Le cattive ragazze vanno dappertutto

Adoro quei momenti della vita in cui si compiace che tutto vada come deve andare.

Momenti di scelta, di transizione, di anticipazione di quello che sarà.

Mi è passato il panico. Sono riuscita ad uccidere il mio sabotatore interno e qualcosa è andato a posto dentro di me.

Innanzitutto, ho fatto qualche seduta di terapia psicologica. Utilissima, ho scoperto che mother mi tratta come se fossi father e che per questo devo difendermi. Ho scoperto anche che penso troppo e che voglio trovare una spiegazione per tutto.

Ho imparato così ad ascoltare di più le mie emozioni e a non avere paura di seguirle, fregandomene dell’impatto sugli altri (mother).

Ho iniziato il corso di coaching. Mi è stato detto che sono sensuale, dolce, magnetica ma che devo liberare la Strega Cattiva che è in me e lasciarla strapazzare gli altri.

Invece di farle perdere tempo a tormentare me stessa.

Con mia grandissima sorpresa, oggi davanti a un gruppo di trenta persone ho mimato di fulminare con la mia bacchetta magica un’innocente fanciulla, scoppiando poi in una risata malefica.

Se me l’avessero detto anche solo cinque minuti prima, non ci avrei creduto. Non mi sarei mai sentita capace di poterlo fare. E invece ero lì, che sghignazzavo con una vocetta stridula che non avevo mai saputo di possedere.

Insomma, qui mi si dice da ogni dove che devo diventare una cattiva ragazza.

Detto, fatto. Mi sento molto cattiva ora, una vera strega e infatti sono felicissima.

A parte lo stupore di vedere che la terapia e il coaching abbiano effettivamente il loro perché, mi sono commossa al riconoscere, come direbbe il cinofilo, che sono stata veramente brava. Ma proprio brava. Brava ad essere cattiva.

Ho commesso una serie di cattiverie negli ultimi anni e ci tengo a ricordarne alcune ora, come incoraggiamento per il futuro:

  • ho regalato al charity shop tutti i vestiti che i miei ex uomini hanno lasciato a casa mia

  • ho cancellato Fritz

  • ho mandato affanculo il mio ex capo cocainomane

  • ho usato i preservativi di Pupillo per trombarmi il nerboruto (che per reperirli gli ha anche rovesciato per terra tutto il contenuto della valigia)

  • ho dato le dimissioni al Fanta

  • ho limonato con una ragazza, rubandola a Pupillo

  • ho rifiutato dei lavori ben pagati

  • ho preso tempo per capirmi meglio

  • ho mandato affanculo un tipo che mi voleva più magra e quando sono magrita l’ho scritto su faccialibro, lui si è fiondato e ha ricevuto un altro calcione

  • ho fatto sesso tutte le volte che mi è andato di farlo, anche con persone appena conosciute

  • ho fatto sesso con uno sconosciuto e l’ho tenuto nascosto ad un conosciuto, con cui ho fatto altro sesso poco dopo

  • ho intrattenuto conversazioni porche con alcuni mentre stavo con altri (incluso lo sconosciuto del punto precedente, che vuole fare altro sesso)

  • ho cambiato di nuovo città

  • ho deciso di vivere un po’ qua e un po’ là, da brava apolide del terzo millennio

Tutto questo mi rende molto, molto felice. Mi fa pensare che dentro di me c’è veramente una strega, una ragazza cattiva e più la libero, più mi sento genuinamente io.

E se a volte mi sembrerà di essere di nuovo la buonissima Wendy, ebbene ora ho l’antidoto: mi basterà ricordare quella risata malefica, esplosa all’improvviso da un luogo remoto, promossa dall’energia di un gruppo di persone che, come me, vogliono imparare ad essere se stessi.

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