. Che tristezza. Forse in realtà non sono tutti così, ma solo quelli che piacciono a me o a cui piaccio io. Non fa una piega: del resto sono una pazza suonata.

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13 risposte a Conigli a primavera

  1. Super ha detto:

    Ahahahaha, davvero spassoso questo post.
    Hai descritto bene i luoghi e persone, ma soprattutto mi hai fatto diventare simpatico Provolon.
    Ora, posto che a lui piaci tu, mettiamoci nei suoi panni.

    Lui arriva fresco fresco al suo appuntamento, che da giorni aspettava e sul quale ripone speranze scoperecce. Del resto perchè non sperare, se non avesse speranze, mica sarebbe uscita con lui. E mica mi vorrà solo scroccare una cena, non può essere. E inoltre se proprio voleva, non lo avrebbe certo fatto in luoghi affollati come i ristoranti.
    Quindi posto che non vuole solo pappa e privacy, mettiamoci il maglione buono e andiamo fiduciosi.

    L’arrivo però mette il nostro subito di fronte ad una situazione grottesca. Senza alcun motivo la nostra è già nervosa e blatera risposte piccate su qualsiasi cosa. Ciancia qualcosa sul vento, ma erano mesi che a londra non c’era un clima così amabile.
    Attonito, noto che vuole sedersi in una fraschetta che vende pane e burro ai viandanti, e invece della birra vendono altri liquidi non noti. Lo yogurt biologico se lo bevesse lei, mi dico, vabbè che voglio scopà, ma non esageriamo ora….
    Ripegati su un posto decente, e dopo essersi inspiegabilmente calmata (donne italiane… tzè, tutte matte), mangia e beve ad oltranza. Forse la mia ramanzina l’ha rimessa al suo posto,. Soprattutto beve, e finalmente si lascia andare, prova anche a baciarla.
    Tutto si mette bene, l’alcool ha fatto il suo dovere, alla faccia dello yogurt biologico (tiè vegani).

    Ultimo sforzo creativo: proporre una notte nelle campagne. L’idea è delle migliori, è ciucca, l’ho rilassata con le mie battute da repertorio, rimproverata quando ci voleva, perchè mai dovrebbe dire di no?

    Chissà dopo questo rifiuto cosa passa nella mente del nostro eroe..

    • WandaToc ha detto:

      Uahahahah! Che ridere! Devo ammettere che, per quanto mi fregi di aver parato Provolon grazie al mio innato acume e ad una laurea in Psicologia, la tua analisi è senz’altro più calzante. Non ho dubbi che quanto hai scritto sopra corrisponda assolutamente al suo pensiero e aggiungo alcune precisazioni:
      1) Si è messo un cappotto nuovo, una specie di impermeabile nero che, ti dirò, è il primo capo di abbigliamento che gli dona e mi piace. Uno dei motivi per cui ho accettato di uscirci: almeno per una volta si è vestito bene. Certo, non se lo sarebbe dovuto togliere, ma non si può avere tutto.

      2) Nella sua mente passa, come sempre, una cosa sola: la figa. Penserai, in quella di ogni uomo (non gaio), bella scoperta. Ma lui forse è un archetipo del maschio primordiale (sarà per questo che ti sta così simpatico? 😉 ) perché, che te lo dico a fare, non si è scomposto neanche adesso e più che mai non desiste dal suo obiettivo. Dopo aver fatto la parte della soave fanciulla prima mortificata per aver lasciato che un bruto si approfittasse di lei e poi magnanima nel rinnovare la sua disponibilità verso una platonica amicizia con il buzzurro in questione, pensavo che per un po’ si sarebbe placato. Macché: con Platone questo ci si pulisce il culo (so che stai aumentando il tifo per lui, sfacciato!) e mi fa fare sempre la figura dell’ingenua, nonostante i miei sforzi di essere una grande stratega. Il nostro amico è cicciato ieri, mentre ero con altre donne alle terme, in giro per negozi rosa pieni di tazze e tortine, a bere il the e a tornare da Mc Donald dopo qualche lustro, rinverdendo adolescenziali trasgressioni. Roba da scriverci un post? Tornando al nostro, mi ha cercata per dirmi che era insieme ad un altro amico marpione in un pubbazzo casualmente vicino alla stazione dove sarei arrivata, di ritorno dalla mia gita fra cretine, e che ero ovviamente la benvenuta. Ho declinato l’invito dicendo che sarei rientrata troppo tardi e lui non ha più risposto. Deve averne avuto abbastanza di estrogeni per un weekend…

      3) “Posto che a lui piaci tu, mettiamoci nei suoi panni”? Non pensare che te la lasci passare così liscia: che insolenza!!! Eppure ero con te quando, con un semplice vestitino a fiori, tutti gli uomini mi puntavano e non si lasciavano intimorire neppure dalla presenza di un accompagnatore. Non dovresti avere alcun dubbio sul mio fascino, perdindirindina!

      • Super ha detto:

        Oh my God… senti che tiri fuori!
        Hai evidentemente una mente deviata con memoria selettiva. Tutti gli uomini la puntavano!
        Erano pronti a battersi con il suo accompagnatore (guarda che il termine è ambiguo e al massimo calza per i tuoi boy toy)!
        Come li ha scansati con il suo cipiglio duro e severo! Qualche fortunato ha ricevuto un accenno di sorriso e ancora si bea di cotanta grazia…

        Il tuo cervello è così strambo che ricorderà che al Mc hai ingurgitato solo un’insalata, della macedonia e un’acqua. Liscia.

  2. WandaToc ha detto:

    Sei vecchio e acido, ecco! E poi si dice toy boys, chiamali per bene i miei protetti 😉

    La mia memoria funziona benissimo, essendo femmina. E ricordo che concordavi perfettamente sul fatto che gli uomini sciamassero come api sul miele ma, bigotto come sei, hai soprannominato il mio semplice abitino “il pornovestito”. Che mi calza ancora a pennello, tra l’altro. Nonostante i 6 bocconcini di pollo, le patatine e la cocacola presi al Mc Donald. Del resto sono piena di accortezze: la bibita era light e ho dovuto rinunciare alla maionese (finita, che roba!) in favore della salsa barbecue. Chiamami Edwige!

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  6. Pingback: Bye bye Provolone | Tacchi alti e sampietrini

  7. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Bboooni, state bboooni.

  8. Pingback: Si stava meglio quando si stava peggio? | Tacchi alti e sampietrini

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