Altro che la verità

Ultimamente ho avuto a che fare con uomini che hanno problemi a gestire la verità.

Senza cadere in banali accuse di genere, sapete bene che non è il mio stile, voglio riassumere i due principali approcci maschili a cui ho assistito:

  1. Il Bugiardo & Omertoso

Questa probabilmente è la categoria più diffusa, in quanto ben più facile mentire o omettere dettagli cruciali in situazioni spinose. Citando qualche esempio a caso, c’è chi dimentica di dire che ha una ragazza, una ex moglie, un figlio o due, la candida o un’allergia ai motoscafi. Oppure c’è chi “abito da solo in uno splendido appartamento ai Parioli” e poi si scopre che vive con i genitori, momentaneamente assenti per il weekend. C’è chi “parto per lavoro, incontrerò solo maschi per discutere di affari” e poi torna quasi sposato con una con cui era d’accordo da anni. Esempi meno recenti sono chi organizzava cene d’affari a casa sua con “il team display” che invece erano due bisessuali che oltretutto manco hanno incluso l’anfitrione nelle loro capriole.

Potreste pensare che tali uomini siano riprovevoli, il peggio del peggio. Ebbene, no. Secondo me sono semplicemente creature affaticate e sfortunate, in quanto si fanno un mazzo tanto per coprire i loro scheletri nell’armadio che dire la verità sarebbe nulla al confronto (il caso più divertente fu uno che nascondeva il seggiolino del figlio, nonché rimasugli di patatine e giocattoli vari, nel portabagagli ogni volta che usciva con una donna) e alla fine vengono sempre beccati, attirandosi le ire funeste femminili.

Quanto a me, più che arrabbiarmi rimango basita e gli rimprovero solo di non essere sufficientemente bravi a mentire.

     2. L’Onesto & Sincero

Il peggio del peggio, a mio parere, sono costoro. Dopo aver subito troppi cazziatoni dalle donne per essersi fatti sgamare, una parte di uomini ha deciso di diventare BRM (bravo ragazzo molesto) e di fare dell’onestà la loro bandiera.

Peccato che l’abbiano confusa con la cafoneria, la mancanza di tatto, l’inopportunità. I paladini della giustizia infatti rivelano di avere una fidanzata incinta nel momento in cui avete appena trombato senza preservativo, oppure dichiarano di trovarti grassa e di esser sicuri che tutti gli altri uomini la pensino così ma non osino dirlo, o ti bombardano di domande personali per poi dirti che parli troppo. Ci fu uno che mi disse, vari anni fa: speravo fossi meno bionda, ma facciamo sesso ugualmente?

Vorrei far notare che io sono castana chiara con riflessi ramati, sulla carta d’identità il funzionario ha scritto “roscia”. Vabbè.

La cosa veramente antipatica di questi soggetti è che ti insultano gratuitamente, o ti sganciano bombe micidiali in momenti poco opportuni, vantandosi al grido di “io sono onesto, sono sincero!” e quindi si sentono il Padreterno sceso in terra per la tua salvezza.

 

Almeno i bugiardi si sentono vagamente in colpa, hanno meno spocchia, il che è già qualcosa. Per questo ho concluso che a me della verità, tutto sommato, non importa granché. Io voglio le bugie bianche, le tenere “ma no che non sei grassa, stai benissimo” dette con amore. Voglio che le cose importanti mi vengano dette sinceramente, certo, ma al momento giusto, con tatto e tranquillità. Dei dettagli posso fare a meno, perché troppa verità è volgare.

Fondamentalmente, voglio dell’empatia. E dei motoscafi.

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