Il biscotto della discordia

 

Comincio a credere che i biscotti stiano diventando un tema ricorrente del blog. Forse sarà perché sono a dieta e parlare di cibo servirà come “magro” sfogo consolatorio. Ah ah per la battutona.

 

Mi viene in mente qualcuno, pensando a racconti ai quattro venti di periodi di astinenza e sacrificio, tanto per sfogarsi. Chi sarà mai? 😉

 

Tornando ai biscotti, tempo fa stavo infliggendo uno dei miei micidiali monologhi al povero Pupillo, essendo uno dei miei doveri da manager quello di intrattenerlo in orario di lavoro. A proposito di managers, vi informo su una grandissima novità: mi hanno dato un blecberri. La mia reazione, insieme alla storia di come entrai in possesso del mio smartfòn, ve la narro in un altro post per non fare troppe digressioni. Dicevo, deliziavo Pupillo con le mie ciarle. L’argomento del giorno era una lagna su quanto odio il Natale, uno dei miei leitmotifs, ricordando l’unico, da quando sono entrata nel magico mondo degli adulti (da quando?), che mi sia veramente piaciuto. Era il lontano 2002, io ero praticamente minorenne, innamoratissima del Perfido Roscio.

 

Per Pupillo, che incredibilmente è poco informato su questo soggetto, ecco un paio di link.

 

Ora che siamo tutti aggiornati per bene, si può proseguire con il pippone noiosissimo sul Natale del lontano 2002, in cui avevo decorato un piatto con degli angioletti ma avevo usato un pennello troppo grande e il risultato somigliava ai lavoretti scolastici dei bambini, piuttosto che a un raffinato pezzo di design. Del resto, ho detto che ero praticamente minorenne. La sera della vigilia avevo appeso il piatto al muro della cucina e c’era la solita atmosfera di gioia e letizia che contraddistingue le festività, ovvero mother incazzatissima e father nascosto da qualche parte, quand’ecco che mi ha chiamata il Perfido Roscio, al quale udite udite era da un po’ che davo buca, e mi ha strappato un appuntamento volante prima di cena. Fingendo di andare alla ricerca di father, in realtà sono scappata di casa e sono fuggita col Roscio nella notte, in una Roma deserta e bellissima in cui mentre tutti magnavano io e lui eravamo a piazza Navona a prometterci di rivederci di nuovo, per più tempo.

 

Perché ovviamente l’incontro è durato pochissimo, è stato casto e siamo tornati entrambi in tempo per il cenone. Ma, credetemi, sono stata contenta così.

 

Sex is over-rated, lo sapevo pure allora.

 

Pupillo ha accolto la storia del Roscio con discreti sbadigli, ma si è risvegliato quando ha saputo un dettaglio fondamentale: io e il Roscio non abbiamo mai consumato. Infierendo su quella che all’epoca era una disgrazia, ora giusto un fatto curioso da raccontare e su cui sghignazzare, Pupillo prontamente mi ha fornito un commento geniale che, se potessi tornare indietro nel tempo, userei quando il Roscio mi scaricò perché, a suo dire, non gli diedi un biscotto.

 

La risposta che avrei dovuto dare, secondo Pupillo, era questa: “manco tu”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cibo e bevande, I miei ex, Roma. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il biscotto della discordia

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Ma si hanno notizie su sto roscio nel periodo dal diploma ai 25 anni? No perché non vorrei che fosse un approfittatore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...