Quando la mente è in vacanza

Mentre ero in ferie, sdraiata al sole sulla spiaggia con 30 gradi, ho pensato bene di rileggermi “Cime Tempestose”. Il brutto tempo mi mancava, sapete com’è.

Leggendo le vicende di due invasati, ossessionati l’uno dall’altra e la cui distruttiva passione risultò più devastante dei cataclismi meteorologici della brughiera inglese, ho pensato al Perfido Roscio. Manco a dirlo, il pezzo forte della mia collezione di coglionazzi, che tanto mi è piaciuto che ho dovuto trovarmi un soggetto uguale ma più giovine (quel mariuolo di Babe), per rinverdire tale passione una volta che si era (finalmente) spenta.

Del resto si dice che amiamo per sempre la stessa persona e io, per qualche bislacco motivo, sono andata a stabilire che il punto di partenza fosse questo arrogantello, viziato, ipocondriaco, paranoico, bigotto e palliduccio figuro, che ho cercato e ricercato in tutti gli uomini del mondo e anche in quel bellissimo Prince Harry.

Forse mi sono liberata dell’attrazione malata per tipologie caratteriali simili, ma sicuramente l’amore per le colour palettes slavate non mi passerà mai. E la ragione di questo imprinting è semplice, magari banale ma la condivido lo stesso: il Perfido Roscio è stato, a suo modo, l’unico eroe romantico della mia vita (finora, eccheccazzo). Mi ha puntata da subito, di poche parole, mi ha ubriacata con la sua guida spericolata, mi ha sfidata a folli gare di velocità, ha inchiodato, è sceso ed è corso ad imbruttire gli altri automobilisti che (giustamente) protestavano perché avevo tagliato loro la strada, ha inseguito a marcia indietro uno che gli aveva sfiorato la fiancata assicurandosi prima che mi allacciassi la cintura, quando ero senza cintura invece (a quei tempi si andava anche senza casco in motorino) mi proteggeva con il braccio se frenava (gesto che faccio ancora, se attraverso la strada con qualcuno), ci ha provato con la scusa di suonare il pianoforte con me, mi ha detto che come me nessuna mai, mi ha sfilato un guanto di colpo, mentre guidava, per accarezzarmi meglio le mani leggendomi nel pensiero, teneva il volante, cambiava marcia e mangiava con la sinistra, pur di non lasciarmi la mano, mi palpava mentre sedevo dietro in motorino, a volte aspettava qualche secondo prima di baciarmi perché “aspetta, doveva guardarmi”, ovviamente baciava da dio, mi ha crudelmente lasciata per poi tornare mille volte dicendo che ero l’unica.

Avevo vent’anni esatti, è naturale che un coatto lunatico del genere abbia fatto presa. Ora, che sono una donna matura e navigata, tendo a cadere per l’Uomo Divertente, Solido e Rassicurante. Ma sempre lo vorrei appassionato come quel bellimbusto sbiancato là.

Praticamente cerco un misto fra Heathcliff e Roger Rabbit. Meno male che le mie chiome hanno riflessi ramati va’.

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