L’insostenibile leggerezza del trombare

Sere fa sono stata dalle Donne Ricche e Potenti, ovvero un’associazione filantropica di femmine manager che spero vogliano farsi truccare e coachare da me. L’incontro consisteva in mangiare (buono), bere (poco ma buono) e in una conferenza di una sessuologa (ricca e potente) dal titolo “What turns you on?”.

Cosa ti arrapa? Potrete capire come, al di là di fare networking, mi interessasse parecchio il tema. Mi aspettavo di sondare i meandri della psiche, di capire meglio come funziona il corpo, di riflettere sui cambiamenti della società per scoprire finalmente cosa mi spinge a fare sesso con determinate persone. Immaginavo che i gusti di ognuno fossero da attribuire agli schemi passati, alla parte di personalità nascosta, ad un mix di gratificazione, abitudine e trasgressione. Alla curiosità di esplorare se stessi e di avvicinarsi a qualcun altro, seppur per brevi istanti.

E invece no. La sessuologa ricca e potente era un’incarnazione della mia amica Mammì: gli uomini vogliono solo scopare, le donne vogliono solo piazzarsi. Orrore.

Essendo quella che sono, ho posto la domanda: come spiega il fatto che molte donne, anche già piazzate, continuino a trovare eccitante il sesso con i cattivi ragazzi, che non le gratificano, non danno sicurezze e spesso nemmeno un orgasmo?

Verdetto: non TI è ancora scattato l’OROLOGIO BIOLOGICO, sei INFANTILE. Ho risposto alla tua domanda?

Io ho sorriso, annuito, e pensato: welcome on my blog.

Punto 1: perché usare la seconda persona? Io parlavo di donne in generale, non di me. Tu non sai cosa mi eccita, anche perché non l’hai spiegato nemmeno in generale ma hai sparato solo stereotipi.

Punto 2: pure se non mi fosse scattato l’orologio biologico, cosa ci sarebbe di male? Devo per forza voler sposarmi e figliare con qualsiasi uomo mi capiti a tiro? Non è patologico un atteggiamento del genere? Non denota un infantile bisogno di accudimento, una incapacità di stare da soli?

Ora, io non questiono la biologia. Mi rendo conto che l’istinto di affiliazione e di riproduzione esista, solo che secondo me non scatta con tutti. Almeno, a me capita molto di rado che qualcuno mi piaccia talmente tanto da pensare: ti amo, voglio stare per sempre con te, ingravidami subito perché voglio creare un altro essere umano che sia il frutto della nostra unione. Forse non mi è capitato mai, perché il processo come lo vedo io è: arrapamento, amore, figli. E di solito succede qualcosa per cui mi fermo all’amore. A sentire la sessuologa invece una donna pensa: figli, amore, arrapamento. Un uomo: arrapamento, arrapamento, arrapamento.

Ma davvero stiamo ancora così? Non ci credo. Posso anche ammettere, sempre secondo la scienza, che il piacere maschile sia più semplice e lineare, quello femminile più complesso e circolare, che l’uomo tenda fisiologicamente a venire mentre una donna possa sentirsi soddisfatta pure senza un orgasmo.

Ma se si viene è meglio, fidatevi. Più motoscafi per tutti.

Io stessa ho fatto del sesso da paura, di recente, con uno che seppur molto bravo non mi ha fatta mai venire. E, cosa grave, credo non se ne sia accorto o, peggio ancora, se ne è infischiato. Mi sarebbe bastato che prolungasse un po’ il motoscafo, ma non sono mai riuscita a chiederglielo al momento clou perché esteticamente era tutto così bello. Il modo in cui mi baciava, mi stringeva, mi piantava le mani sul culo e altri dettagli che non vi do perché sono discreta e riservata mi faceva impazzire per cui ero completamente trascinata nel vento di passioni e via.

Caro amico, se mi motoscafi è meglio però, fidati. Più motoscafi per me.

Riconosco quindi che uomini e donne non funzionino allo stesso modo, che le leve del piacere poggino su meccanismi differenti però finisce lì. Non accetto che non si concepisca che una donna possa voler fare sesso solo per il gusto di farlo e, soprattutto, che mi si giudichi. O che mi si compatisca, che mi si ritenga immatura, incompleta, in una parola: inadeguata.

