Dietro a una grande donna c’è sempre un grande uomo

Caro Pupillo, non te ne volere a male se ho detto “dietro”. Lo so che mi siedi accanto, ma la tentazione di rovesciare questo detto popolare era troppo forte.

Come avrete capito, fedeli lettori, è arrivato il momento di dedicare un post al Pupillo. Che, a parte i miei Parents londinesi, è il mio unico fedele lettore mi sa. Dettagli.

Ora che sono Manager, oltre a rovesciarmi addosso una valanga di lavoro rognoso che non finisce più, se non altro la mia capa mi ha dato il Pupillo da formare a mia immagine e somiglianza in modo da dividerci il carico di lavoro rognoso.

Ovviamente il Pupillo è molto più svelto di me con i numeri, ha studiato economia e ha già capito in due mesi roba che altri afferrano in due anni. Mia immagine e somiglianza per modo di dire, quindi. Non l’ho eletto a Pupillo però per la sua abilità nel lavoro, figurarsi, ma per le sue spiccate doti umane che, quelle sì, sono proprio a mia immagine e somiglianza: grande capacità di spettegolare (team bonding), prontezza nel ricordarsi tutti i miei soprannomi ai colleghi (fast learning) e creatività nell’inventarne di nuovi (proactivity), solidarietà per la storia di nonno (loyalty), spirito critico verso l’abbigliamento inglese (attention to details) e propensione al rimorchio aziendale (networking).

E’ anche bravissimo con i social netuorcs in quanto li tappezza di foto scattate da me (modestamente non sono solo una gran modella ma anche una provetta fotografa), dimostrando un grande interesse per l’industria digitale in cui lavoriamo.

Per farla breve, da quando è arrivato è stata pacchia spinta. Innanzitutto abbiamo immediatamente colto lo spirito Olimpico che aleggiava in tutta Londra stabilendo il nostro podio del giorno: quello degli outfits più assurdi. Fra camicie fiorate, rigate fluo, a pallini, pantaloni rossi, ascellari e cinturoni borchiati si coprono tutte le specialità sportive. Inutile dirvi che nonno ha conquistato delle belle medaglie con i suoi completini gessati, e ancora non siamo arrivati ai gilet color puffo o porpora.

Visto che è improvvisamente inverno, mi sa che saremo gratificati quanto prima.

Rimanendo in tema nonno, ha convenuto anche lui che la fidanzata Suor Morte sia una racchietta e ha anche scovato una foto di lei in una BARA. Poi dicono che i miei soprannomi sono tutte stronzate. Spezzo una lancia in favore di nonno, comunque: ormai che mi è indifferente mi è persino tornato simpatico, poverino. Pupillo si aspetta che ci riprovi con me da un momento all’altro, io no e oltretutto non me ne può fregar di meno.

Per una volta che potevo mandare affanculo qualcuno…

Come si potrà intuire, io e Pupillo stiamo sempre a ciarlare e, stranamente, dopo soli due mesi ci siamo beccati un richiamo ufficiale. Due mesi: sono fessi questi inglesi eh. A quanto pare c’è stata una soffiata alla mia capa, e la talpa che sospettiamo è il nostro amico Acidello che si è mostrato alquanto infastidito dalle nostre ciance.

Forse non dovevamo additarlo e scoppiargli a ridere in faccia quando ha iniziato a sfoggiare delle cuffie da musica giganti. Forse non è stata un’idea geniale nemmeno urlare “E’ la tua risposta definitiva? La accendiamo?”, chiamarlo “il concorrente” e cantare il gingle dell’Eredità di Raiuno.

Ad ogni modo, siccome se Pupillo se ne va mi sparo, ora ci siamo subito rimessi in riga e abbiamo assunto una falsissima aria impegnata ed ineccepibile da grandi lavoratori. Ovvero facciamo il verso ad Acidello, strategia che tra l’altro ho riportato pari pari alla mia capa, che ha fatto la vaga ma ha apprezzato.

Rispettiamo così tanto le usanze anglosassoni che, ormai, limitiamo i frizzi e i lazzi alle occasioni sociali: ci ubriachiamo da paura appena messo piede fuori dall’ufficio e presenziamo a tutti i party dello scintillante mondo dei media. La nostra natura italiana però alla fine emerge sempre perché: 1) siamo troppo stilosi; 2) cucchiamo anche senza volerlo; 3) siamo incredibilmente vanitosi. Vi dico solo che Pupillo fuma sempre il sigaro e si compra persino vestiti nuovi, quando si va a sbevazzare nello scintillante mondo dei media. Io invece fumo per finta, però compenso anche io con tanti vestiti nuovi e vado alle feste solo per sfoggiarli. L’ultima volta, modestamente, eravamo fichissimi e ci siamo scattati un sacco di foto, anche durante la preparazione, con cui poi abbiamo impreziosito i nostri profili faccialibro.

Dovrò pur avere un ROI dal bellissimo vestito di Rebecca Taylor, azzurro con spalline di velluto blu elettrico, spacco vertiginoso sul davanti e drappeggio alla greca, della collezione “True Love”. Indossato numero di volte 1, pagato uno sproposito, se nemmeno me ne vanto è la fine.

Tanto per concludere con l’ennesima perla di follia femminea, vi dirò che c’è una sola ragione per cui io e Pupillo siamo on the same page: anche lui è dei Pesci.

 E ora scusate ma devo andare a provarmi un tubino nero. Adesso che sono magrita dovrebbe starmi di nuovo come dico io, magari c’è speranza che riesca ad indossarlo numero di volte 2.

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3 risposte a Dietro a una grande donna c’è sempre un grande uomo

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Ori Ori Ori “questo concorrente” qui e’ un po’ acidello (‘Na cifra acidello).

    Sto Pupillo deve essere proprio un grand’uomo, sí sí…

    Ma “dietro a un grande uomo, c’é sempre una grande donna”. L’originale era cosí e da quel che é scritto qui si adatta perfettamente.

  2. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Mr. Pepp non è il pupillo, se lo metta in testa signorina W la TV!

    Ora prima della nanna un bicchiere di vino con un panino e stiamo apposto!

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