Una donna per amico

La morale di questo post è: se sei uomo ed eterosessuale, stai alla larga dalle amiche femmine.

Il contesto: tardo pomeriggio in un’agenzia media londinese, tutti sono ancora incollati ai piccì prima di riversarsi in uno squallido pub dove è stata organizzata una sbevazzata mensile. Una donna (D) e un uomo (U) eterosessuale chattano.

N.B.: D ha pensato a lungo che U sia ricchione e l’ha spiattellato ai quattro venti. U smentisce ma si diverte pure, cosa che fa tornare a D il dubbio che sia effettivamente gaio.

U: a che ora si va?

D: boh che ne so asap

U: eh dai andiamo allora

non staremo mica aspettando i movimenti di pischello

D: ti sembro tipo?

U: no figurati

D: ovvio che li sto aspettando

U: …

ce parlo io stasera

D: sì, magari

vai da lui da omo a omo

dove omo = maschio vero, non omosessuale

U: ecco

ce provo cosi si spaventa e vie da te

D: ahahah

oppure puoi approcciarlo e dirgli

“quella stronza mi dà del culattone, ma la perdono perché è molto figa”

così penserà che tu ci provi ma che io, tonta, non me ne accorgo e ti liquido con nonchalance come ricchione

U: …

no

facciamo così

dopo un paio di drink

improvviserò

D: cosa????

U: improvviserò

D: vuoi andare a braccio sulla mia felicità amorosa????

ma sei matto

serve un canovaccio

U: e il canovaccio è dirgli che tu mi credi gay?

D: esatto

U: non mi piace

D: certo che non ti piace, non ci fai una bella figura

U: anfatti

D: ma è un favore per me… (flap flap)

U: vabbè, in pratica devo anda’ li e fa il looser con un tipo che si mette i completi a righe scombinate

D: e anche i gilet color porpora

U: lo sai che quello che mi stai chiedendo è tanto

D: sì

me ne rendo conto

 

La serata è un gran successo: D si ubriaca come una spugna, flirta tutta la sera con pischello (che indossa per l’occasione una splendida camicia in tessuto translucido a righe blu e rosa) caricata da un complimento al suo look “incredibilmente fascinoso oggi e non che gli altri giorni sia da meno”, rivoltole all’ora della colazione e che chiaramente le ha dato alla testa. U cerca di tamponare questo scempio e di far ingelosire l’elegantone con raffinate allusioni alle numerose cene trascorse con la sua cara amica D e domande innocenti del calibro di “e tu, hai mai provato la cucina di D?” che hanno solo l’effetto di scatenare il più grande imbarazzo generale in cui D vede chiari segnali di gelosia da parte del damerino in tessuto translucido che la spingono a lasciare la festa col suddetto. I due condividono un viaggio in metropolitana in cui cianciano, ridono e scherzano, al termine del quale D non cava ovviamente un ragno dal buco.

U manda un messaggio a D, nottetempo, chiedendo come sia andata. Lei risponde “tragedia”. Lui “accanna”. D telefona e parla per ore del niente. U dice che non starebbe ad ascoltare D fino alle due di notte, se non avesse una così alta opinione di lei, e che lei dovrebbe curarsi di chi la apprezza davvero. D coglierà la cosa solo mesi e mesi dopo.

Il giorno dopo, all’alba, D e pischello sono soli in agenzia. Invece di trombare su un divanetto come in un episodio di Mad Men (D del resto è stata appuntata per il suo impeccabile nonché sexy stile fifties), cianciano ancora inutilmente. A metà giornata arriva U.

D: ciao migliore amico di una donna

insieme ai diamanti

U: mmm

non so quanti benefici questo titolo possa avere

in pratica perdo tutti i vantaggi

D: macché

ad esempio, ho definitivamente ripulito la tua reputazione da frocio

che avevo contribuito a creare, ma vabbè

l’importante è che ora sei un maschio da competizione

U: nei confronti de chi, de pischello?

D: in quelli di un cretino col gilet color porpora, esatto

U: unrelevant

D: oh quante ne vuoi

comunque gli ho detto che ero stanchissima perché indovina chi mi ha chiamato ieri notte?

tu

ho detto che mi hai chiesto dove fossi sparita

perché “eri preoccupato” o una stronzata del genere

e che poi abbiamo chiacchierato fino alle 2 del mattino

tecnicamente, la verità

lui ha strabuzzato gli occhi

e ha detto

“poffarre! ma perche’ non gli hai detto che volevi dormire? eccheccazzo”

U: ma hai chiamato tu

“la verità!”

D: uh, non perderti nei dettagli

come tocco finale, ho sparato un

“eh.. .ma sai… era così simpatico… quante risa ah ah ah”

“certo, non a quell’ora della notte magari… che vuoi farci”

U: ahah ma sei proprio schifosamente falsa!!!

D: sì

U: li mortacci tua ahah

D: aò ma che voi

sono stata bravissima

in un colpo solo ho fatto rosicare lui e sistemato la tua reputazione

U: no comment

ora però prometti, plachete

D: ma ceerto

me ne starò buona buona

e un giorno ricorderò questa storia con pischello come

“la volta in cui mi trombai uno col gilet color porpora e la camiciuola a righe”

mentre ne riderò a letto con un uomo ben più figo

 

Dati i gusti di D, che vertono su giovini inglesi, biondi, con gli occhi azzurri, rozzi e maniaci del lavoro, mi sa che le camicie a righe continueranno ad imperversare. Ma se l’uomo è ben più figo si spera che le sappia portare con una certa classe, almeno.

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2 risposte a Una donna per amico

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