Because I said so

Sicuramente ho parlato in altri post di questo bellissimo film citato nel titolo, che in italiano è conosciuto come “Perché te lo dice mamma”. Trattasi di una commedia romantica dove Diane Keaton indossa vestiti a pallini e seleziona fidanzati per la figlia Mandy Moore che è bona ma sfigata.

La vita non è una rom com, infatti nella mia non c’è solo mother che si è presa l’incarico di accasarmi, ma anche culetto A.M.

Con grandissimi risultati, che ve lo dico a fare. Culetto A.M., dopo avermi spacciata per la sua ragazza, tentato di smerciare ad un russo, gettata di peso verso un viscido francese o controllato i gioielli di famiglia di un giovinetto con cui mi sono sbaciucchiata, finalmente ne ha azzeccata una e mi ha presentato un amico valido.

Innanzitutto in quanto eterosessuale. Poi perché inglese, relativamente pischello (28 anni, in effetti quasi un vecchio) e con la giusta colour palette essendo biondo, con gli occhi azzurri e le gote rosse. In genere quando qualcuno suona bene sulla carta poi dal vivo è una sòla, invece in questo caso è andata bene perché il tipo era effettivamente interessante. Anche lui sembra avermi gradito perché ha iniziato a flirtare spudoratamente e a lanciare inviti per attività artistiche di gruppo che il nostro amico comune A.M. avrebbe dovuto cogliere al volo.

Ovviamente non li ha colti. In compenso suggerisce cose estremamente attraenti per un uomo eterosessuale che si spera figo, tipo: invitarlo all’ultimo momento a cena da me di sabato sera, presentarmi ad un vernissage per conto mio, fiondarmi ad una festa all’altro capo della città sempre senza preavviso.

E mi cazzia pure a suon di: “Oh, però non ti ci buttare, che tu come vedi un uomo non capisci più niente.”

Quando si è reso conto invece di come sia misurata nella questione e di come abbia declinato le sue proposte folli in attesa di un’uscita più consona, mi ha cazziata perché non mi butto abbastanza.

Per fortuna che c’è mother. Accortasi (= cazziatami) che sono depressa, è passata all’azione chiedendomi come si aggiunga la gente su Facebook. Avevo fiutato la loscata, ed è saltato fuori che vuole stringere amicizia con un illustre manager sui 35 anni (un altro uecchio) che vive a Londra e ricalca in pieno la tipologia dell’eroe dei libri di Sophie Kinsella: belloccio, intelligente, ricco, pentito della carriera nel mondo della finanza senza scrupoli e che dunque ha mollato tutto per fondare la sua società di investimenti etici e responsabili. Con cui continua comunque a fare un sacco di soldi. Inoltre è sportivo, pieno di interessi e anche spiritoso: hanno scritto che l’ex ragazza lo mollò appena lui lasciò il lavoro strapagato nel mondo della finanza senza scrupoli, e lui ha commentato dicendo che non è andata proprio così e che anzi la tipa si è molto divertita, quando lui per ridere le inviò questo articolo dove è dipinta come un’avida snob profittatrice.

Se non avete letto I love shopping, ecco non fatelo più perché vi ho già raccontato la trama.

Mother è convinta che questo fighetto sia sìngol ma soprattutto che sarà disponibile ad esser contattato da lei, con lo scopo di piazzargli me.

“Che ci vuole, basterà una qualsiasi scusa sul mondo della finanza senza scrupoli. Del resto, da una persona rispettabile come me, non sembrerà sospetto.”

Le ho suggerito, per rassicurare il mio potenziale fidanzato sulle sue credenziali di “donna perbene di una certa età e posizione” (ci si è definita lei, eh, che io non oso più), di presentarsi allegando una recente intervista su un giornale in cui è descritta come esempio di donna in carriera che concilia femminilità e affari. E in cui, nell’estratto in grassetto fra virgolette, si chiarisce subito il punto principale: “A cosa ho dovuto rinunciare? Al secondo figlio”.

Chi riuscirà prima nella missione di accasarmi? Mother o culetto A.M.? Siccome mother è una che crede nel gioco di squadra, ha rifiutato subito questa idea della competizione ma mi ha chiesto di metterla in contatto col culetto, così da unire gli sforzi. Lui ha reagito a metà fra lo spaventato e il lusingato.

Che, in tutto ciò, io non abbia assolutamente voce in capitolo è ben chiaro. E’ stato ribadito una volta di più al mio compleanno, pochi giorni fa:

“Vedo che hai ancora quella bottiglia di champagne che ti ho portato”

“Sì, mother

“Secondo me va a male se non la apri presto. Pensi che sia ancora buona?”

“Sì, mother

“Forse dovremmo aprirla. O, per caso, aspettavi un’occasione speciale?”

“Boh, magari l’avrei aperta con un uomo decente…”

 

Un “pop” ha echeggiato allegro nel salotto, seguito da un “fzzz” e un tintinnar di calici. E Putney, invitata a cena, si è molto divertita a sparlare con mother di tutti i miei ex.

Per fortuna che ho ancora 23 anni e tutta la vita davanti.

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