Non sono io, sono loro

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, mentre io ancora pianifico molto e lavoro poco la maggior parte della gente è invece industriosa come un’ape e, fra le varie occupazioni, trova anche il tempo di dedicarsi ad una missione di importanza internazionale: accoppiare me.
Con l’arrivo dell’autunno infatti cadono a pioggia, insieme alle foglie, le care vecchie domande che ogni singol del mondo brama di sentirsi porre: “ma come è possibile che una bella/brava/intelligente ragazza come te sia ancora singol?”, “dunque tu non avrai mai figli?”, “deve esserci qualcuno per te lì fuori, forse non hai cercato bene?” Su tutte troneggia la Massima delle Massime: “non serve cercarlo, l’amore arriva quando meno te lo aspetti”.
Ebbene, cari amici, ancora una volta mi diletterò a spiegarvi come sia possibile che un donnino come me, ma proprio come me, non si sia fatto ancora impalmare.
La ragione principale è che, più cresco, più divento la persona che non sapevo di essere ma che, sotto sotto, sono sempre stata: Una Stronza. E me ne vanto assai, lo ammetto sfacciatamente. La Buonissima Wendy è un personaggio che ancora può tornare in auge in contesti opportuni ma, se in passato credevo veramente di essere un’incarnazione di una principessa disneyana, destinata ad un roseo futuro al fianco di un baldo Principe Azzurro e tanti uccellini che al mio cantar avrebbero svolto tutte le faccende domestiche, ora ho capito che sono piuttosto una Principessa Sul Pisello e che gli uccelli sono un film di Hitchcock, che scagazzano in terrazza e che per avere aiuto nelle faccende domestiche si deve pagare qualcuno.
E il Principe Azzurro, chiederete voi? Sempre attenti e vigili, avrete notato che mancava dalla lista delle consapevolezze presenti. Ci arriviamo, ci arriviamo.
Tempo fa ho espresso alcune considerazioni sul momento giusto per fare sesso. Al solito, con grande gentilezza, il link qui. In breve, sono una persona molto istintiva che la sgancia quando le pare e piace. Detesto essere forzata, sia a darla che a non darla. Probabilmente detesto di più la seconda, perché entrano in gioco manipolazioni sociali travestite da morale, da saggi consigli, da romanticismo cheap che mi irritano da morire. Non trovo niente di romantico in una donna che aspetta per “essere considerata seria” e in un uomo che “se lei me la dà subito, mi cala”, mi sembra quanto di più lontano dall’amore possa esistere, piuttosto mi ricorda una transazione commerciale in cui, come amo ripetere, la figa è una merce di scambio.
Orrore.
Oltretutto, non è che io sia cinica. Io credo nell’amore. E’ solo che più vado avanti meno voglio quella forma di amore proposta dai patinati media, dai gruppi sociali, e sì, anche dai film con le principesse Disney.
Principalmente perché i film della Disney finiscono dopo un bacio e un balletto, ma non si scopa mai. Gli uccelli solo per le pulizie di casa, come accennato. Non va bene.
E poi a me il cosiddetto “amore a prima vista”, quello che nel giro di cinque minuti ti porta a convivere, sposarti, figliare, sindacare sulla vita dell’altro mi mette ANSIA. A parte che non ho spazio nell’armadio, ma poi mi sento proprio soffocare al pensiero di avere qualcuno per casa che mi guarda, questiona quello che faccio, organizza cose da fare insieme, mi giudica se un giorno mi gira male, e soprattutto c’è sempre. Sempre. Torno a casa, e c’è lui. Esco di casa, e c’è lui. Sempre lui. Sì, lo so che, anche se non li vedo, ci sono dei lati positivi nella faccenda. Tali da farti desiderare magari di entrare e uscire da casa e trovare lui. E’ che ci vuole un tale culo per trovare qualcuno che, battutona, non ti stia sul culo che mi sembra molto, molto difficile. Sicuramente l’amore come lo intendo io esiste, ma è raro e soprattutto graduale. E’ una scelta che si rinnova di volta in volta e non è affatto detto che sia per sempre. Diciamo che do ragione a Verdone e penso che l’amore sia eterno finché dura. Cosa lo faccia durare non lo so di preciso, di nuovo mi butterei sul culo, ma anche sull’apertura mentale, sulla cura, sulla comprensione e soprattutto sulla seduzione. Seduzione mentale, seguita da quella fisica. Un insieme di intelligenza, coraggio, onestà, dolcezza e passione. Che per me si esprimono in un grandissimo e appropriato senso dell’umorismo, nella capacità di abbracciare di notte e in quella di viaggiare con curiosità. Manchi anche una sola di queste cose, e mi annoio.
