La febbre del sabato sera

Io ho un uomo da cui fuggire. Non è figo, non è disponibile, non ha molta voglia di uscire. In compenso è disonesto, paraculo e fedifrago. Finché ho tenuto una condotta irreprensibile da brava ragazza tranquilla con la tisana, a casa a fare la calza, capirete anche voi che questa fuga non mi riusciva molto bene. All’improvviso, però, qualcosa è cambiato: ho mosso le chiappe e me ne sono andata in giro. Ho trovato una banda di spostati come me, sìngol come me, arrapati come me con cui fare i tinègers, con la differenza che, rispetto a quando eravamo veramente adolescenti, ora abbiamo tutti molti più soldi e nessun orario. Inutile che ve lo dica, nel gruppo si annoverano pezzi da novanta come Putney e Padovana, maestre nell’arte dello zoccoleggiare e degli stupefacenti, e anche il nostro Pupillo, che è ancora un timidone al confronto però se non altro ha intenzioni porche pure lui. Indi per cui, spesso e volentieri ce ne andiamo a ballare, cosa che io pensavo di non saper fare, e addirittura a cuccare.

Io ho fondamentalmente molto stile, ovvero mi faccio offrire mille beveraggi, talvolta persino taxi, senza sganciare nulla. Manco a dire che faccio la profumiera perché chiarisco sin dall’inizio se non sono interessata, ma questi bei tomi insistono per essere generosi e allora chi sono io per fermarli? L’unico donwside è che il giorno dopo ho dei postumi da sbronza da paura, ma anche qui ci sto lavorando. Ad esempio scrocco solo Cuba Libre, con la coca cola che previene la nausea, o Cosmopolitan, con il succo di mirtillo rosso che previene la cistite. Ci tengo alla salute.

I miei amici ci danno dentro come matti, ci son state varie limonate e tanto divertimento. Padovana ha spogliato tutti i maschi che le capitavano a tiro, Putney ha palpeggiato culi qua e là, visto che è piccola e insidiosa, Pupillo ha finalmente smesso di stare attaccato al telefonino a guardare foto di donnine ma interagisce con donne vere. Iniziando da un travestito, ma si hanno opinioni discordanti su questa storia.

Che ho rimediato io, so far? Innazitutto un bellissimo venticinquenne. Un tipo sboccato e un po’ coglionazzo ma grandissimo figo, mille punti di autostima solo per questo. Poi ieri ho conosciuto un altro soggetto niente male, che merita il racconto sul blog essendoci una domanda finale per voi lettori (domanda un po’ retorica, visto che l’unico commentatore è Pupillo).

