Appuntamenti al buio – il menu di Settembre

In questo periodo sono stata molto impegnata con lo stress del lavoro e con la sua risoluzione, ovvero licenziarmi. Non ho avuto, fortunatamente, molte energie o spazio mentale per pensare agli uomini.

Il che non vuol dire che non mi sia data da fare, però.

Dopo la dipartita del bellissimo carpentiere (guerra all’anima sua), ho continuato a cazzeggiare sull’app e ho notato che ultimamente la desolazione dei tempi moderni è, se possibile, aumentata. Prima che mi tacciate di acidità, zitellaggio e astinenza, beccatevi questi articoli di un uomo e di una donna che spiegano il problema con grandissima competenza. Non so come funzioni di preciso il link fra blog, ma in caso leggessero vorrei ringraziare entrambi per l’acume e la tanta simpatia. Un po’ di sana comprensione e solidarietà fanno sempre bene.

Sbrigata la netiquette, torniamo al discorso di prima: scovare un maschio decente, anche solo per trombare. Penserete che per un bel donnino come me, intelligente e simpatica il problema non si ponga. E invece si pone eccome. Ultimamente, scorrendo il catalogo dell’app, ho passato in rassegna: cessoni, scambisti, tossici, ubriaconi, pitocchi e foto del cazzo. E quando dico “foto del cazzo” non intendo metaforicamente. Sarà la crisi del maschio albionico, sarà che ormai i cancelli sono aperti e circola troppa gente così che il livello di decenza umana scende, ma ho dovuto filtrare e filtrare prima di approdare ad una magica selecao la scorsa settimana. La tripletta con cui sono uscita ha portato però, come previsto, al nulla.

Il primo era un anglosalernitano che in foto aveva un che di Del Piero ma dal vivo un che di Pozzetto. Ha subito criticato il mio colore di capelli (troppo biondi, a suo dire) e la mia logorrea, quando è stato lui ad inondarmi di domande e ad essere un pessimo ascoltatore. Io ho mandato il segnale di non interesse, ovvero ho parlato tutto il tempo di altri uomini e di segni zodiacali e sembrava aver capito l’antifona perché il suo feedback fu: sei molto simpatica ma ho capito che non ci siamo piaciuti, magari diventiamo amici? Tempo una settimana e ha iniziato a farmi proposte indecenti, più io lo respingo e più lui insiste perché dice che sono “una sfida, una brava ragazza che non la dà a tutti e dunque garanzia di assenza di malattie veneree”. Ha inoltre aggiunto che fisicamente gli piaccio anche se “non è sicuro del mio carattere”.

Non so bene come commentare, per cui pensateci voi.

Il secondo, poverino, era educato ma un po’ troppo precipitoso, in quanto ci ha provato subito gettandomi in un tremendo imbarazzo. Gli ho detto che non sono interessata e lui si è congedato. Triste ma efficiente. E vorrei far notare che io almeno sono educata e mi spiego, mentre i maschioni che non hanno gradito me non si son presi manco la briga di farmelo sapere. Mancanza di gusto e di educazione, direi.

Il terzo, poveretto, era simpatico ma, posso dirlo? Minuscolo, e il fatto che lo sovrastassi mi faceva sentire un po’ a disagio. Ci ho fatto comunque due chiacchiere ma non mi sentivo particolarmente presa, se non altro ha avuto il buon senso di non provarci anche se ha proposto di rivederci. Io l’ho buttata sull’uscita di gruppo, non se ne farà niente ma almeno anche qui ne sono uscita con grazia.

Mi stavo alquanto deprimendo e quasi stavo accettando di uscire con quello della foto del cazzo, che per la cronaca ho salvato sulla rubrica come “David Arrapato” (“what is arrapato, babe?” – “Horny, babe”), ma è stato talmente squallido e ubriacone che per fortuna non è successo.

Ho dato così appuntamento a un quarto, che potrebbe essere la punta di diamante di questa sfornata: il danese. Costui ha come unico neo una vaga stempiatura (ormai ho la fissa per i capelli), però sembra piuttosto solare, parla italiano, fa l’imprenditore e ci ha tenuto ad organizzare tutto lui per la serata, il che mi ha già disposta bene. Si deve essere fatto delle strane idee nei miei confronti, perché continua a dirmi che sono una bravissima ragazza che “si vede non la dà la prima sera” e che “frequenta regolarmente la palestra”. Addirittura vuole portarmi delle pastarelle danesi in dono, dato che me le posso permettere, con lo sport che faccio. Mi trova inoltre “positiva e risoluta”.

Pupillo lo chiama “pane e volpe” e ha detto: poveretto, mi fa già pena questo.

Stay tuned…

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