Fritzi e lazzi

Non sia mai che qui si parli solo di lavoro e non di allegre facezie. Abbiniamo subito al post precedente un altro centrato su temi più frivoli, ad esempio la mia scoppiettante vita sociale. Così frizzante che venerdì scorso mi reco con dei baldi giovini ad una festa, in una casa nel vicinato e quindi già allettante solo per questo, viste le enormi distanze londinesi. I baldi giovini accompagnatori erano Pupillo, che non faceva che sciorinare le sue perle di pessimismo cosmico come “vedrai che sarà pieno di italiani cessi e antipatici”, un mio nuovo amico misantropo che mi ricorda un po’ Fritz (in quanto lo credo gaio ma non lo sarà) e un suo “amichetto” (così definito da lui). Tre sociopatici, insomma. Escludendo “l’amichetto”, la terza della categoria sarei io. Giusto per chiarire.

La festa, che ve lo dico a fare, si rivela esattamente come prevista da Pupillo. Nessuno di chiavabile, per entrambi i generi, e nemmeno di cordiale perché si fan tutti i fatti loro parlando fitto fitto in gruppetti e non troviamo di meglio che sbevazzare le birre che abbiamo portato noi medesimi e appostarci sulla porta a criticare la fauna della stanza. Ve l’avevo detto che siamo sociopatici. Una ragazza, però, evidentemente non se ne accorge perché prova ad abbordarci e sceglie come argomento di conversazione quello del nostro bellissimo lavoro da nerd, sciorinando una serie di termini tecnici, a caso, ma con pronuncia da cassetta di un corso di lingua inglese. Tempo trenta secondi e i baldi giovini la mollano a me, girandosi dall’altra parte, ma anche io dopo un po’ desisto e inizio a spettegolare di cose futilissime e lei fugge via.

Pupillo osa anche dire che mi immaginava esattamente così, prima di conoscermi. La tipica italiana all’estero tutto fumo, niente arrosto ma soprattutto con i capelli ricci, grassi e gli occhiali. Che affronto.

Non mi rimane che salvare la serata invitando i baldi giovini da me a fumacchiare le canne. Visto che stiamo parlando di droghe leggere e l’abbiamo citato prima, cosa posso dirvi di Fritz? Il nostro è sparito per qualche tempo, risucchiato dai suoi parents che hanno avuto l’ardire di venirlo a trovare, cucinare, pulire e stirare per ben due settimane, ma ora è ricomparso giusto per avvisarmi che fra poco arriva la sorella, detta “surgela” da lui che è molto spiritoso, e si darà agli obblighi familiari di nuovo. Io che, come ho già precisato, della sua esistenza altrimenti placida e spensierata sono il tormento, osservo che ha a disposizione una finestra di vita spericolata fra una visita e l’altra e suggerisco di usarla per portarmi a cena fuori. Un’idea sua per festeggiare il mio compleanno. Vabbè, suggerita da me ma non importa, il senso è quello.

“Non aspettavo altro”, dichiara il nostro e subito parte con la sua sequela di impegni lavorativi per mettere le mani avanti e riservarsi il diritto di non parlare se non in presenza del suo avvocato e di organizzare il tutto very last minute. Però ribadisce che dobbiamo assolutamente fissare una data e a me scappa un “ullallà” di sorpresa. Reazione che, ovviamente, lo mette sul chi va là e oggi me lo ritrovo bel bello intossicato alimentare che mi allieta la mattina con racconti dettagliati di lui che vomita abbracciato alla tazza del cesso. Cesso di design, sottolinea, con tanto di nome dell’artista della ceramica. Dandy pure nei malori, questo. Sfottò a parte, cosa faccio? Naturalmente tornata a casa lo consolo, lo consiglio su come farsi passare la sua malattia mortale (perché è così che la pone lui) e gli auguro la buonanotte. Alle 8 di sera.

Lui ha la faccia di salutarmi con un “cercherò di sognare la presentazione che devo ancora finire per domani, così mi porto avanti con il lavoro”. Un romantico, non c’è dubbio.

Sul perché desideri desinare fuori con questo losco figuro, mah. Quel che è certo, dovessimo andare scatterà un altro bellissimo racconto sul blog. Stay tuned.

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Questa voce è stata pubblicata in Ammore, Intrattenimento, Londra. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Fritzi e lazzi

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Post a tradimento all’una e mezza di notte. Quando uno pensa di aver già assolto il proprio compito di commentatore.

    E c’è chi dice che Lei non lavora…

    Sottoscrivo il Pupillo: ragazza italiana all’estero, ancor più se figlia\nipote\parente di amici\parenti lontani, è al 98% riccia color castano topo, capelli grassi, occhiali, accento strano e ori ori ori, sì, ‘na cifra acidella (continua così che resti zitella).

    Ogni tanto si becca anche il 2%.

    • Cupcake ha detto:

      A Lei sarebbe potuto toccare il bomberino grigio metallizzato allora.
      Comunque lavoro, eccome se lavoro. Anche perché chi non lavora non fa all’ammore quindi tocca.
      Sempre all’erta!

      • Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

        No aspé, il bomberino sacco dell’immondizia, i jeans dentro alla scarpa da ginnastica alta e l’aria del furbetto del quartierino che arriva fresco fresco dopo una bella doccina.

        Diciamola tutta.

        Viva Celentano.

  2. Pingback: Cosa resterà | Tacchi alti e sampietrini

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