Mi donerebbe la coda di cavallo?

Questa storia di essere l’eroina della commedia romantica inizia ad assumere contorni inquietanti. Innanzitutto ho perso il sonno per scegliere la mise più adatta ad un party “cravatta nera”, in programma a Londra al mio ritorno dalle ferie. Ho preso in prestito un tubino nero attillato da donna di facili costumi, comprato un etereo abitino di velo bianco a caro prezzo per poi restituirlo perché mi ci sentivo grassa, sfilato via skype davanti ad una ferocissima giuria di amiche italiane che urlavano “nooouuuuveeee”, “ouuuuttttoooooouuu”, “dieuuuccccciiiiiiii” come a Ballando con le stelle ed è finita che ho indossato la prima cosa trovata nell’armadio. Un vestito di raso rosso comprato in un momento di disperazione ma anche di ottimismo, dato che mi ci entrava una gamba all’epoca, rimasto appeso per mesi in attesa di un’occasione ma soprattutto di un magrimento. Il cretino di cui mi sono invaghita, che era ovviamente l’unica ragione di cotanti preparativi, ha gradito. Che culo.

Ho iniziato a fare la pazza new age (ok, forse un tantinello lo sono sempre stata) donando al charity shop alcune cose legate a quello stronzo di Babe, fra cui l’orso. Meglio che se lo goda un bambino, piuttosto che a me ricordi quel merdone con cui stavo.

Casualmente, e lo dico davvero, una pia fotografa mi ha scelta come modella in carne il giorno del compleanno di Babe. Ho evitato così di errare miseranda pensando a come ho fatto a stare con quel merdone, ma ho trascorso il pomeriggio al parco, con lo svestito e i tacchi alti, sperando di sembrare magra ma soprattutto bona e di postare il tutto su faccialibro per far sbavare possibili pretendenti papabili ma fondamentalmente il cretino di cui mi sono invaghita. Se ne parla dopo il fotoritocco.

Il sondaggione in uno dei post precedenti sta avendo un gran successo. Ci sono ben tre voti e due sono miei. In barba ai risultati, che favoriscono l’esito positivo o quello della strage con la lupara per gelosia (indovinate dove cadono le scelte mie), l’opzione che sembra realizzarsi ora però è quella del “malato mentale che mi trascinerà in un flirt ancora più perverso, ora che il ghiaccio è rotto”. Il nostro infatti alterna imbarazzanti silenzi ad occhiatine di fuoco e scambi di battute pepate; rosica come sempre di qualunque maschio mi ronzi intorno, persino se uecchio; mi palpa come se niente fosse però mi punta l’indice contro ammonendomi di non flirtare con lui perché noi siamo solo amici, eh. Ho capito, da questa e dalle altre situazioni di cui ho blaterato sopra, di essermi calata fin troppo nella rom-com. Mi manca solo una coda di cavallo ed ecco che la somiglianza fra me e il cretino e questi due bonazzi qui sotto sarà completa:

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