Capirete dunque che il filtro sarebbe piuttosto ristretto, se proprio dovessi pensare a fidanzarmi. Ma anche se fossi più facilotta, chi mi si para davanti è, come dire…bizzarro.
Vediamo perché. Che è anche la parte più divertente del post. Anzi, mettiamo ancora più pepe: vi sfido a trovare papabile seppur soltanto uno di questi candidati che vi propongo. Chi ne trova uno vince una cena offerta o cucinata da me.
Andiamo in ordine cronologico negli ultimi tempi, altrimenti mi confondo e divago. Partiamo da Carlo V. La storia completa è qui, come sinossi vi basti sapere che costui era un tizio nato in qualità di spa con gatti, in quanto dotato di stupefacenti, vino e massaggi (e gatti ovviamente), che però ha pensato di giocare al finto fidanzato. Io diffidente, un po’ mi piaceva un po’ no, alla fine ha vinto il no perché ho scoperto che era promesso sposo di una cinese con cui una volta era salito su un elefante. Pianificava di ingravidarla, ma nel frattempo proponeva a me di fare sesso senza precauzioni, così, come la roulette russa (non so se ci sia un equivalente asiatico, in caso vi prego colmate la mia lacuna). Come ho potuto rifiutarmi, come?
Parliamo del Depardieu. L’uomo che “tesoro, sono Bradley Cooper sputato” e che invece era uguale a, appunto, Depardieu dopo che ha sputato in terra. Almeno Depardieu ha fascino, però. Probabilmente è un grande scopatore. Questo invece era grande, grosso e fregnone in quanto ancora viveva con i suoi a quasi 40 anni, per sedurre usava la frase “un giorno moriranno e tutto questo sarà mio (casa all’infernetto), quindi magari anche tuo”, e soprattutto chiudeva le donne in camera se arrivavano i suoi amici in visita. Inoltre ha sbagliato il motoscafo. E si vantava troppo della sua cucina, per poi aver preparato una cena una volta sola. Devo continuare? Devo? Lasciatevi solo dire che, quando mi detti alla macchia, disse: tranquilla, sono un uomo di mondo. E tosto mi cancellò da faccialibro, whatsapp e scàip contemporaneamente.
Arriviamo ad un pezzo da 90: Cristo. Anche su di lui c’è qualche cenno, per pigrizia vi dico solo di guardare il post precedente, comunque vi basti sapere che era un narcisista piuttosto fesso. Arrogante, cafone, rozzo, pessimo scopatore (solo smorza candela, mai altro), eiaculatore precoce, manipolatore scadente, selfomane accanito, fedifrago approssimativo. Per fortuna ha palesato tutte queste belle qualità molto presto, in modo che potessi fare un fugone provvidenziale prima che avanzasse pretese (millantava di volermisi appioppare in casa). Lui pure uomo di mondo: quando son sparita ha pubblicato una vignetta di Snoopy su Instagram con la frase “un tempo si diceva non ti amo più”.
Il problema, tesoro, è che non ti ho mai amato.
Passiamo oltre. Una sera una mia amica, con l’inganno, mi trascina ad una cena dove sarebbe venuto il fratello di una delle commensali: “un uomo magnifico, bello, intelligente, ha vissuto all’estero per anni, divertente, bravissimo sul lavoro, prestante e libero subito. Praticamente te al maschile”.
