Femme fatale

I fedelissimi, nonché numerosi, lettori si staranno lamentando della mia latitanza. Scusate ma ero prima in Sicilia ad ingozzarmi di arancini e cremolati, poi ho lavorato indefessamente, infine ho intrattenuto il feticista milanese in visita, donandogli emozioni forti con il “vedo non vedo” delle espadrillas. Sono cose che non si prestano ad esser scritte, voi capirete.

Che poi, a pensarci, questo preambolo oltre che vanitoso è anche inutile perché i fedelissimi, nonché numerosi, lettori sono anche fedelissimi, nonché numerosi, interlocutori già aggiornati dal vivo. Pazienza, qualcun altro magari gradirà.

Per aggiungere qualche nuova vanteria e motivare il titolo di questo post, vi informo che sarò forse ammorbidita dagli arancini e dai cremolati, ma sfoggio un look abbronzatissimo e biondissimo al 90% frutto del mare e che sta mietendo conquiste a tutto spiano. E, come al solito, parliamo di signore conquiste di prima qualità!

Ad esempio, lasciate che vi racconti della cena dei cretini avvenuta di recente. Per qualche giorno sento nonno confabulare losco a proposito di una gozzoviglia di lusso da lui organizzata con google, a cui ovviamente io non sono invitata nonostante interagisca anche io con i suddetti googleani, ma vabbè. La sera prima però il vecchio manda una mail di gruppo chiedendo di fargli sapere solo se non possiamo venire, perché ormai ha prenotato il raffinatissimo ristorante; io allora, facendo parte dei destinatari, domando se sia inclusa nell’invito e lui con aria da pizze mi fa: “Mmppfff mmmmpppffff per caso tu partecipi al meeting sulla revisione trimestrale? No, e allora cazzo vuoi mmmpppfff mmmppppffff” Al che lo mando a cagare e lui: “Mmpppffff beh se vuoi puoi pure venire, del resto conosci tutti, clienta inclusa, ma certo sta a te se vuoi imbucarti e fare ‘sta figura di merda mmmpppfffff mmmppfffff” e lo rimando a cagare.

Il giorno successivo, dopo il meeting i miei colleghi tornano acchittati e bellissimi (lui con panza a vista, un tipo magro e alto amorevolmente chiamato “pennellone” con camicia a righe che su di lui aveva una riga sola, culona gonna a tubo che evidenziava il mitico vitino da vespa, camicia bianca e chignon, tocco finale il foularino da hostess della Culonair “l’unica compagnia aerea che stenta a decollare”, slogan cortesia di Pupillo), nonno inoltre è incazzato come una biscia (pare che qualche blogger abbia scatenato un casino col cliente usando una mail a suo nome, il vecchio è fuori di sé) (prima che pensiate male, no io non c’entro niente, ma non nascondo che mi piacerebbe stringere amicizia con il vero colpevole) e con voce melliflua mi chiede: “Allora, che hai deciso? Ci degni della tua presenza stasera?” Io gli dico: “Ovviamente no, dopo che mi hai scoraggiata” e lui monta un casino mai visto dicendo che si rifiutava di prendere parte ai miei “giochetti psicologici”. Vabbè. Poi arriva l’hostess della Culonair a insistere e mi presta pure degli unguenti olezzanti visto che puzzo, avendo sudato tutto il giorno nel nostro ufficio senza aria condizionata perché in Inghilterra non si usa (manco sono vestita elegante fra l’altro, ma tanto il resto della ciurma è peggio), al che accetto la sua cortesia dato che il posto sembra buono (ristorante italiano in un quartierino chic) e il vecchio è piccatissimo. Questi i commensali: due googleani noiosisissimi, pennellone e un’altra tipa che se fanno un sonno mai visto, Culonair col sorriso a 32 denti non stop, il vecchio rubizzo per l’alcool e per lo sforzo di fare il carino coi clienti mentre è evidente che je rode, la clienta già nota e un cliente indianetto a me sconosciuto. Tanto per gradire mi piazzano costui accanto e che succede? Prima, super aggressivo, mi cazzia e poi ci prova chiedendomi persino il numero. Io giammai vorrei darglielo, ma sono costretta per dovere di agenzia. Per fortuna che il marpione vive a Dubai, sennò andubai je volevo di’. Che nervi!

Nonno nel frattempo non si è perso una virgola e, appena soli, disapprova che l’indianetto ci abbia provato con me accusandomi del fattaccio, come se l’avessi adescato io sfoderando una tetta e poggiandogliela sul cellulare. Il giorno dopo ha già diramato in ufficio il comunicato stampa dal titolo “Famosa sgualdrina che siede accanto a me seduce rispettabile uomo sposato, nonché padre di famiglia” e, quando io lo cazzio, replica che lui sta solo riportando l’episodio scandaloso in cui, ancora una volta, mi son distinta.

Mi sfogo con Pupillo e lui dice che da uno che non scopa, cosa vogliamo mai aspettarci. Mi sfogo con Clint e lui dice che devo cambiare lavoro. Mi sfogo con Fritz e lui dice che nonno è geloso, che non scopa e che devo cambiare lavoro. Nel frattempo, per aiutarmi a mantenere alta la mia reputazione, mi dà un rossetto rosso rubino firmato dal brand dei cappotti.

Io avrei preferito mi omaggiasse di cappotti stessi, o al limite di un bel maglioncino di cachemire, ma è pur sempre un suo regalo e dunque ringrazio. Oltretutto è il primo, in un anno che lavora lì e che fa lo stronzo, per cui lo prendo come The Event nell’Epopea dei Cappotti e come un buon inizio. La scatolina poi è bellissima, con chiusura magnetica e il rossetto è scolpito con le losanghe delle fodere dei cappotti quindi come faccio a non innamorarmi? Concluderei con un “rossetto donato, lo si mette in bocca” ma temo di suonare un tantino provocatrice, rischiando di esser fraintesa. Posso perciò solo salutarvi dicendo che il colore mi sta benissimo e che vi informerò delle prossime vittime mietute dal mio fascino, reso ancor più fatale dalle vermiglie labbra.

Sempre che non vi aggiorni prima nonno al riguardo.

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2 risposte a Femme fatale

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Il nonno magari vi vedeva già su qualche tassì londinese, di quelli che piacciono a lui…

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