Consigli capitolini per farla capitolare

Di recente è stato insinuato che il mio blog sia troppo cattivo. In particolare verso gli uomini.

“Se leggono i cappottoni che fai agli altri, si spaventano e poi non ci provano”. (Tiè)

Sfatiamo subito questo mito: è una cazzata che chi legge il blog poi non ci provi con me, anzi. Sono obiettivamente spassosissima, chi si sente minacciato e scappa è un insicuro rancoroso e, in tal caso, ben venga il filtro.

Oppure chi scappa è perché non ha letto il post sulla Hollywood.

E poi c’è da dire che le storie tragicomiche fanno più ridere rispetto a quelle in cui fila tutto liscio, del resto nemmeno nei telegiornali le notizie buone tirano. Aggiungiamo che sono un po’ scaramantica e fatico a condividere i momenti veramente belli con il mondo. Mi piace tenerli privati, ma questo non vuol dire che non li apprezzi o non li ricordi.

“Dovresti scrivere un libro in cui dai consigli agli uomini su come comportarsi per rimorchiare, sarebbe un successo”.

Lì per lì ho pensato: boh, me la cavo meglio a narrare di casi umani. Però si sa che sono sensibile alle lusinghe, questa poi ha anche un riscontro pecuniario oltre che filantropico, per cui chi sono io per non calare su di voi come angelo benefico? Lo feci già una volta con la Guida per il Motoscafo Perfetto e sarebbe carino che spiegassi anche come arrivarci senza arenarsi in alto mare. Del resto, un mondo con più motoscafi è un mondo migliore.

Forte di tali nobili motivi, eccovi dunque il primo capitolo: “Arrivare Sicuramente al Sesso Sicuro: How To”. La base sono esperienze reali che vengono quindi finalmente celebrate (sempre con molta discrezione però, per rispettare la scaramanzia).