Io penso: sarà un pacco enorme. E purtroppo ho ragione: il tomo in questione è una specie di Christian Bale dei poveri poveri, ma non è l’aspetto fisico il dramma, è il carattere. Costui fa parte di una categoria che ho inventato al momento, ovvero i BRM. Bravi Ragazzi Molesti. Quelli che “piccola, io ti offro una relazione seria, come fai a non fiondartici? E’ un’occasione imperdibile, se non mi ti accatti sei pazza, o una troia. O tutte e due. Del resto le donne sono tutte troieeeeee!”. Eccetera.
Il BRM infatti mi si piazza accanto (amerei dire che ero la più figa, ma credo fosse stato preventivamente avvisato che fossi “il target”) e, sfoderando un sorriso ammaliatore, esordisce con: sono dei gemelli, mi sono appena lasciato con la mia ex perché ha abortito senza dirmi niente, quella grandissima puttana. Io VOLEVO UNA FAMIGLIA, capisci? Lei me l’ha impedito. Ti va di venire a cena da me? Cucino benissimo. Ah, stai traslocando e sei impegnata? Ma ti aiuto io: ci so fare con le scatole.
Io invece non ci so fare per niente con le scatole, specialmente con quelle che si rompono. Devo continuare? Devo?
Saltiamo un paio di avventure occasionali che, in un caso, si sono trasformate in simpatiche amicizie e quanto meno non hanno rotto i coglioni. Arriviamo subito a lui, la Storia Seria: il narcisista covert depresso.
Ebbene, mi rendo conto che qui abbia peccato di ubris, quando mi sono vantata di scopare a destra e a manca e, soprattutto, di essere ormai immune ai narcisisti. Dimenticavo che l’universo è sempre burlone e che i narcisisti non sono solo degli smargiassi promiscui palloni gonfiati, ma presentano anche la deliziosa variante dei covert: uomini all’apparenza timidi, insicuri, quasi tristanzuoli. Non li cagheresti, però ti fanno una battuta sagace e tu pensi: uè, c’è della verve su Marte. Poi arrivano, portano da mangiare, cucinano, lavano i piatti. Motoscafano, abbracciano come degli orsetti, sbevazzano e passeggiano nel parco. Il tutto sempre con discrezione, senza rompere i coglioni o avanzare pretese moleste. Anzi, fintamente, dopo che si sono installati a casa tua, hanno presentato amici, organizzato cene e fatto qualche programmino esistenziale, rigirano la frittata con un magistrale “hey, stiamo correndo troppo, frena”. Tu cadi nella trappola, confusa da questi segnali contrastanti, e con la coscienza sporca derivata da anni di lavaggio del cervello femminile in cui hanno cercato di inculcarti che le donne si attaccano alle caviglie degli uomini come dei cani pechinesi sbavando per una relazione, ti chiedi se forse non abbia ragione e ti dici: sì sì, rallentiamo, meglio prendere le cose con calma, che ragazzo assennato. Al che lui inizia ad accusarti di non cagarlo e che la sua vita fa schifo per questo, che il mondo intero lo rifiuta, che in Italia non c’è lavoro, che lui ha tanto talento ma ‘sto stronzo di universo non lo riconosce, che ok tu hai provato ad aiutarlo, a far girare il suo cv ma che non serve a niente, la vita fa schifo come ha già detto. Tu allora dici: Houston, abbiamo un problema. Lui dice: è tutta colpa tua, te lo spiegherei se non avessi il latte sul fuoco. Se aspetti un secondo che vado a spegnere il fornello ti richiamo.
E puff, si dilegua. Se tu taci, si lamenta in giro. Se provi a chiarire per chiudere, ti dice che non se la sente. A un certo punto, non te la senti più tu.
Commenti? Io non ne ho.
Arriviamo dunque alle care, vecchie app di cucco. Che ti fanno sempre ricredere sul genere umano: ogni volta pensi che si sia toccato il fondo, invece no, non c’è mai limite al peggio. A parte rarissime eccezioni, noto che ormai scarseggiano i cari, vecchi “ciao, vuoi scopare?” (foto del cazzo facoltativa), ma è tutto un proliferare o di gente che vuole scopare ma ipocritamente finge di essere molto profonda e di volere altro o di, orrore, gente che profonda ci si sente sul serio: i mitici BRM.
