L’unico fascino del passato è che è passato. (Oscar Wilde)

Sere fa ero con il mio uomo (sì, butto là questo dettaglio en passant) e lui mi stava raccontando la sua giornata lavorativa, appena conclusasi, con dovizia di particolari. Ovvero mi stava attaccando un pippone, che per me però non era tale. Lo ascoltavo infatti felice, pur capendo la metà dei dettagli tecnici (lui è nerd vero), perché pensavo: povero cristo, lavora con dei cagacazzi, è freelance per cui non interagisce con altri colleghi tranne che con i suddetti cagacazzi clienti, è normale che uscito di casa voglia sfogarsi.

Cristo oltretutto è il suo soprannome, per cui il ragionamento non fa una piega.

In realtà non ho proprio pensato questo, mi è venuto spontaneo e basta. Ci ho riflettuto ora perché lui, finito il pippone, mi ha chiesto: “Ti sto rompendo i coglioni? Le mie ex si lamentavano sempre che parlassi solo di lavoro, però per me è importante farlo. Ah scusa, non dovrei paragonarti alle mie ex”.

A parte il fatto che l’ho adorato perché è così intelligente, mi sono resa conto che faccio la stessa cosa anche io. A volte parlo troppo, di cose tipo Mother o descrivo i personaggi dei miei amici e temo che lui mi dica che non gliene frega un cazzo, come faceva il Brutto. Oppure mi metto un vestito bianco e temo mi dica che sono grassa, come fece Chris Fotografo. O mi imparanoio che possa avere una moglie a sorpresa in arrivo dall’altro capo del mondo, come l’aveva Carlo V.

Il problema è che sono traumatizzata da loschi figuri che un momento mi dicevano “ti amo, sei la donna della mia vita” e l’attimo dopo erano spariti con, a seconda dell’occasione: i miei soldi, un’altra, entrambi. Uno arrivò ad organizzare un incontro fra me e sua madre, dopo manco un mese che ci frequentavamo, per poi fidanzarsi repentinamente con la sorella gemella di una che gli piaceva ma che stava col suo migliore amico. E per poi venire da me a lamentarsi che questa non gliela dava e a demonizzarmi perché gliel’avevo data io. Una volta, ed era pure pacco se mi consentite dirlo.

La verità però è che di tutte queste storie ne facciamo un fascio e lo bruciamo. Io credo in Cristo (quanto mi diverto a fare queste battute) e so che non è giusto sovrapporgli i fantasmi del mio passato perché lui semplicemente è…lui. Non mi trova grassa, mi fa sentire bellissima già solo da come mi guarda (e io lo bacerei, anzi lo bacio, ogni volta che mi guarda così) e mi trasmette che non mi tradisce.

E soprattutto è un grande ascoltatore, ama proprio le mie storie. Certe volte io parlo e lui annuisce rapito e sorridente, per poi dirmi: “amore, non ho sentito una sola parola perché ti sto spizzando le tette”.

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