E anche questo Santo Valentàino se lo semo tolto dalle palle

Non c’è bisogno che preannunci di cosa parleremo oggi, dato il titolo un tantino self-explanatory.

Santo Valentàino, una delle ricorrenze preferite degli inglesi, è finalmente passato e, debbo dire, stavolta per me senza danno alcuno. Come ben sapete è una ricorrenza che aborro con tutto il cuore essendo o costretta ad andare a cena fuori, su suo desiderio, con un uomo stronzo per il resto dell’anno ma che si finge romantico per una sera soltanto, oppure vilipesa e commiserata dalla società per non avere un uomo stronzo che smani di portarmi a cena fuori. Credo di aver toccato il fondo quando Babe mi imponeva di scrivergli anche una cartolina. I bigliettini sono una delle grandissime passioni degli inglesi, seconda solo alla birra mi sa. Io già sono una che fatica a dichiarare i sentimenti, figuratevi a esprimerli su una cartolina. Oltretutto per Babe, che fondamentalmente mi irritava. Lui però era molto prolisso e in genere scriveva questo:

“Buon Santo Valentàino alla ragazza più meravigliosa del mondo. So di essere una merda, come fai a sopportarmi? Spero però che lo farai anche questa sera, in quanto ho dimenticato il portafoglio e la cena la offri tu. Babe xxx”

Brutti ricordi. Meno male che è passato. Ad ogni modo, quest’anno non ho né un fidanzato con idee romantiche convenzionali e moleste, né sono disperata per un ex fidanzato con idee romantiche convenzionali e moleste, dunque ho potuto fregarmene allegramente del Santo Valentàino e lasciare che si scatenasse l’inferno intorno a me. Sciaron e Nonno hanno iniziato il countdown da un mese prima, facendo a gara a chi sarebbe andato nel ristorante più esclusivo, a chi avrebbe scritto la cartolina più sdolcinata, a chi avrebbe trovato il regalo più insulso per la propria dolce metà. Del resto, a chi chiava di più non possono competere: con Nonno si vince troppo facile. Mentre i due erano lì che si scambiavano menu degli antipasti e link a siti di ciavatte a forma di cuore, una povera sìngol veniva vilipesa e commiserata, e tapina sospirava rumorosamente: Culona. La poveretta se la passa male con l’uomo dei suoi sogni, soprannominato ovviamente Culono, e rivolgeva occhiate lacrimevoli ai due spocchiosi che le sbattevano in faccia la loro grande felicità di coppia. Io, che sono sempre buonissima, l’ho persino invitata al bellissimo programma della mia serata, ma lei troppo affranta ha declinato.

Ha fatto male: è stato da morire dal ridere. Con la prospettiva di rimorchiarsi una fotografa, ho trascinato Pupillo ad un evento appunto di fotografia. Come al mio solito non avevo idea alcuna dei dettagli, avendo solo controllato l’unica cosa che mi interessava e cioè la lista dei partecipanti su faccialibro, che però c’è da dire sembrava promettente: 120 fotografi, giovini e prestanti ambosessi. Che ve lo dico a fare, c’era da aspettarsi da una banda di fotografi che ritoccassero le loro immagini profilo perché quando entriamo in un lampo notiamo che sono una manica de cessi. Ambosessi. Inoltre c’è buio in sala, noi siamo in ritardo e si girano tutti a guardarci perché, mi rendo conto solo allora, l’evento in cui pensavo di magnare e sbevazzare a scrocco, osservando qualche foto qua e là, in realtà è una conferenza e, appena seduti quatti quatti, ci troviamo davanti l’immagine di un pene gigante proiettata sul muro.

Pupillo ci tiene a precisare che l’aggettivo “gigante” si riferiva all’immagine e non al pene. Eccoti accontentato, Pupillo.

Un uecchio parla alla folla, commentando le foto che via via scorrono e facendo un gesto che ricorda quello tipico dell’autoerotismo. Pupillo ringhia: “Che cazzo è sta roba?” (la risposta sta nella domanda stessa, direi) e io temo che stiamo assistendo ad una strana performance artistico-erotica che in pratica è una gran porcata ma che, essendo organizzata da intellettuali, deve passare per artistico-erotica e nessuno può additare lo schermo gridando: “Al vecchio nudo!”.

La realtà, come ti sbagli, è ancora peggiore: questo poveretto del uecchio ha il Parkinson e si è fatto fotografare nudo apposta, in forma di protesta verso la malattia. Grandi sensi di colpa e di orrore verso me stessa. Il tipo poi ha anche un discreto senso dell’umorismo e trionfa nel dibattito in cui dal pubblico chiedono: “Ti senti diverso, ora che sei malato e nudo, rispetto a quando eri sano e vestito?”. Sono bei momenti.

Ad ogni modo, di cucco a questa serata non se ne è parlato perché, quando si tratta di intellettuali, io sapete bene che li trovo sempre un po’ sociopatici e nel caso specifico erano anche un po’ cessi, quindi abbiamo glissato sui drinks post conferenza molto allegramente. Oltretutto pure la fotografa proposta a Pupillo si è rivelata piuttosto scostante, quindi manco a dire che facevo come le madri dei libri di Jane Austen e mi sacrificavo per piazzare mio figlio.

Superato il Santo Valentàino indenne, torno a lavoro pensando di riprendere tranquillamente la mia solita vita, ma non avevo calcolato le domande della stampa, e cioè di Sciaron. Inquisisce se abbia passato la serata in questione con il famoso Mario (è una storia lunga spiegarvi perché crede che esca con un tizio riccioluto chiamato così, forse buona per un altro post), io le dico che io e Mario siamo troppo anticonvenzionali per festeggiare il Santo Valentàino ma che, ebbene sì, mi ha fatto un regalone veramente romantico. Non ho dato particolari dettagli, lei sicuramente pensa ad un mazzo di rose rosse, ma signori miei la verità è che l’omaggio ricevuto di recente dal genere maschile è un mazzo sì, ma di fatica per pulire il bagno. Sono comunque soddisfazioni.

uomo-delle-pulizie1

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3 risposte a E anche questo Santo Valentàino se lo semo tolto dalle palle

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Ma il pupillo pensa alle fotografe ?

    Troppi neuroni albergano in quelle teste da intellettuali.

    Se manco due vanno bene, gli suggerirei una via di mezzo (10?).

    E se la prossima volta lo portassi a una esposizione di foto di vagine invece?

    • Cupcake ha detto:

      Pupillo guarda troppe puntate di Secsendesiti, questa osservazione mi ricorda un’avventura di Charlotte…
      Io direi di tentare i fotografi porci del sabato pomeriggio.

  2. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    I fotografi non fanno per voi.

    Mi spiace.

    Pupillo invece ha sicuramente più successo in ambienti pieni di individui come quello della foto, ahi lui:

    It’s a hard life (sì, anche se questa è I Want to Break Free). Very hard.

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