  • Educazione: sembrerà scontato, ma assicuratevi di rispettare le regole basi della cortesia. I cafoni, contrariamente a quanto le riviste maschili o qualche femmina pazza può avervi fatto credere, non piacciono a nessuno. Ok, ora sento il coro di BRM (vedi post precedente) che insorge gridando “ma come? Io sono tanto un gentiluomo e mi cannano tutte, mentre quelli che sputano in faccia, prendono a botte e parlano a rutti scopano come ricci!”. Cari amici BRM, queste sono cazzate. Passati i 16 anni, una donna si stufa del bello e dannato e, semmai, vira verso il bello d’annata. Il masochismo infatti è un’emozione forte che può fare presa solo su personalità molto giovani, ancora confuse e in fase di sperimentazione, oppure su tardone che son rimaste adolescenti dentro in quanto sfaccendate, viziate o profondamente disturbate. Ricordate che se una donna vi tromba dopo che siete stati cafoni con lei, ahimé, ci sono altissime probabilità che si riveli una psicopatica e che la scopata vi costi rotture di coglioni infinite. Per cui armatevi di tutto il bonton di cui siete capaci e fate cose semplici come: chiedere garbatamente di uscire, presentarvi in orario agli appuntamenti (insomma, voi nemmeno dovete farvi gli smokey eyes, cosa vi costa?), non tirare pacco all’ultimo minuto, richiamare quando dite che lo farete e scrivere brevi messaggi per informarvi del benessere dell’altra persona. Sono piccoli passi che vi porteranno verso grandi traguardi.
  • Look: strettamente legato al precedente, questo punto implica che vi laviate, profumiate e acconciate in modo da risultare gradevoli alla vista, al tatto e all’olfatto dell’altro. Specialmente se ci tenete a farvi assaggiare al termine della serata, passando quindi al gusto. Anche qui, che “l’omo abbia da puzza’” è una stronzata: chi scarterebbe mai un regalo mal confezionato e maleodorante? Non dico di arrivare con quintali di gel da sembrare leccati da una vacca o con un triplo nodo Windsor anche in spiaggia, ma di essere decorosi rispettando la vostra personalità. Verreste infatti sgamati se adottaste uno stile che non vi appartiene, perché risultereste artificiali, mentre quello su cui dovete puntare è essere a vostro agio. Nel dubbio: va bene tutto tranne il sandalo con il calzino.
  • Modestia: una volta che le vostre maniere impeccabili e il look raffinato vi avranno portati ad un incontro, siate senz’altro ciarlieri ma, per carità, evitate di essere logorroici soprattutto su un tema: voi. I deliri di onnipotenza hanno la stessa fetta di pubblico su cui ha presa la cafonaggine (vedi punto 1), con l’aggiunta di acchiappare anche le mitiche gold-diggers, ovvero donne che fingeranno di essere interessate alla storia della vostra vita unicamente per ottenerne un tornaconto monetario o, peggio, per piazzarsi. Fa molto piacere scoprire qualcosa sull’altro, ma ascoltare per ore un monologo su quanto solo voi siete bravi, belli, ricchi e potenti risulta profondamente noioso. Per cui, anche se siete il CEO di una multinazionale, avete scalato l’Everest a mani nude per salvare un gattino o riempite gli stadi con i vostri concerti, dosate gli auto-elogi perché chi si loda si sbroda. Se però siete Eminem, venite direttamente in camera mia.
  • Cervello: anche se si tratta si una botta e via, ricordate che l’erotismo delle donne inizia dalla mente per cui, se entrate nei loro pensieri, praticamente ve l’hanno già data. Di pari passo con il punto precedente, mostratevi aperti, curiosi, fate domande sull’altra persona e, solo quando tocca a voi parlare, raccontate brevi storie interessanti che mettano in luce i vostri lati migliori. Mostrate di avere una vita piena, un lavoro stimolante, un minimo di cultura e di conoscenza del mondo. Se proprio non li avete, inventateli con gusto. Mai fare scena muta, se la logorrea e la megalomania non vanno bene, anche l’eccessiva chiusura e mosceria possono far scappare. Non siate volgari, non fatevi beccare a guardarle le tette ma fissatela negli occhi e mostratevi colpiti da quello che dice, specialmente se lei è intelligente. Se poi è cretina ma volete scopare lo stesso, per motivi che non questiono, un minimo di conversazione aiuterà comunque l’atmosfera a non sembrare “squallida”, che è uno degli spauracchi più grandi femminili. Le donne sono creature meno visive rispetto agli uomini: apprezzeranno le vostre spalle larghe, i vostri bicipiti e un culo di marmo ma avranno veramente voglia di fare sesso con voi se vi riterranno intelligenti, come il fiorire di serie tv sui nerd insegna. Brainy is the new sexy.
  • Ironia: l’intelligenza e la cultura contano, ma possono rivelarsi dei clamorosi autogol se non sono scaldati dalla mitica ironia. Ebbene sì: vi siete fatti un culo così per arrivare puntuali, vestirvi bene, non vantarvi della promozione che avete avuto di recente e avete spiegato la teoria delle stringhe meglio di Stephen Hawking ma lei, incredibilmente, finge un mal di testa e vi congeda lasciandovi in bianco. Cosa avete sbagliato? Senza svelarvi in anticipo i prossimi punti, vi dico che probabilmente non l’avete fatta ridere. Già, “voglio un uomo che mi faccia ridere” è una delle frasi più popolari delle donne, seguita da “in un uomo guardo le mani e come le muove” e da “Scamarcio è basso però ha uno sguardo, con quegli occhi verdi bellissimi che fanno contrasto con i capelli neri”. Senza dilungarci sulle ultime due, anche perché la cosa delle mani non l’ho mai capita (mi basta che non abbiate le unghie nere), la prima direi che è imprescindibile, come prova uno dei miei modelli di vita ovvero Jessica Rabbit: una rossa formosa che sta con un coniglio perché la fa ridere. Non è cattiva, la disegnano così. Far ridere non vuol dire essere dei buffoni, ma avere la capacità di cogliere il lato comico delle situazioni, di non prendersi troppo sul serio, di sfottere delicatamente anche lei. Se i nerd di cui accennavo prima trombano non è solo perché sono scienziati, ma perché sono autoironici, dunque coscienti dei propri limiti e abbastanza sicuri di sé da scherzarci su. Se c’è una cosa che a me fa venire subito voglia di fare sesso con qualcuno, anche prima di conoscerlo, è la schermaglia intellettuale: punzecchiami e ti solleverò il mondo. Il mio regno per una battuta. Lo humour, alla fine, è un sovvertire momentaneamente l’ordine delle cose, un paradosso, e se tu sei stato così intelligente da cogliere qualche dettaglio di me e poi usarlo con ironia, complimenti. Se poi sei in grado di fare la stessa cosa con te stesso, hai vinto. Anche qui, però, non bisogna strafare e soprattutto oltrepassare il sottile limite fra lo sfottò bonario e la presa per il culo: un pizzico di sarcasmo va bene, la supponenza e gli insulti no.