Ero a una festa in una casa, di solito mio teatro di conquiste preferito, ma ieri non ero proprio dell’umore e avevo aspettative zero, in quanto piagata da un orrendo torcicollo e consapevole che ci sarebbero state in prevalenza donne. Così era: una volta arrivati, io e Pupillo ci troviamo di fronte un gineceo di folli baccanti ubriache, alcune delle quali saltano immediatamente addosso a lui con sua grande gioia. Io, a quel punto, da brava mamma lo spingevo a fare il provolone, lui ci ha messo un po’ ma finalmente la lingua in bocca l’ha ficcata ad una. Su costei torneremo dopo perché c’è una storia interessante dietro. Mentre il nostro limonava, io inizialmente abbordo l’unico che sembrava decente, un ungherese pazzo e barbuto, di cui però mi stufo presto perché troppo strano e un probabile fan dell’approccio “quando ti piace una donna, insultala”. ‘Sto fesso infatti mi rivolgeva sì complimenti, tipo “che occhi grandi che hai”, ma allo stesso tempo mi cazziava a buffo, tipo “se dici che Roma è la città più bella del mondo vuol dire che sei ignorante, perché non le puoi aver viste tutte, e pure arrogante”. Io ho pochi valori nella vita, la pasta e Roma sono fra quelli per cui toccami la capitale e sei morto. Insomma l’ho piantato e mi sono messa a socializzare con una ragazza italiana simpatica. Fra una chiacchiera e l’altra lei mi dice che è fidanzata, io che devo fuggire da uno cesso e fedifrago e lei ha pensato bene di darmi una mano, quando ha fatto la sua apparizione er principe: un manzo alto 2 metri e passa, biondo, occhi azzurri e barbetta stile Kim Rossi Stuart. La tipa lo conosceva e subito mi ha proposto di andarci a parlare, per potermi presentare. Quando le donne non sono ostili ma sono invece generose debbo dire che mi stupisco piacevolmente. Ci siamo avvicinate così al bellimbusto, che avevo indovinato essere inglese dal suo abbigliamento folle: maglietta nera, giacca nera con fazzoletto bianco nel taschino, una fusciacca damascata annodata sul collo che pensavo facesse parte della maglietta, invece poi lui mi rivelò essere la cravatta regalo dello zio d’America che lui annodava a tal guisa. Con la mia solita delicatezza, gli ho detto che sembrava un gentiluomo di campagna, il che per me era un insulto ma lui non l’ha preso come tale perché mi ha parlato praticamente per tutta la sera. Donnacce arrivavano a frotte ad abbordarlo, lui non era troppo reattivo, salvo essersi spizzato una pacchianissima russa con una maglia rossa. Si è concentrato però su di me, dandomi modo di cogliere alcune preliminari informazioni sul suo conto: è un avvocato, gli fa schifo perché vorrebbe fare lo scrittore di guide turistiche invece, ha anni 32 e, essendo belloccio, ha l’aria di uno che non si è dovuto mai sbattere per essere simpatico. Essendo io purtroppo fan dei cessi con personalità, mi ci stavo discretamente annoiando. Inoltre era così alto che per parlarci mi aumentava il mal di collo. L’atmosfera si è un po’ rivitalizzata quando una tipa ubriaca come la merda, con un tremendo vestito leopardato rosso, barcollando sbaciucchiava tutte le femmine presenti. All’inizio mi aveva ignorata, poi però mi si è data una bella ripassata, con grandi commenti entusiasti dello spilungone. Inoltre abbiamo scoperto che la sciroccata che si limonava Pupillo, una ex velina fra l’altro (motivo per cui il nostro attendeva questa festa con ansia), era amica dell’alto e a una certa i due si sono avvicinati. La pazzerella prima racconta al bellimbusto di aver baciato Pupillo, lui risponde che ha notato, poi inizia a palparsi me per pepare un po’ la situazione. Mi faceva volteggiare nelle danze, nel frattempo toccandomi culo e tette e dicendomi che ero bellissima, io la lasciavo fare perché era troppo divertente vedere un preoccupatissimo Pupillo con gli occhi di fuori che mi diceva: “Aò, mica te la farai tu ora?”. Avendo però puntato il noioso, gliel’ho lasciata e, chiacchiera che ti chiacchiera, questo se ne esce che vuole invitare a cena me e Pupillo, essendo lui “tanto un bravo e bel ragazzo”. Noi accettiamo perché quando si tratta di mangiare non ci tiriamo mai indietro. La festa prosegue finché tutti iniziano a vomitare negli angoli, al che capisco che si è fatta l’ora di andare e pianto baracca e burattini. Il belloccio si stupisce che lo abbandoni così e ribadisce il suo invito. Io rinnovo il mio sì e lui promette di prendere accordi con Pupillo. Così fa perché alle ore 3 del mattino Pupillo mi manda il numero, missione compiuta.

Ora, la mia domanda è: chi dei due punta questo? Sarà ricchione o no? Già una volta io e Pupillo fummo abbordati in coppia, si trattava del Mandriano che poi si è rivelato etero, in quanto un’altra, gelosa delle attenzioni che lui mi elargiva, gli saltò addosso e se lo fregò. Non che mi interessasse, essendo stata io fedele al vecchio indisponente. Ma adesso questo che vorrà? Un modo per capirlo sarebbe imbucare culetto A.M., ma sicuramente lui direbbe che è ricchione anche se quello non dovesse provarci con nessuno, per cui no. Cosa ne pensano i fedeli lettori? Io dico che lo scopriremo solo mangiando…

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3 risposte a La febbre del sabato sera

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    “Non è figo, non è disponibile, non ha molta voglia di uscire.”

    Non dovrebbe essere difficile darsela a gambe.

    Comunque è riuscita a fare apparire pupillo un cojone anche quando realizza il sogno di Notting Hill, e non per questioni di vicinanza al neighbourhood.

    Vo a parlare con Spike che è mejo.

  2. Pingback: Seo rinasco | Tacchi alti e sampietrini

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