Il voto è segreto?

Ci sono blogger che discutono di politica, ci sono politici che scrivono su un blog, per la maggior parte sono maschi noiosissimi e dunque non fatevi ingannare dal titolo: non è il mio caso. In questo post però mi avvicino all’argomento politica come mai prima d’ora: lo nomino. Mettete la pagina fra i vostri favoriti perciò, se interessati al tema, perché non so quando ricapiterà.

Come saprete, visto che leggete in italiano, nel bel paese ci sono le elezioni e io, in quanto illustre italiana all’estero, ho già votato comodamente dal mio salotto in busta chiusa. Quello che forse non saprete, e che potreste chiedervi, è: come funziona tutto ciò? Vi servo subito. Circa un mese fa ho iniziato a ricevere cartacee missive di propaganda prima da Berlusconi, che gentilmente mi ricordava le imminenti elezioni e, visto che c’ero, di esprimere la mia preferenza per il suo partito; poi da Beppe Grillo che aveva tanto di sua immagine stampata sulla busta, con indice puntato in posa “I want you” ed esortazione a votarlo a caratteri cubitali; infine dal Piddì che se non altro aveva inserito una lunghissima lista tecnica di favolosi cambiamenti per risollevare l’economia italiana. Debbo dire quest’anno hanno fatto le cose in grande per corteggiare noi emigranti, i nostri politici. Io che poi già adoro avere la casella di posta inondata dalle lettere degli inglesi, figuratevi come ho gradito. Un paio di settimane fa finalmente ricevo il plico ufficiale dal consolato contenente: certificato elettorale, busta preaffrancata di ritorno, schede elettorali, bustina bianca, liste dei partiti, istruzioni. Io voto, metto le schede nella bustina bianca, ritaglio la parte inferiore del certificato elettorale (che prova che ho votato ma senza identificarmi), metto il tutto nella busta preaffrancata di ritorno e spedisco contenta di aver adempito ai miei doveri civili.

Torno a casa e penso: contenta un cazzo. E’ pur vero che nella parte di tagliando che ho spedito non ci sono né il mio nome né l’indirizzo, però i furboni hanno inserito il mio codice da emigrante e un’informazione altrettanto vitale: sesso F. Potenzialmente sono tracciabile come persona, e sicuramente lo sono come sesso F. Indignata da questa invasione alla mia privacy, intavolo una discussione con qualcuno che sono sicura apprezzerà moltissimo sia il tema della politica che quello della polemica: mother. Mentre sono lì che spiego che sistemi avrei usato io, per proteggere l’identità degli elettori, ecco però che mother interrompe perché non gliene può fregar di meno della mia privacy, in quanto vuole sapere assolutamente per chi ho votato, per “darmi la sua opinione senza influenzarmi”. Usa varie arti retoriche, dalla minaccia alla manipolazione, e ottiene in risposta prima una burla, cioè che abbia votato per Berlusconi (devo chiarire subito che scherzo, perché la situazione si sta mettendo male), poi il più totale silenzio che ovviamente fa degenerare la discussione nel classico cazziatone da parte sua, che debbo dire poi si rimangia, ma solamente come ultimo tentativo di farmi cantare, cosa che io non faccio e dunque tragedia familiare alè.

Giorni dopo mi sfogo con Fritz, che di solito è sempre solidale con me quando gli parlo di mother e la trova anche un personaggio divertentissimo. Vabbuò. Mentre sono lì che ribadisco che il voto è segreto per legge, ecco però che Fritz interrompe perché non gliene può fregar di meno della costituzione e di come mother cerchi di violarla, in quanto vuole sapere assolutamente per chi ho votato, per “scambiarci serene e pacate opinioni politiche”. Usa varie arti retoriche, dalla minaccia di non portarmi più all’outlet (era la famosa sera precedente al giretto di shopping raccontato qui), alla manipolazione (canne), e ottiene in risposta prima la burla che abbia votato per Berlusconi (devo chiarire subito che scherzo, perché se ci crede mi offendo), poi una pernacchia. Lui insiste e gli cito, allora, le sagge parole di father, che quando avevo qualcosa come 6 anni mi disse: “il voto è segreto, è questo il bello, volendo puoi entrare in cabina e scrivere sulla scheda: andate tutti affanculo, viva l’anarchia!”.

Strano che i miei non vadano d’accordo, davvero strano.

Fritz, che è Scorpione mica per niente, non si arrende. Gli rifilo una mezza verità ma lui non è soddisfatto e, il giorno dopo, di ritorno dalla fruttuosa sortita di shopping, è ancora lì che cova la sua curiosità. Io sono in buona e ciarlo sul fatto che intendo riabilitare la sua reputazione di vanesio egoista sul blog, scrivendo di come abbia finalmente adempito alla sua promessa. Siccome non sono sicura che legga, se lo fa di certo non me lo dice, gli chiedo se vuole sapere quale sia il suo soprannome, secondo me azzeccatissimo, e lui subito: “non me ne può fregar di meno, ma dimmi per chi hai votato invece”.

Caro Fritz, non te la prendere: ci sono cose di me che devono rimanere segrete. Quisquilie tipo l’età, il peso, l’altezza, il numero di ex amanti. Tutti numeri molto bassi, a parte l’altezza ovviamente.

Ahimè, c’è da dirvi però che Fritz in realtà sa quanti anni ho. Lui è vecchio, quindi poco male, ma ciò non vuol dire che io debba diventare un libro aperto. Specialmente ora, che posseggo il trench di seta nera Oscar e sono una creatura ancora più affascinante e misteriosa.

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5 risposte a Il voto è segreto?

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Ah sì guarda, è già tra i miei preferiti.

    Su Chrome, Firefox e Safari.

    Anzi ora apro l’emulatore di windows e lo risalvo tra i preferiti anche su Internet Explorer.

    • Cupcake ha detto:

      Quanto sarcasmo oggi. Lo preferivo però applicato al maglione color prugna, nuance della stagione, piuttosto che ad uno dei miei rari tentativi di parlare di altro che non sia chick lit.
      Ahia, mi sa che nun je l’ho fatta…

  2. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Salvato in ogni dove, mi sono anche appuntato l’URL su un foglietto che custodirò gelosamente all’interno del mio portamonete.

    Tornando IT: spero lei abbia dato il voto a chi lo merita davvero.

    Onde per cui, forza Silvio, un ventennio di eccellente lavoro, vogliamo continuare su questa strada.

    Italia, di terra bella uguale non ce n’è!

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