  • Galanteria: per aiutarvi a legare tutti i punti finora esposti, pensate che siamo in un contesto preciso. Quello del corteggiamento. Ancora, pure nel caso di una botta e via, a meno che non stiate andando a prostitute sappiate che la chiave per chiavare (non ho saputo resistere, dopo il pippone sulla simpatia) è la galanteria. L’altra persona deve sentirsi ammirata, apprezzata, desiderata, trattata con riguardo, frutto di una selezione perché nessuno vuole trombare solo grazie al fatto che respira, le donne poi meno che mai. Magari non ti vedremo mai più, viviamo a km e km di distanza, amiamo un altro, siamo sposate, con figli, tu sei sposato e con figli, spacci, ma cascasse il mondo, al momento di dartela dobbiamo sentirci uniche. Come minimo sindacale, vogliamo sentirci speciali. Per cui via quegli odiosi “avete voluto la parità? Allora dividiamo il conto” o “se una donna perde ore ad acchittarsi per uscire con me penso sia una cretina” o, peggio ancora, “ti preferivo con il trucco”. Aprite le porte e le portiere, fatela passare per prima, reggetele i carichi pesanti, fatele complimenti brevi e sinceri, ma frequenti e soprattutto pagate il conto. Ok, lo so che ora il solito coro di BRM insorgerà furioso, unito a quello dei tirchi incalliti, ma è molto semplice: innanzitutto non c’è alcuna parità, ancora. La vita di una donna è mediamente molto più difficile rispetto a quella di un uomo. Spiegherò in un altro post il perché, già mi sto dilungando abbastanza, per ora credeteci e basta. Poi c’è molta differenza fra parità ed equivalenza. La prima è semplicemente etica, garanzia di uguali diritti senza discriminazioni, la seconda è uguaglianza speculare che non ha senso e che ammazza la seduzione. Ognuno ha il suo stile, per carità, però è una tradizione culturale, un archetipo se vogliamo, che l’uomo dimostri di apprezzare la compagnia di una donna offrendosi di pagare il conto, che lei educatamente non se lo aspetti e faccia comunque il gesto, che lui gradisca ma rifiuti e concluda la danza pagando. Non pensate di rimetterci: se anche lei vuole colpirvi sicuramente ha speso tempo e denaro per apparire in quel modo, o per arrivare puntuale prendendo un taxi dall’altro capo della città magari. Ovviamente, se la frequentazione perdurasse nel tempo, si può essere più informali dividendosi le spese ma all’inizio, specialmente al primo appuntamento, siate generosi. Anche quando lei vi invita a casa, non arrivate a mani vuote, ma portate da bere e qualche stupefacente. Se proprio non vi drogate, del gelato. Evitate però cioccolato e caffè. Pistacchio, nocciola, cocco, crema catalana e ricotta, fichi e noci dal gelataio a 10 minuti da casa mia vanno benissimo.
  • Positività: diciamo che questo punto condensa gli ultimi due, però merita qualche parola a parte perché si può avere un dark humour molto seducente ed essere galanti come Rodolfo Valentino, per poi rovinare tutto se si cade nel trappolone del pessimismo cosmico. E’ vero che esiste lo spirito della crocerossina e che alcune donne impazziscono per relitti umani da salvare, però anche questo modello sta calando, insieme al bello e dannato, e la realtà è che, specialmente nelle fasi iniziali, si esce con qualcuno per stare bene, per divertirsi e possibilmente per evadere dalla routine o dallo stress, quindi uno che si lamenta per tutto il tempo inizia a puzzare di sfiga. Anche se vi hanno appena licenziati, o non lavorate da mesi, non tenete dineri o la vostra ex vi ha cornificati con il vostro migliore amico, cercate comunque di mantenere un atteggiamento positivo e ottimista verso la vita perché quanto meno risulterete simpatici e coraggiosi. E non finirete vilipesi su un blog.
  • Passione: eccoci arrivati al momento cruciale. Avete cenato in un bel posto, siete vestiti bene, avete offerto le consumazioni, soprattutto quelle alcoliche, vi siete fatti una canna insieme e, complici gli stupefacenti, siete riusciti a ridere e a rilassarvi. Se non vi fate reciprocamente schifo, è probabile che sia arrivato il momento di passare ai fatti. Qui vi do un unico consiglio: seguite l’istinto. Ci vuole un po’ prima di capire chi si ha di fronte e a volte l’intesa fisica non scatta subito, però un minimo di riconoscimento dei segnali altrui e dell’atmosfera generale vi aiuteranno. Nel dubbio, osate: la passione vince sempre. Se ricevete un ceffone, ritiratevi: 50 sfumature di grigio è solo un brutto film. Ad ogni modo, sia che non trombiate da anni o che l’ultimo amplesso sia stato il giorno prima, fatela sentire come l’unica donna al mondo che vorreste avere in quel momento. Niente eccita di più che il desiderio dell’altro.
  • Memoria: siete giunti al traguardo. Avete passato una splendida serata, conclusasi con del sesso sfrenato. Può darsi che non vi rivediate più, in tal caso congedatevi con un po’ di stile, evitando di fare false promesse ma semplicemente confermando che siete stati bene e stop. Per nessun motivo al mondo cedete alla vigliaccheria e sparite: nulla è peggio della rabbia di una donna che ha fatto sesso con uno che sembrava tanto gentile e galante e poi ha fatto un Udinì. Se è intelligente si limiterà a farvi terra bruciata intorno, se non lo è potrebbe addirittura uccidervi. “Mi ha usata”, piangerà lei, “si è approfittato di te”, sentenzieranno le amiche cretine. Molte donne, purtroppo, dimenticano di essersi divertite, di essere state consenzienti e di essersi godute del sano sesso perché spesso ci appiccicano senza dirlo una marea di altre cose, per cui attenti. E anche le donne molto sensate comunque possono rimanere male di non essere congedate, non è carino in effetti. Se invece la cosa proseguisse, il tipo di interazione si definirà con il tempo e in base a vari fattori ma, qualsiasi sia la natura del rapporto, mantenete sempre alti tutti gli standard rispettati sinora. Avete comunque a che fare con una persona che sta concedendo parte del suo tempo e delle sue attenzioni a voi, merita che la trattiate bene. Per cui scrivetele, chiamatela, ricordatevi quello che vi dice, come si veste e soprattutto come si sveste. Se volete scopare ancora, diteglielo assolutamente e con dovizia di dettagli. Mandatele messaggini piccanti, omaggi floreali, imbrattate i marciapiedi, indossate magliette della salute con scritto “sei unica”. Anche se sono idee riciclate faranno sempre la loro porca figura. E lei farà la porca con voi.

