Non ci sono più i maschioni di una volta

Pupillo mi prendeva in giro perché, secondo lui, toppo nell’immaginare i dialoghi fra uomini. Ebbene, a un anno di distanza da quel post è stato dimostrato che ho, come sempre, ragione da vendere invece.

Sarà colpa di questa spietata società metropolitana dei consumi e dei profumi, sarà il buco dell’ozono, saranno gli ormoni impazziti, ma qui più vado avanti più mi sembra di essere circondata da ricchioni.

Vi riporto un recente esempio. Sere fa ero in un pub con quattro moschettieri: il depresso Pupillo, un amico di Pupillo, un francese porcissimo e un suo compatriota somigliante a Totti ma molto checca. Mi stavo facendo due palle così, in quanto Pupillo era chino sul cellulare a sfogliare con l’amico immagini di donnine discinte, il francese mi faceva gesti osceni mentre il compagno probabilmente gli strizzava le chiappe. All’improvviso, ecco farsi largo una figura fra la folla ubriaca. Quel trench nero con fodera rossa da vampiro mi sembrava familiare, infatti dentro c’era Fritz. Il nostro, udite udite, la sera prima mi aveva finalmente portata a cena fuori per festeggiare il mio compleanno, con soli sei mesi di ritardo. Fra una chiacchiera e l’altra, era uscito che mother pensa che Pupillo sia bello come un modello e che una nostra amica gli ficcherebbe volentieri la lingua in bocca. Fritz aveva ridacchiato con aria mondana di questi innocenti pettegolezzi, ma essendo di fondo un rosicone si era sicuramente ingelosito e piccato. Cosa è successo dunque? Fritz mi ha salutata bruscamente, per poi rivolgersi subito a Pupillo e dare luogo alla seguente scenetta degna delle migliori stronzette liceali dei film americani:

          Pupillo! Quanto tempo! Ma come sei diventato bello, sembri un modello!

          Fritz, tesoro! Sarà passato almeno un anno da quando ci siamo visti l’ultima volta, che piacere!

          Non dirmelo! Posso ficcarti la lingua in bocca?

Pupillo a quel punto ha schioccato due bacioni sulle guance di Fritz, che debbo dire ha accusato il colpo indietreggiando imbarazzato.

          Ti pensavo, Fritz, sai? Vorrei proprio un bel cappottino nuovo. Quando mi porti a fare sciopping?

          Ma quando vuoi, carissimo! Telefonami pure che andiamo di corsa.

Io a quel punto ho tirato due schiaffoni sulle guance di Fritz, che debbo dire ha accusato il colpo indietreggiando.

          Uè, che manesca. Su, che queste sono cose da uomini.

I due campioni di virilità, finita la performance, hanno poi esaurito gli argomenti e sono rimasti a fissarsi come baccalà. Mi è toccato dunque salvare Fritz portandolo al bancone, dove ha iniziato subito a cicalecciare chiedendomi se si fosse capito che scherzava e temendo che Pupillo l’avesse preso sul serio. Io gli ho detto che dopo quei baci non poteva stare tranquillo e lui nel panico mi ha offerto da bere, rovesciando poi mezza birra sullo sbalordito amico di Pupillo.

No comment. Ma dove sono finiti gli uomini duri e puri di una volta, mi chiedo. Quelli che fanno a botte, magari dopo uno scambio di battute tipo questo:

          Aò ancora qua stai? E vattene!

          Tu nun me devi spigne… Hai capito? Nun me devi spigne…

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3 risposte a Non ci sono più i maschioni di una volta

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    – Pupillo! Quanto tempo! Ma come sei diventato bello, sembri un modello!
    (Pupillo: ma come è gentile, quasi quasi ce faccio n’pensiero)

    – Fritz, tesoro! Sarà passato almeno un anno da quando ci siamo visti l’ultima volta, che piacere!
    (Pupillo: fammi ricambià, che sennò pare maleducato)

    – Non dirmelo! Posso ficcarti la lingua in bocca?
    (Pupillo: beh mo non esagerà… anzi, mo so cazzi tua)

    Smack. Smack.

    – Ti pensavo, Fritz, sai? Vorrei proprio un bel cappottino nuovo. Quando mi porti a fare sciopping?
    (Pupillo: cerchiamo di far fruttare quest’incontro)

    – Ma quando vuoi, carissimo! Telefonami pure che andiamo di corsa.
    (Pupillo: mmm… me sa che questo me sta a cojonà. Come quando mi promise lo zirconio)

    Slap. Slap.

    – Uè, che manesca. Su, che queste sono cose da uomini.
    (Pupillo: Ma che spreco, io avrei fatto pat pat)

    Ora che abbiamo tutta la storia, sulla eterosessualità di Pupillo ci si può proprio mettere la mano sul fuoco.

    • Cupcake ha detto:

      Calcola, questo commento assai spassoso mi ricorda uno di Piergiorgio nel lontano 2011 (al post “Conigli a primavera”, fyi). Mo so cazzi tua e dell’eterosessualità.
      Inoltre direi che per far fruttare l’incontro ci vorrebbe dello sciampàgn. Per brindare a uno zirconio. Pat pat.

  2. Pingback: Il più pulito c’ha la rogna | Tacchi alti e sampietrini

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