Cosa ne sa l’esimia del mio percorso? Delle volte in cui mi è stato spezzato il cuore? O dei momenti di estasi? Dei sogni infranti, dei progetti rivisti, della consapevolezza di sé? Io ho raggiunto uno stato in cui sto bene per conto mio: a volte mi innamoro, spesso no. L’amore non è più nobile di una scopata, è semplicemente un evento più intenso, se non capita hai diritto lo stesso ad esistere.

E poi finiamola con questa storia che le donne vogliono solo sposarsi e gli uomini scopare. Io conosco mazzi di maschi che vogliono piazzarsi, per cui il sesso, svanito l’arrapamento iniziale, è una delle attività di coppia. E donne che vogliono scopare, semplicemente perché sono arrapate. E’ vero, la donna è più cerebrale, emotiva, fa sesso per soddisfare una serie di bisogni non solo fisici ma può succedere che un giorno ci si svegli arrapate. Oh, se può succedere.

A questo punto mi direte: hai trovato l’America. Ti svegli infoiata e tutto ciò che devi fare è chiamare un uomo perché entrambi otteniate quello che volete.

E invece no. Che ve lo dico a fare, le cose non sono così semplici nemmeno quando si tromba. Vediamo perché.

I rapporti sono complicati. La società è cambiata: le donne non hanno più bisogno economico dell’uomo, per cui non sono più costrette a tenersene uno, anche se scrauso, per la vita. Esistono le app di dating, ovvero una vetrina di possibilità potenzialmente infinite, specialmente nelle città. La troppa libertà e scelta provocano meno disponibilità a soffermarsi, ad andare nel profondo, a lavorare per costruire qualcosa insieme a qualcun altro. Da soli, se sufficientemente sani, belli, ricchi e impegnati si sta bene. Ma è vero che rimaniamo sempre animali sociali e che quel tipo di felicità che deriva dall’innamoramento e, in seguito, dall’amore con qualcuno è impagabile. Per cui si prova comunque ad incontrarsi, ma ognuno porta delle aspettative, dei metri di giudizio, dei filtri attraverso cui l’altro viene valutato, ed è il primo casino. Raramente si parla in modo sincero, un po’ per il preconcetto che l’amore sia un fenomeno magicamente intuitivo, un po’ perché il mistero è la chiave della seduzione e se ci si dice tutto cala l’arrapamento. E questo è il secondo casino.

Facciamo un esempio banale: una donna e un uomo si incontrano. Diciamo che sono entrambi sulla trentina avanzata, mediamente belli, intelligenti e sagaci. Scatta subito una serie di proiezioni sull’altro, lei pensa “sarà stronzo? Mi potrò fidare? Sarà figo? Saprà scopare? Quante altre donne avrà?”, lui pensa “come saranno le tette? E il culo? Ci provo subito? Ci starà subito? E se mi si attacca? E se non mi si attacca?”. E nel frattempo scopano.

Sono stremata già a scrivere queste cose, figuratevi a farle. E questo è solo un caso molto semplice di due persone che fanno sesso, non si parla di relazioni. Immaginate che casino quando si decide di fidanzarsi, non oso nemmeno pensare a quante variabili entrino in gioco perché la mia ultima storia è stata anni fa e da allora, come saprete, sto ancora recuperando le energie e non sono certo esperta in materia.

Quello che rimpiango è che si sia persa la leggerezza nel trombare, e mi chiedo se ci sia mai stata. Lasciamo perdere le femmine medie, descritte dalla sessuologa, che scopano per ottenere qualcos’altro, si accollano a chiunque e si prendono il primo cretino disponibile, tormentandolo a vita, pur di sentirsi “realizzate”, legittimate dalla società. Come avrete capito aberro questa tipologia e manco mi ci soffermo.

Parliamo degli uomini invece. I maschi che, sempre secondo lo stereotipo, dovrebbero essere tutti pronti a scopare senza pensieri. Il cazzo (metaforicamente). Uno dei miei teoremi è che gli uomini non vogliano scopare, ma cerchino solo le novità o la caccia infinita verso qualcuna che non ci sta. Poi ovvio, si innamorano, si evolvono, ti sposano, ecc ecc ma la tendenza di base secondo me è questa. Non si spiega altrimenti il perché, ogni volta che mi imbarco in una frequentazione sessuale, lui a un certo punto rovini tutto. L’unica eccezione sono gli amanti sparsi in diversi stati o continenti, che sbucano a intervalli regolari ricordando i fasti del passato e facendo qualche piano per il futuro, incontrandomi di rado finché uno dei due non si piazza. Gli altri, in media, o spariscono in una nuvola di fumo (quando non l’ho già fatto io), oppure salta fuori che hanno una fidanzata ufficiale, o iniziano a trattarmi male per cui, anche quando non vorrei dileguarmi, li mando a cagare e faccio un Houdini.

