La rivincita dei biondi

Si dice che per far avverare un desiderio tocchi esprimerlo preciso. Il cosmo, a quanto pare, è molto letterale e più dettagli gli si danno, meglio è per evitare strane sorprese.

Ad esempio, quando voglio un uomo che mi prenda anima e corpo, dal grandissimo senso dell’umorismo, eccola là che mi becco un cessone, mini dotato e pure calvo. Avoglia a riderci su, poi.

Invece questa volta ho chiesto fortissimamente un uomo che, oltre ad essere decente interiormente, fosse soprattutto alto e bello. E con i capelli, tanti capelli. E munito di patente nautica.

Il cosmo ogni tanto ci sente perché, mentre ero lì che già fantasticavo su un discreto figo però potenzialmente stronzo e inoltre a +5000km, mi manda dal cielo un angelo. Stavolta non di nome, cari miei, ma proprio di fatto. Costui è bello, il più bell’uomo con cui sia mai stata: alto, biondo fulvo, occhi cerulei, magro ma fisicato, con gli addominali laterali da me definiti “il manubrio della bicicletta” e un culo di marmo. Questo dio greco è anche gentile, generoso, carpentiere e per qualche strano motivo mi vuole tantissimo. Io d’accordo che sono una matta intrigata solitamente da pazzi cerebrali che mi tormentano anima e corpo, in particolare da un figo tatuato e dai capelli dritti a +5000km, ma non sono poi tanto scema e, come rappa Eminem in “Lose yourself”, dico che quando si ha one chance, one opportunity to have all you ever wanted bisogna afferrarla senza pensarci. Mi ritrovo così ad invitare l’adone a casa mia per un tè e a ricevere il miglior motoscafo della mia vita.

In momenti così sei grata alla sorte e comprendi di aver sempre avuto dei gusti bacati, perché non si spiega come si sia potuto perder tempo e cuore con gente non degna di pulire le scarpe a questo divo del cinema anni ’50 catapultato nei giorni nostri. Il bellissimo è la nemesi di tutti i mostri che mi hanno trattata male: innanzitutto ha i capelli, stupendi, folti, biondi rosci che già solo quelli sarebbero sufficienti a ripagarmi di tante amarezze; è nato lo stesso giorno del tedesco ma a differenza sua non ha esitato un attimo a baciarmi; possiede un completo nero del brand dei cappotti che gli sta mille volte meglio che a chi sapete voi; è uno scafista eccezionale e prodigo alla faccia di chi non era in grado o non ci provava neppure. Il fatto che svolga un lavoro manuale poi lo rende non solo sexy, confermando in pieno tutti i cliché in materia, ma anche meno fulminato di questi aridi, loschi e molli capitani di industria dediti alla malsana promiscuità dello scintillante mondo dei media. Ovviamente non posso sapere ancora se sia veramente una brava persona, ma almeno per i primi cinque minuti lo è sembrato ed è già un buon risultato.

Io non so che intenzioni abbia, sembrerebbero buone ma si vedrà sul lungo periodo, non so se ci riveleremo veramente compatibili e se riuscirò a guarire definitivamente dai miei gusti bacati, però so che per ora voglio evitare di praticare il mio sport consueto, ovvero le pippe mentali, e abbracciare in pieno il noto detto latino: carpe diem. Soprattutto carpe.

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