Il denaro dà la felicità

Lo scorso weekend ho fatto un patto con Pupillo: io l’avrei accompagnato venerdì ad una serata in culonia che prometteva di essere noiosa, lui sarebbe venuto sabato ad una serata in zona comodissima che prometteva di essere molto divertente.

Essendo l’affare così vantaggioso, ovviamente non se l’è fatto scappare. Venerdì ci siamo imbucati ad una festa piena di attorini arrogantissimi, la cosa divertente però è stata fingerci svedesi, per caso, e io per una buona mezz’ora stavo reggendo il gioco descrivendo le differenze fra Londra e Stoccolma e lamentandomi di quanto io sia abituata all’ordine e alla pulizia tipicamente nordiche. Pupillo poi ha svelato che siamo italiani e rovinato tutto.

Sabato invece è stato più proficuo, innanzitutto a livello di beveraggi. Non solo son riuscita a farmi offrire un sacco di drinks, ma il mio fascino ne procurava anche a Pupillo, in quanto amico mio. Abbiamo trascinato persino Tipino (ho scoperto che il soprannome “Padre” stava generando confusione con Father) con noi, non in pista ma almeno sui divanetti e si è divertito moltissimo ad assistere agli approcci di alcuni ragazzini italiani ricconi. Un successone. Dopo aver quasi limonato un irlandese, che sul più bello ha dovuto badare al fratellino ubriacone, e ottenuto il nome del barista (Oscar) che ci aprirà gratis le porte del locale, io e Pupillo abbiamo socializzato con un’altra cricca di italiani piccoli e danarosi che ci hanno portato in un mega grattacielo a sbevazzare e mangiare uova di quaglia tartufate, alla tenera ora delle 4 del mattino. Il mega grattacielo era zeppo di papponi e di mignotte, Pupillo ha passeggiato in mezzo a loro con aria osservatrice e, una volta congedatici dai nostri nuovi amichetti, sul bus mi ha sparato la seguente perla: il denaro dà la felicità, vedi questi che a 20 anni non hanno un cazzo da fà e si possono permettere un sacco di mignotte, abbiamo sbagliato tutto. Io ho detto: caro Pupillo, noi saremo anche più poveri ma abbiamo più possibilità di trovare il vero amore! Pupillo ha risposto: ma vaffanculo.

Me ne son quindi tornata a casa a piedi, dato che dal centro non passavano più autobus e fino alle 7 la metro era ancora chiusa, facendomi una splendida passeggiata all’alba per Hyde Park. L’atmosfera era bellissima: il sole che sorgeva, la luna che tramontava, una nebbiolina bianca che avvolgeva tutto e si dissipava, fiori che spargevano il loro soave profumo e uccellini che cinguettavano. Ero così commossa che mi sono imboscata dietro un cespuglio, vicino alla statua di Peter Pan, e ho fatto la pipì, rammaricandomi di non avere il telefonino con me per poter scattare una foto da mettere su Instagram.

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2 risposte a Il denaro dà la felicità

  1. Rino Gattuso, per qualcuno Orlando Bloom, per altri Federer, ma il top è Johnny Pepp! ha detto:

    Ho parlato con Pupillo, questo è il riassunto del suo pensiero:

    Inesattezza numero 1:
    La serata di venerdì prometteva anche meglio, in uno splendido locale posh di north london, in cui un paio di inglesi super ubriache andavano con intenzioni bellicose, peccato che pupillo nel viaggio tra splendido pub e locale posh si fosse già rotto il cazzo al solo pensiero di provarci con una delle due (tra l’altro manca anche l’antefatto).

    Inesattezza numero 2:
    se è vero che Pupillo ha smesso di parlare inglese/svedese a una certa, è anche vero che l’idea di fingersi svedesi è stata partorita dal suo immenso genio. Della serie, ‘io ti ho creato, io ti distruggo’.

    Inesattezza numero 3:
    se è vero che Pupillo ha scroccato 2 drink, è pure vero che tra giri vari e uova di quaglia gli sono partiti comunque quasi 50 sacchi.

    Inesattezza numero 4:
    (lady) Oscar, che deve il suo nome al grande Pettinari, di cui il papà era grande fan, non apre le porte. Sicuramente i negroni giganteschi (pupillo razzista!.. ndRGpqOBpaFmitèJP) che piantonano il varco d’entrata saranno ben felici di fare accomodare due sconosciuti solo perché pronunciano il nome Oscar.

    Inesattezza numero 5:
    il Kimchi Tango era pieno di cortesi e attraenti signorine dal grande portamento, stile ed eleganza. Per questo non avrebbero accettato le avance di chiunque, volevano la prova delle intenzioni serie dello spasimante di turno. Se sei disposto a pagare 4-500 sacchi per offrire loro da bere, ovviamente capiscono che sei lì perché particolarmente interessato all’articolo.

    Verità numero 1 (nonché unica):
    avete toppato tutto.

    • Cupcake ha detto:

      Inesattezza numero 1:
      La serata di venerdì prometteva anche meglio, in uno splendido locale posh di north london, in cui un paio di inglesi super ubriache andavano con intenzioni bellicose, peccato che pupillo nel viaggio tra splendido pub e locale posh si fosse già rotto il cazzo al solo pensiero di provarci con una delle due (tra l’altro manca anche l’antefatto).

      –> Le inglesi ubriache non ci hanno cagato e l’antefatto è che una di loro morse Pupillo mesi prima, e lui passata l’ubriacatura se ne è ricordato.

      Inesattezza numero 2:
      se è vero che Pupillo ha smesso di parlare inglese/svedese a una certa, è anche vero che l’idea di fingersi svedesi è stata partorita dal suo immenso genio. Della serie, ‘io ti ho creato, io ti distruggo’.

      –> Vabbuò, questa te la passo. Anche perché ci sarebbe toccato magnificare le polpette di Ikea a una certa, era un gioco duro da reggere.

      Inesattezza numero 3:
      se è vero che Pupillo ha scroccato 2 drink, è pure vero che tra giri vari e uova di quaglia gli sono partiti comunque quasi 50 sacchi.

      –> E che colpa ne ha l’Eroina di questo? Semmai ha limitato i danni.

      Inesattezza numero 4:
      (lady) Oscar, che deve il suo nome al grande Pettinari, di cui il papà era grande fan, non apre le porte. Sicuramente i negroni giganteschi (pupillo razzista!.. ndRGpqOBpaFmitèJP) che piantonano il varco d’entrata saranno ben felici di fare accomodare due sconosciuti solo perché pronunciano il nome Oscar.

      –> Saranno felicissimi, anche se non abbiamo la carta di identità.

      Inesattezza numero 5:
      il Kimchi Tango era pieno di cortesi e attraenti signorine dal grande portamento, stile ed eleganza. Per questo non avrebbero accettato le avance di chiunque, volevano la prova delle intenzioni serie dello spasimante di turno. Se sei disposto a pagare 4-500 sacchi per offrire loro da bere, ovviamente capiscono che sei lì perché particolarmente interessato all’articolo.

      –> Forse hanno sentito il commento n.3 e hanno fiutato le intenzioni allora…

      Verità numero 1 (nonché unica):
      avete toppato tutto.

      –> E basta co sto fingersi un’altra persona, troppa segretezza! Poi so io quella che mette le password al blog? Prendi responsabilità del tuo soprannome…

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