I was at home last night

Fino a poco tempo fa, quando mi chiedevano se tornerei mai a vivere a Roma ero prontissima a rispondere di no. Ora ci ho passato solo tre giorni e mi sono innamorata di nuovo della maggica, come si fa? Sono stupita di questo desiderio improvviso, specialmente perché Londra non ha affatto perso il suo fascino ai miei occhi, men che meno l’indipendenza e la libertà che ho qui. E’ meno di un’idea, diciamo ancora una fantasia, ma per la prima volta da tanti anni ho pensato che non sarebbe una brutta cosa tornare. Forse influisce che è uno di quei momenti in cui i miei amici albionici se ne stanno emigrando altrove, Putney ad esempio è proprio a Roma e vederla lì con Cagona mi ha fatto un certo effetto. Forse è che mi son rotta i coglioni da tempo a lavoro e vorrei un cambiamento, ma quello si può trovare benissimo qui. Forse mi son stufata di dovermi sempre difendere, o di controllare le mie battute spinte o gli schiamazzi e mi piace rilassarmi ed essere più me stessa con le persone che mi conoscono da una vita. Forse ho esagerato col bere e con le erbe e felicemente intossicata com’ero mi son fatta passeggiate lunghissime in centro incantandomi ad ogni angolo e pensando che questo posto è casa mia. Gran parte del merito è della rimpatriata n.2 debbo dire, e ora che ho detto che sto scrivendo dei miei compagnucci delle elementarsi ho ricevuto una coro di messaggi che diceva: “parla bene di me, eh!”
Che timori infondati. A gran richiesta allora descriviamoli questi compagnucci: partiamo da GP che vorrebbe anche una sua foto sul blog ma qui si rispetta la privacy, ma a voi lettrici donne lo dico è un ottimo partito, esacamere, buon gusto per i gioielli e di poche parole; c’è poi la mitica AS che con skills da detective da far invidia a miss Marple ha stanato tutti quelli che faccialibro non raggiungeva e ci ha riuniti dopo un ventennio; la Francy che è sempre super in tiro, fa la psicologa e, con il suo permesso, si è fatta paragonare a questo personaggio (minuto 3.30 in poi); il buon LSS che anche a distanza di anni conserva il suo carisma e riuscirebbe a farsi ricevere anche dalla regina; rimanendo in tema nobiliare abbiamo il piccolo Lord che, seppur da bambino disdegnasse i cotillons dei compleanni, ora sfoggia maniere impeccabili e una conoscenza dei mejo locali londinesi; Ruggio che è il gigante buono e salutista, condividendo con me la passione per le tisane alla erbe; Saccu e il Giulivo che stavolta non c’erano ma hanno partecipato in spirito e così la Vale che è comparsa alla preview, in ottima forma, anche lei amante dei rimedi naturali.
Mentre passeggiavo per Roma, un po’ brilla, saltellando sui sampietrini per la prima volta dopo anni mi sono sentita davvero a casa e ho pensato che non volevo ripartire. Ancora ho un po’ di nostalgia e una mezza idea di ritornare, ma dall’altro lato ho paura perché non mi sento pronta per rinunciare a Londra e all’avventura. La mia città di adozione deve avermi sentita perché mi ha accolta con una domenica di pieno sole e caldo, in cui gli inglesi come al solito si sono denudati e sono corsi a frotte nei parchi a sfoggiare le loro pance mantecate nella birra. Sono bei momenti, ed è commovente notare quanto in questo paese impazziscano per un raggio di sole. A lavoro è una settimana pienissima, l’unico intrattenimento è il Nerboruto che mi ha cantato “happy birthday” vestito di bianco come Marylin Monroe ed è tornato alla carica con la seduzione. Ovvero mi ha offerto il suo pesce, che sa che mi piace. Nel senso di salmone affumicato con l’insalata. Son soddisfazioni anche queste.
Ma la vera novità è che, di punto in bianco, hanno iniziato a fioccarmi appuntamenti galanti da ogni dove. Il primo è un tedesco che sembrava un po’ serio invece, una volta scioltosi, non è malaccio; il secondo un inglese che invece pare un coglionazzo perché non capisce una battuta che sia una. E sì che io abbondo di sense of humour. Non so come sia finita dentro quello che gli inglesi chiamano il dating, ma tutto sommato è divertente per cui per ora ci rimango.
Ho deciso solo di aspettare un mese, prima di decidere se considerare l’ipotesi di tornare a Roma. In questo momento mi mancano moltissime cose, ma nello stesso tempo temo che non riuscirei ad adattarmi più, che mi sentirei meno padrona della mia vita e vecchia prima del tempo se tornassi. E dunque sono di nuovo sospesa in un aereo sopra Parigi, a metà strada fra Roma e Londra.
Concludo con una considerazione profonda, già fatta in un post di qualche anno fa: alla fine dipende da dove si fa all’ammòre.
Sono sicura che il piccolo Lord potrà apprezzare questa finezza.

IMAG1987

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Una risposta a I was at home last night

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    “delle elementarsi (…) una coro di messaggi che diceva”
    che succede alla tuo italiano?

    Ile abbandona questa corpo!

    E non per fare i pignoli, ma a metà strada fra Roma e Londra ce sta Pompaples.

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