Di Venere e di Marte

Fra un’incombenza di lavoro e l’altra, io e Pupillo troviamo anche il tempo di esercitare le nostre abilità di comprensione della psiche umana.

Il che è un eufemismo per “fra una cazzata e l’altra, prevalentemente sul tema del cucco, io e Pupillo troviamo anche il tempo di lavorare”.

Ultimamente ci siamo cimentati nell’immaginare dialoghi fra maschi, nel mio caso, e fra femmine, nel suo. Ovviamente abbiamo toppato in pieno. Il Pupillo ha fatto un errore di contesto: ha osservato la nostra giunonica capetta, altresì chiamata Sciaron (un omaggio alla mitica scena dell’accavallamento delle gambe, dovreste vedere le sue microgonnine estive per apprezzarlo in pieno), al primo incontro con Suor Morte durante la grande guerra delle tortine (sapete benissimo a che racconto mi riferisca) e, non essendo a portata d’orecchio, ha immaginato che le due interloquissero così:

“Finalmente ci conosciamo! Come sei carina!”

“Anche tu! Adorabile quel gonnellino!”

Sebbene l’intuizione di fondo sia buona, ovvero che le interazioni fra femmine ostili siano intrise di falsità e di velate frecciatine, la circostanza è sbagliata perché le donne si rivolgono sfacciati complimenti, falsi e non, solo quando hanno raggiunto un certo livello di intimità: nel caso delle inglesi, ciò avviene alla terza birra ed essendo la capa in provvisoria astemia i tempi non erano ancora maturi.

Eccezione alla regola: una mise talmente mozzafiato che non ci si può esimere dall’ammirare istantaneamente. Avrete chiaramente indovinato che mi sto pavoneggiando e che alludo a me.

Purtroppo il mio acume nel campo dello stile non si accompagna, come sappiamo, ad un’uguale scaltrezza in tema di uomini. Il mio tentativo è infatti ancor più scarso di quello del Pupillo perché ho sbagliato completamente il contenuto del dialogo, a meno che non immaginiamo che i due esponenti di sesso maschile siano culetti, e pure molto effeminati (in questo caso, sostituite “lei” con “lui” e “la” con “lo”):

“Si vede da come la guardi che sei innamorato di lei. Segui il tuo cuore!”

“Grazie di avermi aperto gli occhi!”

“Non c’è di che. Ah, adorabile quel gonnellino!”

“Grazie, come sei carino!”

(Le ultime due sono opzioni non eterosessuali)

Pupillo ancora ride di me. E la sua correzione non è di aiuto, in quanto dice che il dialogo giusto fra un uomo timido che ancora non si dichiara alla sua bella e un amico più scafato corrisponde al seguente:

“   “

“    “

E aggiunge che ne ho di cose da imparare.

 Io dico che ne hanno gli uomini eterosessuali. E che, nel frattempo, la soluzione per tutti quanti risiede in massicce dosi di alcool.

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4 risposte a Di Venere e di Marte

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    “Si vede da come la guardi che sei innamorato di lei. Segui il tuo cuore!”

    😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

    Pupillo c’ha ragione!

  2. Pingback: Mars Attack | Tacchi alti e sampietrini

  3. Pingback: Non ci sono più i maschioni di una volta | Tacchi alti e sampietrini

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