Confessions of an ex stronzaholic

Guarire dalla dipendenza dagli stronzi si può.

“Ciao, sono Wendy e sono una stronzofila pentita”

“Ciao, Wendy!”

Stronzofili anonimi di tutto il mondo, unitevi e liberatevi anche voi dalle catene: tiratene solo una, quella del cesso, così che lo stronzo o la stronza di turno si scarichi via e sparisca nelle fognature per sempre.

Avrete senz’altro colto l’analogia con le riunioni degli AA, per cui sapete cosa vi aspetta: il racconto della mia esperienza. Almeno vi ho avvisati prima.

Ero una stronzofila convinta. Attiravo stronzi come una calamita e loro mi attiravano come una…mosca? Sì, l’analogia è quella purtroppo. Come una mosca dunque volavo verso di loro e a volte mi ci fidanzavo per anni, a volte me li scopavo e basta, altre ci diventavo amica; in ogni caso ci perdevo moltissimo tempo e sprecavo copiose lacrime a causa loro. Questo per vari motivi, che ho simpaticamente elencato qui per cui non ve li ripropongo ora. I più curiosi però clicchino pure, che un ripassino fa sempre bene.

Giusto per riassumere, lo stronzo mi attirava perché consentiva di sconfiggere la noia con emozioni drammatiche, dava un senso di sfida ma soprattutto mi permetteva di non impegnarmi mai in una relazione seria. Anche quando ne ho avuta una di 9 anni, sì. Ho sempre saputo, in fondo, che prima o poi me la sarei data a gambe.

Ero così convinta del fascino degli stronzi che li ho persino studiati a scuola: all’esame di maturità ero tutta un parlare del Piacere di D’Annunzio o del Diario del Seduttore di Kierkegaard, sentendomi fichissima ma soprattutto maiala.

Che poi io abbia iniziato a trombare solamente anni dopo la fine della scuola, son dettagli.

Gli stronzi e gli amori impossibili non sono solo celebrati dalla letteratura: come tutti sanno anche la musica non fa che martellarci canzoni struggenti che raccontano di qualche stronzo “bello e impossibile” che ci ha spezzato il cuore.

E poi sono dei Pesci, il segno masochista per eccellenza.

Questo è il motivo più importante, lo so.

Eppure, nonostante ciò, forse per overdose di stronzi, forse perché Saturno ha smesso di essere contro, ne ho avuto abbastanza e ho detto stop al colesterolo, tolleranza zero alla cellulite (è sufficiente specchiarsi al buio) e “giù per lo sciacquone” agli stronzi.

Come fai ad esserne sicura, chiederete voi? Me ne sono semplicemente accorta, rispondo io. Ho notato che, dopo aver smascherato l’ennesimo della specie, per cui ho ovviamente sofferto come una dannata, ormai sono come “vaccinata”. Ci è voluto un po’, ma i risultati si vedono: come qualcuno che mi ronza intorno prova a stronzeggiare, lo mando a cagare. Tecnicamente dovrei dire che mando il merdone giù per lo scarico, ma ci siamo capiti.

Di recente ho conosciuto alcune persone che volevano, in ordine sparso: controllarmi, manipolarmi, scoparmi contro la mia volontà, sminuirmi, scoraggiarmi, deprimermi, angosciarmi o, nel migliore dei casi, annoiarmi. In parecchi casi le azioni erano collegate, ad esempio sminuirmi per potermi controllare e manipolare meglio e, infine, scopare.

Incredibilmente sono riuscita non solo a non innamorarmi di questi bei bocconcini, ma pure a mandarli a fare in culo e a scappare via. E la fuga sta diventando sempre più rapida, tant’è che ora fermo la cosa prima che nasca. Insomma, sono passata dall’essere una mosca che volava di merda in merda all’essere un’ape che vola di fiore in fiore. Un bell’upgrade entomologico direi. Oltretutto mi si addice, avendo io il famoso vitino da vespa.

Il punto è che prendendo in mano la mia vita e scegliendo di fare qualcosa che mi renda felice, ovvero tornare a Roma cambiando lavoro, ho capito che voglio circondarmi di persone che mi rendano altrettanto felice. Amici e uomini. Riguardo agli uomini, accetto solo quelli positivi, realizzati, gentili, che mi fanno divertire e che non mi fanno venir voglia di prenderli a schiaffi o salire il magone. Ok, mi rendo conto che ne esistano pochi così, ma come si suol dire meglio pochi ma buoni. E non esistono più le mezze stagioni. E non si stava meglio quando si stava peggio, si sta meglio ora signora mia.

Pur non fidandomi di nessuno inizialmente, in realtà ho fiducia in generale nel mondo e nella fortuna e sono talmente presa dal progetto “casetta con terrazzino e piantine di basilico da mettere sugli spaghetti, cielo rosa e profumo di mare e di pini” che non ho tempo per altro, gli uomini devono per forza essere buoni, altrimenti ci arrabbiamo.

E’ una sensazione strana, a volte ho ancora paura di ricaderci, altre penso che invece sono finalmente libera. Libera e felice come una farfalla. Che vola di fiore in fiore.

Tutto torna.

Non mi rimane che coltivarmi un bel giardino dunque. O hai visto mai che qualcuno mi accalappi ora. Stay tuned.

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