Qui davanti a te, Giulio Cesare

Deve essere un momento in cui la nostalgia veleggia nell’aria, perché nel giro di pochi mesi le rimpatriate fra compagni di scuola stanno fioccando come non mai. Quella delle elementari-medie è stata fantastica: eravamo tutti terrorizzati di trovarci di fronte chi al bulletto che ti tirava amorevoli sassate, chi alla vamp che ti ha spezzato il cuore dividendo la merenda col bulletto, chi alla classe intiera che pensava che eri grassa e pure secchiona.
Che poi, non c’è niente di male ad avere un sano appetito da bambini e vorrei puntualizzare che non ho mai studiato granché, era principalmente culo (aiutato dalle merendine).
Insomma, ci siamo incontrati col fiato sospeso ma ci siam sciolti all’istante e la serata è stata piacevolissima e piena di grande affetto. La rifaremo presto in onore del mio compleanno con fiumi di alcol e supefacenti in quantità. Non vedo l’ora.
L’altra reunion in programma è con i compagni del liceo. Non so ancora se mi riuscirà di andare, ma nel frattempo ci stiamo scrivendo su faccialibro per aggiornarci sui “fatti salienti delle nostre vite negli ultimi 15 anni”.
I “fatti salienti degli ultimi 15 anni”, sì.
A parte che questi sono i miei primi 15 anni, cari compagnucci se mai vi sarete presi la briga di giungere su queste pagine ecco a voi quello che, ora lo capirete, non poteva esser riassunto su faccialibro tanto facilmente. Insomma, come avrei potuto scrivere in poche righe che:
– mollo il mio fidanzato storico perché era un brav’uomo ma si lamentava che fossi grassa e sessualmente era pessimo
– rifiuto una proposta di matrimonio da un altro, mesi dopo, e quello mi stalka e lancia un po’ di maledizioni, che spero siano esaurite ora che è felicemente accasato
– mi trasferisco a Londra e finisco nelle grinfie di un mariuolo inglese, che mi ruba un sacco di soldi prima di fuggire con un’altra
– il mio primo capo alias Pala-Dino gli vuole menare
– dopo un anno di insulti (suoi) mi ridà i soldi e li investo in un paio di scarpe nere di vernice, Christian Louboutin
– le Louboutin sono state calzate numero volte due, essendo scomodissime, e ora fanno bella mostra nel mio salotto (e se ne preserva la suola rosso fuoco)
– il mio primo conquilino, all’apparenza grandissimo provolone, mi ha baciata ma era gaio
– ora lavoriamo insieme e si accompagna al mio migliore amico (eterosessuale) in locali fru fru
– son sempre stata contraria alle storie sul lavoro ma ho fatto una strage di cuori (principalmente il mio)
– iniziamo da uno che si spaventa dopo un bacio a mezzanotte e sceglie di diventare amici
– anni dopo si mangia le mani ed emigra in Australia
– proseguiamo con un altro che mi presenta agli amici e annuncia alla famiglia come donna della sua vita, per poi fuggire con la gemella di una che non gliela dava e rimanere in bianco anche con questa
– Pala-Dino gli vuole menare
– a Roma faccio urban sex con un birminghese che diventa poi il mio primo e unico trombamico
– la cosa funziona perché è birminghese e non ci becchiamo quasi mai
– dopo una serie di donnacce cattive e psicofarmaci, ora il trombamico è felicemente innamorato di una delle Seychelles conosciuta in un sito di scacchi
– finisco nelle grinfie di un altro grande amico, che a furia di darmi una spalla su cui piangere è passato a consolarmi col corpo tutto
– questo corpo tutto non è proprio bellissimo, ma nonostante ciò il nostro mi tradisce plurimamente e lo vengo a sapere da una delle donnine del club
– la fanciulla in questione è bigusto e mi propone un bello scambio: io al posto di lui
– poco ci manca che ci casco, nel frattempo comunque mi si spezza il cuore
– Pala-Dino gli vuole menare
– mi dedico al vortice del sesso occasionale per dimenticare e mi cucco trombamico, un ragazzino bellissimo ma poco delicato e un feticista (da dimenticare) che in quanto ad ars amatoria se la batte col mio fidanzato storico
– torno a rivolgere i miei sguardi in ufficio e mi rimorchio un nerboruto
– la passione è a mille, anche quella della sua ragazza alias il viados che lo minaccia di morte
– scarico il fedifrago ex amico, dopo aver saputo che continua a tradirmi
– lui ancora non lo sa, in quanto è sparito per sicurezza
– il mio nuovo capo è una discreta checca che fa abbondante uso di cocaina, a parte questo non è una cattiva persona
– il tipo che sta con quella che non gliela dà diventa una star del blog in quanto mi perseguita a causa della sua frustrazione sessuale
– è sbucato un birraio che non si capisce cosa voglia, a parte mangiare a sbafo e regalarmi una gatta
– mi sono data alla buona musica e alla letteratura
– mi sono regalata un altro paio di Louboutin, color cipria, solo perché me le meritavo
– Pala-Dino sta per emigrare a nuova York, ma per fortuna ora sono una donna nuova e ho detto basta al colesterolo e agli uomini brutti e cattivi
– l’oroscopo dice che nel 2014 inizierò l’amore della mia vita
Cari compagni del Giulio Cesare, mi sa che questi bei racconti non si prestano nemmeno al nostro aperitivo. Giusto se tirassimo fino all’alba, perché “le canne delle sei non fanno male”…
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3 risposte a Qui davanti a te, Giulio Cesare

  1. Faffa ha detto:

    Tutte queste cose sarebbero da dire dopo il secondo spritz, tutte d’un fiato e poi scappi via, lasciando a bocca aperta e un po’ interdetti tutti quanti, che ne parleranno per anni. Diventerai protagonista di poemi epici e ballate sulla libertà delle donne!

    • Cupcake ha detto:

      Che onore, il tuo primo commento! 🙂 Hai ragione, dovrei tenere una conferenza stampa e poi fuggire, per lasciare che sia il mio account twitter a parlare per me.
      Ma toglimi una curiosita’: perché l’indirizzo email con un secolo in piu’? 😉

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