Il mio perdono per un cappotto

 

Non credo esista persona al mondo ignara del fatto che, un anno fa, sono andata al negozio di Burberry in Knightsbridge e ho comprato il cappotto di cachemire più perfetto del mondo, dandogli anche un nome: Colin.

 

Ispirandomi a Colin Firth, perché come lui il mio cappotto è un classico, elegante, raffinato e bellissimo.

 

 Ebbene, qualcuno che ignorava tutto ciò esiste e ha osato chiamare Colin “il cappotto della Sora Lella”.

 

Sebbene la Sora Lella sia uno dei miei più grandi miti e io la adori follemente, qui mi ritengo offesa perché quando indosso Colin accetto il paragone con una sola icona dello stile: Audrey Hepburn. Come molti sapranno, Audrey non solo aveva una classe innata, ma anche un animo gentile e io non sono da meno. Ho infatti offerto allo sventurato, con immensa generosità, la possibilità di ottenere il mio perdono per il suo commento infelice su Colin procurandomi altri cappotti di Burberry. Il nostro, per motivi che ora non sto a spiegare altrimenti rischio di diventare prolissa, ha accesso ad un filone di cappotti scontati e muore dalla voglia di scegliermene uno: chi sono io per impedirlo? Essendo maschio e non gaio, però, l’ho visto tentennare di fronte alle caratteristiche dei vari modelli e, per aiutarlo, gli ho scritto questo:

 

Visto che hai espresso un po’ di perplessità quando ho usato termini tipo “avvitato” o “plissé sul culo”, ti mando qualche esempio che, insieme al tuo innato senso estetico, renderà la scelta del cappotto per me facile e divertente.

 

Questi sono i cappotti che devi evitare, in quanto hanno un sacco di pieghe o di rigonfiamenti sul culo e a me, che ho la fortuna di averne già di mio, donerebbero l’appeal di una damina di fine ‘800:

 

No

 

Ancora no

 

Assolutamente no

 

Questo non è male, ma le tasche sul davanti sono tagliate in orizzontale e potrebbe essere rischioso. Se però trovassi un colore figo e una taglia minuscola se po’ fa’:

 

Forse

 

Da qui in poi, invece, il paradiso. Il primo è quello che ho io, che noto con piacere è rincarato da quando l’ho comprato:

 

Colin

 

Questo è un po’ corto ma non è niente male, anche qui la chiave è la taglia 6:

 

Non male

 

Questo è nero, in teoria l’unico colore che non voglio perché già ce l’ho, ma faccio un’eccezione perché è troppo bello. E poi è di seta, mentre io ho il cachemire, quindi se lo trovi ti prego agguantalo subito perché lo indosserò ogni giorno della mia vita:

 

Trench seta

 

In tutto ciò, il famoso cappotto prugna con dettagli di pelle rossa che descrivevi tu non lo vedo. Ma spero comunque di averti dato un’idea, come scrivo nelle mail di lavoro “se hai ulteriori domande non esitare a contattarmi”.

 

Grazie J

 

Poi ditemi che non sono buona. O che non ho un piglio da manager. Io nel frattempo attendo fiduciosa Oscar. Sento che il fratellino di Colin sarà infatti un dandy e che i suoi aforismi diventeranno immortali.

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4 risposte a Il mio perdono per un cappotto

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Oscar come Oscar Pettinari?

    O Oscar Luigi Scalfaro?

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