Dopo soli tre minuti, alcuni giovanotti spergiurano che sono la donna della loro vita, che il mio sguardo sensuale li ha stregati, che il mio sorriso ironico gli ha scaldato il cuore, che i miei capelli li hanno incantati (sì, non so perché ma ultimamente sono aumentati i tricologi) e propongono di incontrarci per “un drink, e poi chissà”. (Cit., l’amico G saprà a chi mi riferisco) Se io oso avere delle riserve e proporre la frase di Julia Roberts “mi tenta, ma no”, ecco che scatta il mostro, che al confronto Matre in sensualità a corte con le ali da pipistrello era un mini pony: tu, donnaccia, come osi rifiutare? Come? Io ti offro l’Amore, la possibilità di ospitarmi in casa tua, cucinare per me, trovarmi lavoro, ascoltare le mie pippe, farmi pompini, sorbettarti mia madre, fare i lavori di casa e soprattutto stare appiccicati 24 ore su 24. In cambio io sono brutto, basso, ignorante, privo di senso dell’umorismo, spiantato, gretto, bigotto e probabilmente non so scopare perché non vedo figa da anni, salvo quella su youporn. Come osi respingermi? Le donne sono tutte pazze e mignotte.
Wow, mi sento esausta solo a scrivere queste cose, pensate a stare con uno così.
A volte poi il BRM arriva via “vita reale”, quella che secondo gli amici assennati è “il miglior canale per trovare l’Uomo Della Tua Vita”. Altro che le app piene di maniaci, di debosciati: le referenze personali sì che sono la via giusta. E così una notte mi trovo una richiesta di amicizia su faccialibro da parte di uno sconosciuto. All’inizio la ignoro, poi mi viene detto che è un amico di amici che vorrebbe tanto conoscermi. Sudo freddo, per educazione comunque lo accetto, dato che una chat e un piatto di pasta non si rifiutano a nessuno. Le referenze sono: “è tanto spiritoso, ha un lavoro creativo, ha 42 anni e l’ultima storia è finita poco tempo fa, fatica a trovare la donna giusta perché sono tutte matte. Praticamente te al maschile.”
Sorvoliamo sulle differenze sostanziali fra me e questa descrizione, ad ogni modo il tipo si rivela anche peggio di come è stato dipinto: logorroico, pomposo, con poco senso dell’umorismo, rancoroso, esaltato e soprattutto pressante. Per dirvene una: “ho notato che anche tu usi le maiuscole su alcune parole, mimando quello che faccio io. Forse è un rispecchiamento involontario, però mi fa specie questa nostra grande affinità, quasi mi spaventa!”
La mia risposta: “non spaventarti, è il T9 che va a cazzo.”
Per essere educata gli dico che ci uscirei volentieri, però che non mi interessa come uomo ma solo come contatto lavorativo o, potenzialmente, come amico. Ovviamente quest’ultima è una falsità, ma vi ho detto che dovevo essere diplomatica in quanto amico di amici bla bla bla. Lui, come da copione, si offende a morte: l’uomo di mondo che “voglio solo fare conoscenze interessanti,senza aspettative, non sono ossessionato dal trovarmi una donna” replica piccato “forse un giorno ci incontreremo ma non sono interessato ad allargare il mio giro di amicizie o a contatti professionali, pfui, do la priorità a donne “aperte” ad una relazione seria”.
Non ho ben capito l’uso delle virgolette su “aperte”, ma si sa che io sono una donnaccia e dunque molte cose mi sfuggono. Agli amici comuni dice: “non ci vedremo, abbiamo obiettivi diversi. Se si fosse trattato di incontrarci per vincere le sue resistenze, ok, ma così non mi sento proprio di fare la fatica”. Gli amici dicono: “è stato super diplomatico e tranquillo, peccato, forse non vi siete capiti, forse di persona vi sareste piaciuti”. Io li ringrazio, ma ancora una volta mi appello alla frase di Julia Roberts.
Capirete adesso perché, ragionevolmente, ritengo di essere finalmente diventata Una Stronza. E le stronze, si sa, non cucinano e non offrono la cena. Tutto torna.
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