So this is Christmas

Ok, le feste comandate non mi si addicono. Pasqua è sempre stata un po’ inutile per me: non mangio cioccolato e i miei ricordi di bambina sono io che imploro mia madre di comprarmi il mitico Pasqualone, l’uovo di plastica con Barbie dentro, e mia madre che si rifiuta di assecondare il mio desiderio da consumista sfrenata e mi rifila un uovo di cioccolata che mio padre si sbafa a fine pasto, mentre io delusa mi sforzo di trovare attraente il portachiavi che ci ho trovato dentro.

Capodanno. Ho sempre sognato di passarlo alla grande: io e un affascinante fidanzato ad un party elegante, circondati da garruli amici, brindisi di mezzanotte e poi vomitata dell’alba. Mano nella mano, ovviamente. Invece, tranne rare occasioni in cui l’ho festeggiato con amici e almeno ci siamo divertiti, annovero una fiera degli orrori per l’ultimo dell’anno: a casa da sola, a feste noiosissime col brutto che poi voleva anche trombare, nonostante io fossi “in quei giorni”, perché così “avremmo trombato tutto l’anno” (e purtroppo la nefasta profezia si verificava), in strada con Babe che poi minacciava di mollarmi, a casa coi miei mollata da Babe. Quest’anno me ne vado a sbronzarmi in Germania da una donna e vaffanculo.

Natale. No, parliamone. Finché ero bambina andava bene. Ora mi sono trasformata nel Grinch e lo odio. Ok la famigghia, lo stare tutti insieme e lo scambio delle strenne. Ma quando si ha il cuore spezzato il Natale amplifica e ti sembra di essere miserello e triste, anche se forse non lo sei. Non che ci sia un momento ideale per avere il cuore spezzato, ma Natale no. Avevo pure comprato un paio di regali per pischello, che ora sono stati prontamente riciclati per onorare le migliori tradizioni. Dove ho sbagliato? Dove non ho visto che era una sola? La morale è: mai cacciare fuori il portafoglio con un uomo. Del resto, si sentono anche cavalieri se ci pensano loro, perché deluderli dunque? E comunque ciò che mi fa odiare il Natale è come lo si vive qui in the UK. Vi ricordate il post sul santo Valentino? Ecco, immaginate molto, molto peggio. Se per la festa degli innamorati la mia capa si è presa un giorno di ferie per andare alla spa col fidanzato, per Natale è dal primo dicembre che indossa maglioni con le renne e mi dice che “devo essere di buon umore per forza”. E così pischello: si è comprato, con me tra l’altro (che strabuzzavo gli occhi), un delizioso maglioncino rosso e bianco con renne, stelline e altri obbrobri. Se poi di solito gli inglesi bevono, ora hanno se possibile aumentato le dosi e non fanno che cinguettare inni natalizi e scrivere cartoncini d’auguri anche al compagno di banco.

Non scherzo: stamattina acidello si è presentato con delle buste. Io, con orrore della mia capa, ho reagito con un “che è sta roba” e poi l’ho anche cazziato quando ho scoperto che aveva scritto le stesse identiche frasi sia a me che a lei. La capa a questo punto era scandalizzata e mi gettava incenso e acqua santa addosso. Ma insomma: fai una cosa, falla bene no? Lui era mortificato e ha detto che, con me, come fa fa male. Ecco, l’hai capito finalmente che nun te copro.

Forse invece non l’ha capito, perché è tornato a palpare alla grande e a fare il provolone a sproposito. Dico: l’ho pure consolato per le sue pene d’amore! Evidentemente, invece che una spalla, mi deve aver presa per una tetta o una chiappa su cui piangere. Vabbè, ha confuso la parte del corpo poveraccio.

Lo scopo di questo tristissimo post, ad ogni modo, è di stemperare il nervosismo che mi attanaglia al pensiero dell’orrido party di Natale che domani allieterà la nostra compagnia. Essendomi appena scopata un collega che ha fatto lo stronzo, e dovendo gestire la nidiata di pettegolezzi inopportuni che ne è derivata, ci vado con lo stesso animo di come andrei dal dentista. Pure lì: ma mai una volta che mi godo una festa in allegria? Tremo all’idea di domani, non so se pischello mi degnerà di due parole ma soprattutto non mi capacito di come me ne importi. Ho scelto il costume da Audrey Hepburn e sono sicura che ce ne saranno altre 5, almeno. Se non altro a lui sembrerò la più bella. E, ancora, ma che me ne frega? La mia capa è agguerritissima: vuole bere a oltranza e fermarsi a dormire da me, che tanto non scopo. E le sembra un piano divertentissimo. Io, che ormai non faccio che scandalizzarla, le ho detto che può essere che a una certa mi dia e che lei può raggiungermi anche dopo. Giammai, mi ha dato uno sguardo da “questa non è un’opzione”. Aiuto.

Spero solo di non andarmene nella notte piangendo e vomitando, seppure al nostro A.M., che la volta scorsa mi ha consolata, l’immagine sia sembrata estremamente romantica.

Non rimane che una cosa da fare, comunque vada: non bere. In questo modo manterrò il controllo e saprò gestire quel ragazzino incostante e lunatico, qualsiasi cosa faccia.

Voi che dite? Riuscirò nel mio intento? Fatemi gli auguri (ragazza pazza) intanto.

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2 risposte a So this is Christmas

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