Fine tuning

L’oroscopo mi aveva predetto che la prima metà dell’anno avrebbe fatto altamente schifo. Invece, nella seconda, tutto si sarebbe sistemato e sarebbero arrivati felicità e tanto ammore. Ora, a parte interessarmi al segno zodiacale delle persone per il puro gusto di farmi loops mentali (chiaramente lo faccio con discrezione, mica posso passare per una matta new age con un cristallo al collo che poi spavento i maschi), non ci ho mai creduto molto. Ma ecco che, dopo mesi demmerda, qualche raggio di luce trapela fra le nubi e, improvvisamente, gli uomini sembrano comportarsi in una maniera che mi lascia stupefatta: per bene.

Innanzitutto il nostro eroe, Provolon. Noto per non azzeccarne una, ha infilato niente meno che una tripletta positiva negli ultimi giorni. Dopo essersi disperato per la mia fuga in Italia lo scorso weekend e aver delirato cose tipo “Non faccio che pensare a quando ci siamo baciati. Io lo rifarei, forse tu no? Non ho capito come siamo rimasti” (Indovina? Sempre in bianco. E poi scusa: ci siamo baciati? Tu mi salti addosso mentre frigno ubriaca, io mi scanso come una brava donnina dell’ottocento e tu lo chiami ci siamo baciati?), deve aver deciso di sfoderare l’artiglieria pesante, ovvero ha seguito finalmente i miei consigli sul look. Di ritorno dal belpaese, me lo trovo infatti con un nuovo taglio di capelli che non lo fa più somigliare a Ken anni ’90, ma per fortuna soltanto a Ken anni ’80. Praticamente lo ringiovanisce di dieci anni, quindi. Inoltre si è degnato di indossare, per un giorno, una camicia slim fit da pischello al posto di quelle ampie e fluenti, color fiore di pesco che gli donano l’appeal del signorotto di Pamela. E, giovedì, colpo finale: tenta di prendermi per la gola dicendo che ha un bisogno impellente di invitarmi un giorno nelle campagne per cucinarmi la pasta. Debbo dire, tanto di cappello: ha scelto il tardo pomeriggio, quando sono in piena crisi glicemica, per lanciarmi quest’esca del mio cibo preferito. Quasi quasi ci casco. O forse no, perché ha aggiunto che la sua ricetta prevede formaggio tipo gorgonzola, cipolle, aglio e panna. I miei pregiudizi condiscono il tutto immaginando che non sali abbastanza l’acqua e che faccia scuocere la pasta, ed ecco rotto l’incanto. Ma il tentativo gli fa onore e l’ho ringraziato caldamente. Vi terrò aggiornati su eventuali sviluppi…

Il secondo personaggio di cui andremo a narrare è un giovinotto che incontrerò prossimamente in un appuntamento al buio. Ebbene sì, quando ciarlavo sulla commedia romantica non scherzavo mica: le donne accoppiate che non sopportano più i miei lamenti noiosi mortali e che vogliono piazzarmi esistono davvero. In una serata romana si è sghignazzato sulla mia insana passione per i ragazzi dal rosso crine e, manco a farlo apposta, una gentile donzella si è dichiarata disponibile a presentarmene uno dal suo carnet. Che rimanga fra noi, a parte i capelli fulvi l’amico non sembra il mio tipo, ma pare sia ammodo e così ho acconsentito ad espormi a possibili figure di merda acconsentendo a che gli fossero passati i miei recapiti a scopo platonico (ovvero, le mie amiche sperano che, se proprio non dovesse piacermi lui, almeno potrò spizzarmi i suoi amici. Come se io finalizzassi tutto a questo! E’ chiaro che sono contenta anche solo di allargare il giro di amicizie 😉 ). Tornata a Londra, il nostro sbuca con un messaggio tranquillissimo:

          Ciao, sono l’amico di … , ho saputo che abbiamo un sacco di cose in comune. Da quanto vivi a Londra? Buona giornata.

Io ho subito pensato tutto il male possibile, ad esempio: “Da quanto vivo a Londra? Da 3 anni, ma essendo gli inglesi matti è difficilissimo farci amicizia, se non quando bevono. Inoltre ho passato 2 anni con uno stronzetto che ha cercato di osteggiare in tutti i modi possibili la mia vita sociale, rendendomi faticosissimo frequentare i pochi amici che mi ero fatta prima di incontrarlo, figuriamoci farmene di nuovi. Tu sei inglese, credo, dunque perché mi contatti con tanta apparente normalità? Cosa c’è sotto? Sei un maniaco? Eh? Eh? Eh?”

Ma ho risposto:

          Ciao, che piacere! Vivo a Londra da un po’  ma è sempre divertente conoscere nuovi amici! Buona giornata anche a te!

Il tipo ha prontamente replicato:

          Concordo, è davvero uno spasso incontrare nuove persone, specialmente a Londra. Ti andrebbe un drink una di queste sere?

Ho pensato: “Ma guarda, una proposta perfettamente normale. Magari è matto anche lui, ma che ho da perdere? In fondo è amico di un’amica, è una cosa sicura. Ma sì, accettiamo, poi se è uno svitato fuggo.”

E così ho scritto:

          Sicuro, splendida idea! Quando sei libero?

E lui:

          Che ne dici di … ? In che zona sei?

