La fiera della vanità

Era da un po’ che non vedevo Fritz. A parte il super lavoro che assorbe il 90% della sua esistenza, stavolta c’erano di mezzo anche la sua famiglia tutta e i soliti amici di passaggio dagli angoli più remoti del mondo che lui non può assolutamente esimersi dal ricevere, dandosi dunque alla macchia e non lasciandomi nemmeno il gusto di cazziarlo, perché che gli vuoi dire a un poverino che si ammazza di lavoro, che passa del tempo con i parenti o con dei visitatori che non vede da anni e anni?

Ebbene, ho trovato da dirgli molte cose quando è finalmente ricomparso, perché ovviamente è una bugia che non lo cazzio. Il nostro però era di buonumore e, appena mi ha vista, invece di farmi fare la mia classica parte da Sherazade che lo intrattiene con mille e un racconto frizzante, ha iniziato lui a ciarlare senza sosta lamentandosi della prolungata permanenza dei genitori e, come ti sbagli, vantandosi dei suoi ultimi successi lavorativi. Io sarò anche una logorroica di professione però amo pure ascoltare (a volte) e devo dire che mi sorbisco volentieri tutti i suoi sfoghi, anche perché sono rari dato che in genere le nostre dinamiche interattive prevedono il divano, molto alcol, molte canne, io in un monologo comprensivo delle mie famose imitazioni e lui, con gli occhi semichiusi dagli stupefacenti, che divide la sua attenzione fra me e la tivvù. Ogni tanto si confonde e prova a spegnermi con il telecomando, ma vabbè.

Che belle attività salutari faccio con lui. E dire che mother lo adora, quel bravo ragazzo.

Tornando ai suoi lunghi discorsi, quelli sui genitori erano divertenti visto che il padre ricorda un po’ mother ma sicuramente non alla portata dei miei racconti familiari (di mother ce ne è una sola); le vanterie lavorative erano invece di prima scelta, chapeau. C’è da dire che questo è il suo ramo indiscusso dal momento che io detesto parlare del mio lavoro, a meno che non si tratti di spettegolare di qualche collega.

Nomi a caso: Nonno, o ultimamente anche Culona che ci sta regalando degli spunti comici non male.

Fritz invece adora pavoneggiarsi dei suoi successi, anche perché lavora nel tempio dei cappotti e sa perfettamente che già questo in sé è per me fonte di bave infinite. Parentesi sui cappotti: a quanto pare si è profuso in regali alla sua famiglia tutta, e quando ho reclamato la mia parte, causa compleanno (questa storia dei festeggiamenti ancora non ha portato a molto, ma se non altro sembra dilazionabile nel tempo e quindi raddoppio il carico), ha di nuovo proposto di arraffarmi qualcosa a saldo durante una delle super svendite segrete interne. Ancora non mi sono ripresa dalla scena in cui lui, invece di combattere per me, si è lasciato sfilare un trench di mano da una gallina aggressiva, reagendo con la tristemente famosa frase:

“Vabbuo, prendilo pure”.

Il fatto di averlo citato sul blog non lo impressiona, ma io ho provato lo stesso a minacciarlo in modo che si comporti meglio, stavolta. Incrociamo le dita ma non le gambe, il mio motto torna buono anche in questa occasione.

Riprendendo le fila delle vanterie lavorative di quel vanesio, mi ha raccontato di come abbia incantato un uditorio di pezzi grossi con le sue abilità retoriche e di cabarettista intrattenitore, nonché di come abbia conquistato un pubblico di adolescenti scazzati ruminanti cingomme con le medesime qualità, finendo per essere portato in trionfo dalla folla entusiasta, mentre al suo passaggio venivano lanciati fiori e lingerie di vario genere. Forse, a furia di indossare i calzoni a giro culo, si sarà convinto di essere un rapper. Chi lo sa. Sta di fatto che io lo sfotticchiavo ma in realtà mi bevevo tutte le sue storie perché, non so se l’abbia capito, gli credo sempre quando mi dice che è bravissimo. Segretamente lo ammiro perché vorrei avere io la sua sicurezza, mi farebbe comodo ora che se ne diparte Sciaron. Fritz è una delle poche persone che ritengo veramente capaci e con cui, nonostante ci trascorra la maggior parte del tempo sul divano a ciarlare, non mi annoio mai.

Forse, a furia di indossare vestitini sexy, mi sarò convinta di essere una groupie.

Postilla: il grande oratore mi ha persuasa ad indossare Oscar in realtà, causa presunte temperature miti. Forse mi sarò convinta di essere una modella. Del resto mangio solo verdure.

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