Personaggi in cerca di autrice

Una delle domande che più di sovente mi sento rivolgere è: ma tutti tu li incontri i matti?

Seguita a ruota dal sempreverde: come è possibile che una bella ragazza come te sia singol?

I due concetti sono correlati, come ho spiegato qui, ma oggi vorrei soffermarmi sul primo, in modo da smentire finalmente questo falso mito.

Innanzitutto c’è da chiarire che io sono molto pigra e molto solitaria. La mia più intensa attività sociale è stare a casa con un gatto cicciottello, che oltretutto non è nemmeno mio. Le persone che incontro, dunque, non sono il frutto di particolari ricerche ma semplicemente coloro che pascolano liberamente in giro. Sono le stesse che conoscete anche voi, probabilmente anche più banali dato che non faccio parte di alcun circolo specifico tipo, che so, una setta di adoratori di Hercule Poirot.

Ora che ci penso, non mi dispiacerebbe far parte di una setta del genere ma, essendo pigra e solitaria, credo che continuerò a stare sul divano col gatto piuttosto che attivarmi su internèt a trovarne una.

Sicuramente i tempi moderni, la società fluida, la globalizzazione, internèt, YouPorn ecc. ecc. ecc. hanno influenzato i rapporti umani dei cosiddetti paesi capitalisti creando e legittimando una serie di nevrosi un tempo impensabili. Basti pensare alla spropositata quantità di narcisisti a cui sono stati aperti i cancelli: in passato esisteva solo Berlusconi, ora chiunque può avere il suo momento di gloria delirando su faccialibro, per dirne una a caso.

Al di là di qualche soggetto davvero particolare però, non credo di aver incontrato nessuno davvero fuori dall’ordinario. Semplicemente io noto alcuni dettagli curiosi, che poi racconto in modo accattivante ed ecco qui che abbiamo un personaggio.

Facciamo un esempio pratico: il Brutto. Per chi non avesse tempo di spulciarsi i vari post, il Brutto è il mio primo fidanzato, con cui ho trascorso ben anni 9. Esistono due modi per descriverlo. Il più superficiale vede il Brutto come un bel ragazzo, solido, con un buon lavoro, una cultura generale discreta, moderatamente sportivo, pulito, ordinato, con un gruppo di amici benestanti con cui ha fatto viaggi fino ai 30 anni, età in cui poi si sono sposati tutti e rinchiusi nei loro nuclei familiari. Il Brutto è stato, a suo modo, sinceramente innamorato di me e quando ci siamo lasciati ha pianto. Mantiene dell’affetto nei miei confronti e siamo rimasti in ottimi rapporti, anche se non ci frequentiamo più perché ha una nuova ragazza, diventata poi sua moglie, gelosa. Ha avuto una figlia e probabilmente altri in arrivo. L’altro modo per descrivere il Brutto è come una persona con una strana affettività: sicuramente nutre sentimenti profondi, però critica moltissimo le persone che ama, finché non viene mandato a cagare. Non è capace di abbracciare, spesso pianta due dita nelle costole facendo saltare l’altro. Fa sesso in maniera meccanica e poco varia, così come riesce a cucinarsi lo stesso piatto per mesi, meritandosi l’appellativo (non mio) di Kamasutra della cucina. Compensa la scarsa passionalità con richieste sessuali bizzarre, tipo la famosa Storia Della Carota. O quella di inseguirmi tutto nudo indossando una maschera veneziana di pizzo nero. Una volta mi ha spinta dalle scale, così, per gioco. Un’altra volta mi ha scagliata contro un comodino e per poco non prendevo lo spigolo con la testa. Sempre per gioco. Mi diceva che avevo un culo enorme, trovandogli anche appellativi tipo cul-kilo (invece di cul-etto) e cul-nove (invece di cul-otto). Rimaneva in posa per una foto per ore, col sorriso congelato che manco se gli davi un pizzico si muoveva. Aveva un OCD per rifare il letto: doveva sempre essere tirato fino all’inverosimile e se vedeva una piega guai. Le sue prime parole, per abbordarmi, furono: conosco una sola persona con il tuo nome, era una suora, l’ho vista morta.

Il Brutto è entrambe le descrizioni. Tutte queste caratteristiche sono visibili a coloro che lo conoscono, anche perché la storia della suora andava forte alle cene fra amici. Ognuno di voi conosce un Brutto, solo che voi non scrivete i suoi lati più particolari su un blog. Probabilmente vedete in lui quello che più si avvicina alla vostra vita in quel momento: il lavoro solido, i figli, il matrimonio, gli occhi verdi.

Io ci ho visto varie cose e ho scelto di raccontare la Carota.

So cosa state pensando: questo spiega perché un donnino come me sia singol. Può darsi, ma come disse un personaggio ormai famoso di questo blog, io non riesco a non dare tutta me stessa alle persone, sono troppo generosa. Mi incuriosisco, noto le loro peculiarità più bizzarre e queste mi restano nella memoria. A modo mio sono un’umanista. E’ palese, perciò, che accanto a me possa campare o un uomo molto verace che mi ricopra d’affetto e che abbia un occhio indulgente verso le cazzate che scrivo (trombandomi da paura), oppure un uomo molto cerebrale che sia intrigato e incoraggi le cazzate che scrivo (trombandomi da paura). 

Oppure entrambi. 

 

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