Insomma, non posso mica dirvi il giorno preciso. Si garantisce la privacy, su questo blog. Comunque ho controllato la mia agendina e, toh, non avevo niente da fare. E non ridete: ero veramente impegnatissima tutte le altre sere e ha cioccato proprio una in cui ero disponibile. Un altro buon segno…

          Va benissimo! Sono in zona Bond Street, tu?

E qui ho pensato: “Vediamo ora dove propone. Mi farà trottare in giro per la città o verrà lui dalle mie parti? A me non dispiace muovermi, ma il libro americano delle Regole dice che bisogna essere delle principesse pesaculo o gli uomini si approfitteranno della tua disponibilità, prendendosi da un dito tutto il braccio, e ti tratteranno progressivamente sempre più male. Il manuale delle Regole però è un’emerita minchiata e una delle autrici ha pure divorziato. Inoltre, io non ne ho bisogno, so perfettamente seguire il mio intelligente istinto per decidere quanto e come concedermi. E poi ho letto un altro libro molto più affidabile e sono più furba di tre cotte ora…”

          Evviva! Io a Canary Wharf. Ottimo, in zona tua è pieno di posti carini! Che ne dici del … ?

“Ah, però. Un’altra risposta perfettamente normale. E anche gentile. E propositiva. Le ha azzeccate tutte, per giunta non conosco nemmeno il posto e dunque sono curiosa. Sembra davvero una persona per bene: non pressante ma che non se la tira, educato e di iniziativa. Stai a vedere che offre pure da bere. Non che io glielo permetterei: l’appuntamento è a scopo amichevole. Ma fa sempre piacere vedere che qualcuno è gentile. E non laido come Provolon.”

          Wow, conosci il circondario meglio di me! E’ perfetto, ci vediamo lì allora, grazie.

Sono arrivati persino dei convenevoli finali:

          Stupendo, non vedo l’ora! Buona serata e a presto!

Il tutto senza una sola emoticon. E, dal giorno in cui ci siamo accordati, se ne sta bello tranquillo per fatti suoi, evitando di mandarmi inutili messaggi viscidi anzitempo. Sono quasi rilassata all’idea di conoscerlo. Non sono abituata a questa sensazione: io ho a che fare solo con i matti, è l’unica categoria che attiro.

Che sia l’inizio di una nuova era?

Non preoccupatevi: ai fini del blog, qualche svitato lo frequenterò comunque o i post languirebbero. Ad esempio, da quando ho scritto le prime righe sulle presunte mosse azzeccate di Provolon la situazione è già cambiata. Ha ripreso a fare il porco, ha indossato un’ampia camicia color salmone e i capelli gli si sono allungati di colpo. Siamo rientrati nella solita – non – normalità che amate tanto 😉

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7 risposte a Fine tuning

  1. Pingback: Quando i rosiconi fanno aò | Tacchi alti e sampietrini

  2. Super ha detto:

    ma povero provolon! che diamine, lo hai disintegrato (ken anni 80 – 90), riabilitato, e poi ucciso.
    Da italiano però questa volta concordo. Ma che è questa mania di mettere panna nella pasta???????
    Una volta, a Londra, un’amica di SRG* mise panna nella carbonara e la fece scotta ma così scotta che di più non si può. Quindi no respect!
    E per quanto riguarda il tuo incontro, passerai ore a cercare cosa ha che non va. Del tipo: dove ha la coda? Ecco, va in bagno! E’ un tossico! Ha le scarpe con i lacci, è un feticista!!!!!!!

    • Super ha detto:

      * a proposito di emoticon, ti ricordi che roba glitter che sfoggiava???????????????

      • WandaToc ha detto:

        Eccome, e il bello è che inseriva questi svolazzi luccicanti al posto delle lettere, così che ogni parola sembrasse uscita dal cartone dei Mio Mini Pony… Meno male che difendemmo Molly da un connubio con questo soggetto! 😉

        Comunque la carbonara con la panna nun se po’ sentì, purtroppo qui invece va per la maggiore. Siccome il tuo eroe Provolon, con tua grande approvazione, ama salire in cattedra ha osato darmi lezioni pure su questo. Gli ho detto che mi stava insultando, allora ha acconsentito a provare la ricetta originale, blaterando “queste uova a crudo però non mi suonano”. E’ finita che, il giorno dopo, mi ha detto di aver cucinato praticamente una frittata con pasta e pancetta. Secondo me ci ha messo pure l’aglio, che ficca ovunque e a sproposito, invece del pecorino. Hanno criticato persino i miei cugini di 12 e 8 anni….

  3. Pingback: La cosa è reciproca? | Tacchi alti e sampietrini

  4. Super ha detto:

    No, in questo post solidarizzo con te, almeno per due motivi: per la povera carbonara irrisa e derisa fuori dai 7 colli. E poi per l’aglio. E guarda che io lo mangio, cioè non sono uno schifiltoso. Solo che a tutto c’è un limite. Qui in liguria appestano ogni cibo con teste e teste di aglio. Potessero lo metterebbero pure nel latte…

  5. WandaToc ha detto:

    E come no. L’aglio va bene, ma sulla bruschetta, sulla marinara, sull’aglio, oglio e peperoncino, come dice il nome. Ma Provolon, e altri barbari, lo mettono un po’ a casaccio, sentendosi dei provetti Vissani. Anzi, Jamie Oliver, che qui va per la maggiore e ha pure lanciato delle linee di ricette internazionali. Sì, anche quelle italiane. “Molto molto buono, mamma mia!”

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