 

Vi lascio riflettere su questo saggio ennalogo. E dimenticavo: adoro anche il gelato al gusto cheescake alla fragola.

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4 risposte a Consigli capitolini per farla capitolare

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  3. ciola21 ha detto:

    Mappala, complimenti per la precisa e dettagliata trattazione su un argomento estremamente sensibile e delicato, solo una donna potrebbe pensare e scrivere un “saggio ennalogo” a riguardo.
    Giusto per la cronaca, vengo da una generazione (meridionale pugliese del Sud) cui era precluso il contatto con le “femmine” ad iniziare dalla scuola m e f in classi tassativamente separate (fino al liceo) e poi con la maggiore età, al servizio militare di leva tassativamente maschile.
    Quindi apprezzo meglio, per usare un eufemismo, i tuoi pensieri e ne faccio tesoro sebbene molti aspetti fanno già parte integrale del mio stile di condotta, per dotazione di bordo.
    La tua accesa dialettica sicuramente effetto di una spiccata intelligenza, suscita molteplici motivi di interesse, non per adulazione ma x attenta constatazione.
    Per ora mi (sof)fermo qui.
    ciao

    • Cupcake ha detto:

      Grazie dei complimenti, amico del leone! Fai ben onore alla proverbiale galanteria del segno. Sono contenta che ti sia piaciuto il post, devo confessarti però che l’idea non è farina del mio sacco, ma di quello di un uomo (il committente a cui si allude). I concetti li ho elaborati io in chiave femminile, ma per amor del vero devo riconoscere parte del merito a lui.

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