E’ stato il maggiordomo, nella sala da pranzo, con la torta

Non è un mistero che la sottoscritta sia una buona forchetta. Nemmeno che combini ingozzate goduriose alla dieta di Elle Macpherson, ovvero nun se magna al calar del sole. E, ora che è buio presto, vi lascio immaginare con che successo. Ma vabbè.

Quello che non potete immaginare è che tutto ciò mi ha portata ad essere vittima di un complotto, da cui il titolo in stile Cluedo. Il misfatto è stato consumato qualche giorno fa a pranzo, in sala mensa, dove ormai sono una aficionada, essendomi impigrita alla grande e mangiandovicisi anche squisitamente. Dopo essermi spazzolata questo mondo e quest’altro, non resisto e mi prendo anche un’abbondante razione di dolce ai frutti di bosco. Seguita a ruota dagli altri golosi del mio tavolo, che banchettano alla grande e addirittura mi chiedono di portare qualche porzione per loro. Seguite bene il dettaglio: la ragazza col vestitino nero e il cerchietto bianco reca con sé due piattini di torta. Tutti mangiano e ruttano beati.

Si torna al lavoro, io ovviamente con sonnolenza paurosa mi spizzo blog simpatici per evitare di cappottarmi. Qualcuno mi picchietta una spalla, mi giro ed è lei: la terribile L.P., il capo delle segretarie, un’amabile donnina nota ai più per la sua passione verso i cazziatoni in malo modo. Mi intima di seguirla per “due parole in privato”. Che sarà mai, mi chiedo, e penso giuliva ad una festa a sorpresa forse. Del resto, sono la velina del team, l’italiana fru fru, chi meglio di me? Come ti sbagli, ho toppato in pieno perché la tipa vuole farmi un culo così in una stanzetta angusta di cui, fino a quel momento, ignoravo l’esistenza. Con la stessa efficacia del puntarmi una luce da detective in volto, mi bombarda:

L.P.: E’ vero o no che hai mangiato due fette di torta, oggi?

Io: Eh? (Ma che vuole questa? Fa parte della diet police?)

L.P.: E’ vero o no? Ho ricevuto delle lamentele…

Io: Perché mangio troppa torta???

L.P.: Ah-haa! Dunque hai mangiato due fette di torta!

Io: Diciamo che era una porzione abbondante…

L.P.: E hai dichiarato soltanto un’insalata

Io: Eh? (Umpf, come se fossi tipo)

L.P.: Hai mangiato o no due fette di torta e hai pagato solo un’insalata?

Io: Guarda, hai preso l’uomo sbagliato. Prima di tutto io l’insalata non la mangio, pfui, e poi non ho proprio pagato, oggi.

L.P.: NON HAI PAGATO???

Io: (Realizzando l’errore) Nel senso, qualcuno ha pagato per me, correttamente! Qualcuno ha pagato! Ha pagato! Ha pagato!

L.P.: E perché questo qualcuno avrebbe dovuto?

Io: Perché mi doveva un pranzo. Lo giuro, lo giuro!

L.P.: Voglio i nomi di tutte le persone al tuo tavolo. Qualcuno ha mangiato due fette di torta e ha pagato per un’insalata.

Io: Torturami pure, non parlerò!

L.P.: Potreste perdere l’accesso alla mensa per questa bravata, lo sai?

Io: Allora, gli stronzi sono Tizio, Caio, Sempronio…

L.P.: Vabbè, ti lascio andare per questa volta. Ma devi promettere che manderai un avvertimento formale ai tuoi commensali.

 

Cosa che ho subito fatto, scoprendo subito il vero colpevole tra l’altro. Che ha negato tutto e mi ha usata come capro espiatorio. Sprezzante del pericolo e della calunnia, ho affrontato comunque l’indomani il rituale della mensa con la professionalità e il distacco che sempre contraddistinguono il mio approccio in ufficio. Ovvero, per tutta la durata del pranzo ho fissato i cuochi, pensando che loro mi osservassero con sospetto; appena uno di quei poveracci per caso mi passava vicino, ho starnazzato un “Sono innocente! Questa lettera scarlatta è stata cucita per sbaglio! Io pago!”; ho ribadito il concetto all’omino alla cassa che deve essere ben rincoglionito perché il dialogo è stato questo:

Omino: Sono £3.50…

Io: Ecco a lei. Comunque vorrei dirle che, ieri, non ho rubato io la torta.

Omino: E come potresti?

Io: Nel senso che…ah. Giustamente. Dunque lei non mi crede colpevole?

Omino: E come potrei?

Io: Eh. Giustamente. Perché non lo sono, io sono innocente!

Omino: Certo che lo sei. Lo so che lo sei. Non sei stata tu! Non sei stata tu!

 

Io non so cosa ci sia in quella torta, ma mi sa che i frutti di bosco vengono da Amsterdam. E che l’abbiamo mangiata davvero tutti.

 

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