Prendiamo il terzo caso, che vedo come il più recuperabile perché basta davvero poco per continuare a trombare in pace. Cari uomini, cosa intenderò mai per “trattarmi male”? Innanzitutto leggete qui, se non siete già familiari alla mia favella su come conquistare le donne. Precisamente il punto “educazione”. Sfato per l’ennesima volta questo mito: non voglio sempre sposarvi. Non vi amo tutti, non ci tengo all’esclusiva con ognuno di voi. Sono perfettamente cosciente che vi trombiate altre, so riconoscere l’icona di una notifica Tinder sul telefonino specialmente se lo lasciate a mezzo metro da me e me ne importa davvero poco. Quando inizia a fregarmene qualcosa, ve lo dico. Se vi amo, ve lo dico. Se voglio stare solo con voi, magari ci metto dei mesi ma alla fine ve lo dico. State tranquilli. Se continuo a scopare senza chiedervi niente è perché mi va bene così. Cercate di capire, però, che scopare non equivale a essere cafoni. Se avete letto il punto sull’educazione, saprete che mi dà molto fastidio dover essere solo io a cercarvi, o che mi si tiri pacco, oppure che proponiate una data e poi quel giorno non sbuchiate. Se dite che volete vedermi, vedetemi. Se non potete, basta dire che vi farete vivi quando sarete liberi. Tutto qua. Fare sesso è meraviglioso, non metteteci in mezzo giochi di potere. Giocate mentre lo facciamo, per il resto siate cortesi e quanto più possibile onesti. Sono leggera ma non scema, e se ho fatto sesso con voi è perché reputo ci sia intesa intellettuale oltre che fisica, dunque non svilitemi vi prego.

Oltretutto, le rare volte in cui una trombamicizia ha retto e superato lo scoglio del tempo, o ci siamo fidanzati o è perché siamo diventati davvero amici. Del maiale non si butta niente, come si suol dire. Credo fermamente che un amante possa dare ottimi consigli su altri amanti, voi uomini in questo siete favolosi perché riuscite a non essere troppo gelosi, quando non ci sono in gioco dinamiche più profonde come l’innamoramento o il narcisismo.

Concludo il post con un aggiornamento sul motoscafo perfetto, su grande richiesta di amici maschi volenterosi perché sapete bene che non riesco mai a dire di no su questo tema. Senza rimandarvi a un altro link di nuovo, riassumo i punti fondamentali con alcune integrazioni:

  • Niente rumori tipo “slurp, slap, chump chump”: non è una zuppa, non è un’ostrica (anche se ci somiglia)
  • Non puntate subito al target: il motoscafo perfetto parte dalle tette, naviga nei dintorni (specie se siete in presenza di una Diva Ollivudiana) e poi, solo poi, raggiunge l’obiettivo
  • Clitoride sì, clitoride no: c’è chi adora essere stimolata lì, chi lo detesta. Capitelo, se non capite chiedete e regolatevi di conseguenza
  • Dito dentro sì, dito dentro no: c’è chi ama la violenza, chi la delicatezza, chi proprio niente. Anche qui fate come sopra, se vi dicono di sì sappiate che è un dito solo con movimento a uncino
  • Movimenti verticali: se proprio volete variare, al limite ogni tanto fate dei cerchi o succhiate (piano, non è un’ostrica!) ma per poco e mai, mai andamento orizzontale e basta
  • Non spingete: specialmente se siete barbuti, immaginate che male?
  • Voi non avete denti: vi piacerebbe se facessimo lo stesso?
  • Ritmo: meglio leggeri e veloci che lenti e appoggiati. Costanza inoltre, se variate troppo perdiamo il filo
  • Pazienza: a volte veniamo subito, altre no. Una volta che vi siete imbarcati però concludete, al limite usate un cuscino sotto il mento o fate una brevissima (brevissima) pausa

Come dico sempre, ricordate che un motoscafo fatto bene è la chiave per la felicità. Una donna felice è una donna generosa, quindi un motoscafo fatto con amore vuol dire soffoconi.

Buona patente nautica a tutti.

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