Mala(ta) fìmmena

Nella settimana appena trascorsa sono caduta malata quasi tutti i giorni, di un malanno diverso ogni volta. Sospetto che qualcuno possieda una bambolina voodoo con le mie sembianze e si diverta a punzecchiarla qua e là, e in certi casi questo sospetto è diventato quasi una certezza ed è ovviamente ricaduto su nonno.

Narriamo i fatti con ordine. Lunedì, con un po’ di ritardo sulle previsioni di nostrofigliopuntoit (che io uso per scopi opposti a quelli previsti), mi parte il ciclo con annessi dolori potenti che mi regalano un colorito cereo e un umore assai poco affabile. Il vecchio mi apostrofa con un galante “sei il ritratto della gioia, che c’hai?” e quando glielo dico si tappa le orecchie e inizia a fare “lalalà” perché le mestruazioni femminili sono il suo argomento tabù e quando le sente nominare impazzisce. Martedì, forse punita per aver osato menzionare questa oscenità, mi prendono le fitte ai fianchi di cui parlai nel post precedente che mi inchiodano prima alla sedia, poi al divano di casa finché non arriva Fritz ad accudirmi. Mercoledì passa quasi indenne, commetto però l’errore di dire al vecchio che sono stata soccorsa da un infermiere privato e giovedì, nel bel mezzo di un meeting ad Amsterdam, mi colpisce una cistite fulminante che mi fa correre al bagno a orinare sangue e lacrime. Sono bei dettagli, lo so, e ho pensato di condividerli per attirarmi la vostra simpatia. Vorrei anche farvi notare che, quando finalmente raggiungo l’aeroporto per tornare a Londra dal monuril, tre energumeni della polizia olandese mi fermano e trattengono in un angusto stanzino perché non gradiscono la mia carta di identità e un altro po’ perdo l’aereo. Venerdì sto ancora scontando i postumi di tutto ciò e nonno mi dice che è colpa mia che ho abbandonato il luogo di lavoro martedì per andare a fornicare con il mio fuck buddy. Non che lui sappia niente di tutto ciò o che siano affari suoi, ma ci tiene sempre ad esprimere il suo parere sulla mia vita sessuale.

Decido che ne ho avute abbastanza per una settimana e mi lascio convincere ad andare a ballare con le donne perché sono così depressa che è meglio esserlo mezza nuda e mezza vestita di paillettes, che in sottoveste sul divano e inaspettatamente la serata è piuttosto simpatica. Essendo andate a west, bisogna sganciare una piccola fortuna per l’ingresso al locale e per la prima consumazione ma poi tutte le spese ricadono sulle spalle dei danarosi provoloni presenti ed inizia il tunnel del divertimento: all’inizio rimorchio un biondo con palesi problemi mentali e probabilmente gaio, poi è la volta di un duo di olandesi di cui uno noiosissimo e l’altro invece cordiale, poi uno dalle fattezze che ora ho completamente rimosso mi prende in braccio e sta per trascinarmi via ma riesco a farmi salvare dalle donne, poi arriva un nero altissimo e dalle fiata super alcolica che mi offre da bere e, mentre siamo al bancone, mi abborda la copia bionda e inglese di Massimo Ranieri e poco ci manca che si avveri il mio sogno proibito della rissa in mio onore. Il Ranieri infatti esordisce presentandosi e, gettata un’occhiata di sfida al nero, mi chiede se stia con lui e io scrollo le spalle dicendo che chi lo conosce questo; il nero, giustamente sentendosi coglionato perché do corda ad un altro mentre lui paga il beveraggio (Cosmopolitan, per la cronaca, essendo l’unico drink con il succo di cranberry utile a combattere i sintomi della cistite), mi chiede che cazzo stia facendo e io serafica rispondo che sto chiacchierando e che chi lo conosce Ranieri; i due allora attaccano una conversazione per soli uomini composta prevalentemente da grugniti e spintoni, il Ranieri ogni tanto mi fa l’occhiolino e il nero reagisce cingendomi le spalle col braccio per ribadire la sua priorità; io nel frattempo mi giro dall’altra parte e trovo un pelato ubriachissimo che vuole offrirmi un’altra consumazione ma, modesta, rifiuto spiegando che ha già provveduto il nero, il quale a questo punto ha smesso di strattonare Ranieri ma si è lanciato in un’interminabile invettiva, così noiosa che a una certa gli chiedo di tornarcene indietro ma lui mi liquida spiegando che “sono cose da uomini” e che io donna dovere aspettare zitta e buona, al che mi rompo le palle e li pianto là, per ritrovare gli olandesotti che mi invitano a danzare. Scolato il Cosmopolitan in un sol sorso, mi lancio nella pista e risbuca il nero, venuto a riscuotere il tributo per il drink offertomi e si intuisce dal suo sguardo aperto e sincero che si aspetta di essere ricompensato con la mia virtù perché tende la mano deciso; i due olandesi a loro volta tendono le loro perché la vogliono aggratis e io che faccio? Batto il cinque a tutti e, con una piroetta, batto anche la ritirata e mi scontro con un danese che ha intenzioni ballerine anche lui ma ormai mi fanno malissimo i poveri piedi calzanti scarpe dai tacchi vertiginosi e gli propongo di sederci fuori all’aria e il giovanotto non se lo fa ripetere due volte. Ci piazziamo su un gradino e il tipo mi offre una sigaretta, io non fumo ma ho deciso che non si rifiuta niente in questa serata del mignottaggio e dunque accetto fingendo di aspirare. Arriva il compare compatriota del danese e si accomoda accanto a me, mentre l’amico mi palpa un ginocchio per ricordarmi che c’era prima lui. L’altro però è più spigliato e presto domina la conversazione, spiegando che lui ha 26 anni e che il compagno solo 22, età che crede abbia anche io. Mi tocca disilluderlo e rivelo che, ahimè, sono un tantino più grande di loro perché ne ho ben 27. Evidentemente il fascino della donna matura colpisce perché mi invitano nel loro appartamento incasinato da studenti a Primrose Hill ma io declino, visto che a 27 anni queste cose non sono appropriate.

Insomma, per farla breve non ho limonato nessuno ma mi sono divertita tantissimo, per una volta, a fare la stronza e la gallina dato che nella vita reale sono troppo buona e avevo bisogno di compensare. Chissà che non serva da training per diventare finalmente anche un po’ cattiva.

Magari dovrei comprarmi questa bellissima maglietta:

goodgirls

O, ancor meglio, questa:

goodgirlgonebad

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2 risposte a Mala(ta) fìmmena

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Per una volta…

    Il Ranieri l’avrei voluto vede.

    Ma poi perché “il nero”? Razzista.

    “Non fate gli spiritosi che ve carico de compiti a casa e ve faccio neri. Va bene?”.

    ..

    “Ma militare o limitare?”

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